Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00495 presentata da ROSSI ORESTE (LEGA NORD) in data 19951113
L'VIII Commissione, premesso che: sono stati segnalati con atti di sindacato ispettivo gravissimi fatti accaduti nel comune di Montecastello, localita' Isorella in merito alla discarica di tipo 2A ivi locata, tra cui: "La discarica per rifiuti inerti (compresi i residui di amianto), sita nel comune di Montecastello, localita' Isorella, e' stata alluvionata dalle acque del fiume Tanaro il 6 novembre 1994; tale discarica e' da anni soggetta a continue denunce per sospette attivita' di raccolta materiali, non pertinenti alla autorizzazione concessa, nonche' di due interrogazioni parlamentari (documento n. 4-02234 del 14 luglio 1994 e documento n. 4-03193 del 14 settembre 1994) che a tutt'oggi non hanno avuto risposta; dettagliata relazione sulle condizioni della discarica e' stata inviata al Ministro dell'ambiente tramite il dottor Gay, Consigliere comunale di Montecastello, (oggi sindaco) il 31 agosto 1994; il gestore della discarica in oggetto, a partire da alcuni giorni dopo l'alluvione, scarica le acque affluite nello scavo, direttamente e senza alcuna autorizzazione, nel fiume Tanaro, sia con pompe idrovore, sia con canale scavato abusivamente; di tale situazione e' stato informato il Sindaco del comune di Montecastello, il quale, recatosi sul posto con un vigile urbano, ha intimato al titolare il "fermo", ricevendo risposta negativa; parimenti, di tale fatto sono stati informati: a) i Carabinieri di Bassignana (stazione competemte); b) l'Ufficio di Igiene e Sanita' Pubblica della USSL 70 (USSL competente), che ha inviato il dottor Vitaliano, responsabile del settore, il quale ha anche effettuato prelievi; c) i Vigili Sanitari della provincia di Alessandria; d) le Guardie Forestali; che, pur recatisi sul posto, pur avendo redatto verbale in merito, non hanno ottenuto alcun esito; il giorno 9 dicembre 1994, visti gli inesistenti risultati ottenuti dagli Enti sopraelencati e visto il perpetuarsi dello sversamento in fiume, su richiesta dell'associazione ambientalista-ecologista AVEAS, e' stato interessato il Prefetto che ha prontamente - quanto inutilmente - allertato il capitano dei carabinieri, il Pretore ed il sindaco di Montecastello; il sottosegretario Gerelli rispondeva in data 31 marzo 1994 in modo molto evasivo ad alcune delle richieste effettuate e, in merito all'attivita' ed alla pericolosita' della discarica, dichiarava: "Signor Presidente, onorevoli deputati, circa il problema sollevato dall'onorevole interrogante, concernente la grave situazione di rischio ambientale connessa alla discarica di seconda categoria tipo A per rifiuti inerti o assimilati agli inerti (quali manufatti di fibrocemento, cemento, amianto) esistente presso l'ex cava Vegezzi, situata in localita' Isorella nel comune di Montecastello in provincia di Alessandria, si riferisce che tale discarica e' stata oggetto di un sopralluogo su richiesta della provincia di Alessandria in data 20 dicembre 1994, a seguito del quale il GIP della procura presso la pretura di Alessandria ne ha disposto il sequestro preventivo, nominando quale custode giudiziario il sindaco di Montecastello. La suddetta discarica risulta essere stata sotto costante controllo dell'amministrazione provinciale e, per dichiarazione della stessa, dalle analisi disposte non si e' mai riscontrata presenza di materiali che potessero costituire pericolo per la salute pubblica. Inoltre l'autorita' comunale, a seguito del tentativo del gestore della discarica in oggetto di svuotare l'invaso dalle acque dell'ultima alluvione del 6 novembre 1994 con una pompa e di realizzare un canale direttamente nell'alveo del fiume, ha disposto l'intervento della USL competente. Dalle analisi effettuate, in data 28 dicembre 1994, dal laboratorio di igiene e sanita' pubblica della USL n. 70 di Alessandria, e' emerso che la potabilita' dell'acqua proveniente dalla falda idrica comunale non risultava compromessa. In effetti nei giorni immediatamente seguenti l'alluvione e la conseguente inondazione da parte del fiume Tanaro della discarica in questione l'emergenza idrica e' stata per cosi' dire "tamponata" per quel che riguarda l'uso alimentare con l'utilizzo di acqua in bottiglia messa a disposizione della protezione civile. Risulta d'altronde, cosi' come dichiarato dal comune di Pietramarazzi, una delle localita' interessate dal fenomeno, che "con assoluta certezza nessuna forma di esasperazione o di allarmismo proveniente dalla popolazione e' stata avvertita nonostante il reale disagio creato dall'alluvione". Per quanto riguarda, poi, eventuali coinvolgimenti della ditta Vegezzi che gestisce la discarica, la provincia di Alessandria ha fatto presente che la stessa "non svolge piu' attivita' di coltivazione della discarica a far data dal 16 agosto 1994, giorno di notifica del provvedimento provinciale di sospensione dell'autorizzazione con protocollo 17056 del 3 agosto 1994". L'amministrazione provinciale si ripropone di valutare, sulla base del parere del comitato tecnico provinciale, la possibilita' di riaprire l'impianto, escludendo, pero', il conferimento in esso di rifiuti contenenti amianto. Da quanto sopra esposto, si rende necessario attendere gli esiti delle indagini disposte dalla procura di Alessandria per poter intraprendere le opportune iniziative, se del caso con le dovute autorizzazioni della stessa. Il Ministero dell'ambiente, date le proporzioni del rischio ambientale connesse agli effetti dell'alluvione, ha gia' predisposto nella fase acuta dell'emergenza le prime attivita' di monitoraggio e di rimozione di detriti, rifiuti ingombranti e materiali pericolosi nei punti di maggior criticita' ambientale. Successivamente, con nota del 7 marzo 1995, ha inteso avviare con l'unita' di ricostruzione, le amministrazioni territoriali competenti e le prefetture interessate una campagna di monitoraggio dei suoli e delle acque per la predisposizione di adeguati progetti di bonifica atti a risolvere l'attuale situazione di rischio, cosi' come previsto dall'articolo 3, comma 1, lettera d), della legge 21 gennaio 1995 n. 22. A tal fine, il 20 marzo 1995 si e' tenuta una prima riunione presso l'unita' di ricostruzione in Alessandria in cui tutti i partecipanti hanno concordato sull'importanza di definire in modo coordinato i progetti monitoraggio e bonifica ai sensi della citata legge. In tale sede si e' infine deciso di indire una nuova riunione per valutare le osservazioni trasmesse dai diversi enti interessati sulle analisi effettuate sui terreni agricoli nell'astigiano e nell'alessandrino; sono state sollevate da parte del presentatore della interrogazione sopra menzionate, obiezioni in merito all'intervento del sottosegretario, che di seguito si riportano: "Caro sottosegretario, desidero ringraziarla almeno per una parte delle risposte fornite; in particolare, per aver assicurato che le acque pompate dalla discarica nel fiume non erano inquinanti e che, se la discarica dovesse essere riaperta, comunque non sarebbe piu' concesso lo scarico in essa di rifiuti inerti contenenti amianto. Analogo ringraziamento rivolgo al suo predecessore per essere intervenuto bloccando lo sversamento di tali acque nel fiume. La mia interrogazione, tuttavia, era volta anche a sollevare un problema che considero assai grave e che deve essere preso in seria considerazione. Dopo l'alluvione, la discarica era infatti diventata un contenitore di sostanze ignote e acqua per migliaia di metri cubi. E' vero che in ipotesi tale discarica avrebbe potuto essere in piena regola; ed in effetti risulta che quelle in essa contenute non erano sostanze inquinanti o comunque solubili in acqua, tant'e' che dalla sua risposta si evince che non sono finite nel fiume. Tuttavia, nel caso in cui si fosse trattato di sostanze inquinanti o molto pericolose, la ditta, dal momento dell'alluvione, cioe' 8-9 novembre 1994, fino al 20 dicembre 1994, quando, a seguito di una mia interrogazione, il ministero e' intervenuto, le avrebbe tranquillamente scaricate, con danni enormi per l'ambiente. Sono intervenuto personalmente, e' intervenuto il sindaco, sono intervenuti i carabinieri, l'ufficio d'igiene, i vigili sanitari e le guardie forestali: nessuno di tali organi e' riuscito a far sospendere lo sversamento. I gestori della discarica si sono rifiutati di prendere atto del verbale e delle ordinanze, ed hanno continuato a scaricare le acque nel fiume, tramite pompe ed il canale costruito abusivamente. Ripeto: tali acque si sono rivelate solo dopo non inquinanti, mentre prima non era dato sapere cosa contenessero. Infatti, sino al momento in cui non e' stata effettuata un'analisi volta ad attestare la loro non nocivita', si poteva supporre che in esse vi fosse qualunque tipo di rifiuto. Ebbene, nessuno degli organi che ho prima citato, compresi i carabinieri, e' riuscito a fermare lo sversamento. Ho dovuto telefonare personalmente tre volte al prefetto, il quale e' intervenuto sul capitano dei carabinieri e presso la provincia, ma senza riuscire a far sospendere lo sversamento, perche' il gestore se ne e' "altamente fregato" degli ordini che arrivavano dalle forze pubbliche ed ha continuato a sversare fino a quando il ministero e' intervenuto sigillando la pompa e proibendo quindi il perpetuarsi dello sversamento. La mia interrogazione, dunque, va vista anche sotto questo aspetto, cioe' quello della necessita' di colmare questo vuoto legislativo. E' inammissibile infatti che le forze di polizia e addirittura il prefetto, il massimo rappresentante del Governo in una provincia, non abbiano i mezzi per fermare un presunto inquinamento che avrebbe potuto, nella fattispecie, creare un disastro ambientale di proporzioni inimmaginabili. Comprendiamo tutti benissimo cosa sarebbe potuto accadere se a partire dall'8 o 9 novembre fino al 20 dicembre 1994, quando e' intervenuto d'ufficio il ministero, fossero stati scaricati migliaia di metri cubi di veleni nel fiume. Ringrazio il sottosegretario per le risposte fornite, che mi sollevano; tuttavia prego il Governo di prendere in considerazione l'esigenza di prospettare una qualche soluzione per ovviare a fatti molto gravi che potrebbero verificarsi in altre parti d'Italia e con conseguenze molto piu' devastanti"; nonostante gli interventi delle forze dell'ordine, gli atti di sindacato ispettivo e l'intervento del sottosegretario, a tutt'oggi la discarica e' in piena attivita'; ai fatti riportati va aggiunto quanto si desume dalla lettura delle analisi chimiche, dalla relazione tecnica, e dalla lettera scritta dal sindaco del comune di Montecastello all'Autorita' di Bacino, al Magistrato del Po ed alla provincia in merito a: 1) sotto il profilo chimico le analisi eseguite dal laboratorio dell'USL n. 20 (ex USL 70) di Alessandria e di un laboratorio privato, evidenziano tutte un alto contenuto di manganese tale da non essere ammesso nelle discariche di tipo 2A quali la discarica in localita' "Isorella" di Montecastello, come risulta dalla relazione tecnica del Laboratorio ECOANALYSIS a firma dottoressa Garoppo; 2) sotto il profilo geologico, la relazione del geologo dottor Sassone evidenzia la pericolosita' dell'invaso in relazione alle frequenti esondazioni del fiume Tanaro ed al rischio di erosioni sulla sponda sinistra con alterazioni all'assetto idrogeologico che rendono la zona in cui sorge la discarica inidonea all'attivita' di coltivazione e per l'insediamento di nuovi insediamenti di carattere fisso, stante l'attuale rischio di esondazione del sito; impegna il Governo ad aprire una indagine in merito ai fatti sopra riportati, al fine di giungere ad individuare le responsabilita' civili e penali dell'evidente mancato rispetto delle norme di legge; a verificare i motivi per cui i risultati analitici in possesso del Ministero sono differenti rispetto a quelli in possesso dei deputati che hanno presentato atti di sindacato ispettivo e del sindaco di Montecastello, nonostante siano stati effettuati dalla stessa USL; a verificare eventuali inadempienze dei responsabili in merito alla mancata chiusura della discarica, cosi' come dichiarato dal sottosegretario; a verificare i motivi per cui, nonostante le denuncie e gli avvenuti controlli delle autorita', e' stato permesso al titolare della discarica di sversare tutti i reflui della stessa nel fiume, in dispregio delle norme di legge; a definire un piano di intervento mirato a sanare definitivamente una situazione che, a differenza di quanto dichiarato dal sottosegretario, non solo ha allarmato la popolazione, ma preoccupa notevolmente gli stessi amministratori comunali. (7-00495)