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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00790 presentata da DILIBERTO OLIVIERO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19951114

Al Presidente del Consiglio dei ministri e Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: nel nostro Paese la questione criminale ha assunto ampiezza e spessore sempre piu' allarmanti; nonostante l'impegno delle Forze di polizia e della magistratura il livello di guardia sembra prossimo ad essere superato; la corruzione, assunta a logica di sistema, continua a dilagare nei settori della vita pubblica; le organizzazioni criminali a carattere mafioso mantengono ancora un controllo stabile del territorio; la criminalita' economica assume troppo spesso la connotazione di impresa, pervadendo il mercato e stravolgendo le regole della competitivita' e della concorrenza; una sub-cultura della mafiosita' e della illegalita' e' diffusa e penetra negli spazi lasciati aperti dallo Stato e dall'arretrare dell'iniziativa pubblica dalla linea dei bisogni sociali, della solidarieta' e dell'intervento a favore delle classi piu' deboli verso quella della difesa di interessi particolari, di categorie e di gruppi economici; la protezione del grande capitale da parte dello Stato, storicamente avvertita dall'unita' d'Italia, ha rivelato risvolti particolari negli ultimi decenni, dando vita ad un circuito di finanziamento dei partiti di Governo attraverso un meccanismo di protezione-riscossione di tangenti; il potere economico ha in questo modo alimentato e sostenuto il sistema dei partiti di Governo e il Governo medesimo ha assicurato lo sviluppo del capitale libero dalle regole del mercato; nel Mezzogiorno fenomeni di assistenzialismo e di protezionismo sono stati incoraggiati a scapito delle potenzialita' di sviluppo pure esistenti; la collusione, con la mafia soprattutto, ma anche con le altre organizzazioni criminali, da parte del ceto politico di Governo ha permesso alla criminalita' di condurre indisturbata i suoi traffici; nel Sud un determinato ceto politico ha prosperato grazie a questa collusione traendone benefici economici e utilizzando un serbatoio di voti; il sistema di corruzione e la mafia hanno contribuito in gran parte alla politica dei Governi che si sono succeduti negli ultimi decenni e al sostegno dei partiti del centro sinistra di allora, grazie anche alla conventio ad e scludendum della sinistra e alla enfatizzazione del pericolo comunista; la rottura di questo equilibrio ha ragioni diverse, ma la causa scatenante e' stata provocata dall'iniziativa della magistratura; la scoperta di gravi scandali e una felice stagione di lotta alla mafia, con la eliminazione di capi storici e lo sgretolarsi del muro dell'omerta', hanno dato la sensazione che gli anticorpi sani nel Paese stessero riducendo il tasso di illegalita'; gli ultimi avvenimenti denotano invece il perdurare di un intreccio politico-criminale sotto forme diverse e con un semplice ricambio dei soggetti trasmigrati in diverse formazioni politiche; la magistratura, che pure ha svolto un'azione per tanti aspetti efficace e talvolta decisiva, e' stata volutamente lasciata al centro del problema, come se da essa sola dipendesse la soluzione; la questione criminale, con tutte le sue implicazioni, e' stata cosi' ridotta a questione di giustizia e scomposta in tante vicende, utilizzate a seconda della convenienza; il tentativo di blocco e di delegittimazione e' cominciato quando l'iniziativa dei pubblici ministeri ha lambito interessi piu' forti e poteri posti piu' in alto; una vera e propria campagna di delegittimazione dei magistrati, in particolare di quelli del pubblico ministero si e' sviluppata con il Governo Berlusconi, e in relazione alle indagini sulla Fininvest; in tale campagna si e' cercato di provocare contrasti tra gli uffici giudiziari e di accreditare un uso politico del processo penale per sminuirne il valore; tale campagna continua ancora con maggiore violenza e assume toni accesi ogni qualvolta vengano scoperti coinvolgimenti di personaggi del mondo della politica in affari criminali; iniziative giudiziarie, magari discutibili ma certamente isolate vengono cosi' strumentalizzate per avviare una sorta di normalizzazione dell'attivita' della magistratura, spacciandola per riequilibrio tra i poteri; la centralita' del Parlamento e la sua autorita' come espressione della sovranita' popolare sono messe in discussione dalla invasione sul terreno politico dei vertici istituzionali, per loro natura irresponsabili politicamente, e dalla costituzione di poteri forti ad esso esterni che ne limitano il valore; il discorso sul ristabilimento dei ruoli della politica e della giustizia e sulla riaffermazione del primato della politica passa attraverso la soluzione dei problemi lasciati alla sola trattazione giudiziaria; solo in questo senso, e non con l'introduzione di nuove regole, possono evitarsi sconfinamenti del potere giudiziario dal proprio ambito; le riforme devono avere il respiro ampio della cultura del diritto e non essere invocate come un rimedio contro talune iniziative scomode -: se non ritenga che: la questione criminale non sia riconducibile ad una semplice questione di giustizia; una tale riduzione serva a nascondere il cuore del problema, cioe' l'intreccio politico-criminale, e a distogliere da esso l'attenzione della gente presentando limiti e inadeguatezza degli apparati giudiziari; non ci sia scontro tra poteri dello Stato, ma una resistenza di ambienti criminali e dei loro protettori politici all'azione della magistratura che sta esplorando nuove zone d'ombra; il potere giudiziario autonomo ed indipendente, come deve essere per dettato costituzionale, abbia il compito di definire la legalita' degli atti e dei comportamenti secondo le leggi esistenti, mentre al Parlamento spetti la prerogativa di formarle; il sistema processuale e il controllo del CSM offrano garanzie sufficienti per eliminare errori ed eccessi; la questione criminale possa essere chiusa soltanto con la celebrazione dei processi in tempi rapidi e che questa possa essere la sola soluzione proponibile; ogni altra soluzione serva ad offrire una via d'uscita ai criminali, cosi' come a fornire il pretesto per prorogare la vita di questa legislatura rinviando il ricorso alle elezioni. (3-00790)





 
Cronologia
sabato 11 novembre
  • Politica, cultura e società
    Ribaltando il precedente giudizio di merito, la terza Corte d'Assise d'appello di Milano condanna Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi.

martedì 21 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Dopo una serie di raid aerei contro le posizioni dei serbo-bosniaci, fra maggio e settembre, l'Alleanza atlantica riesce ad imporre una soluzione negoziata al conflitto nei territori della ex Jugoslavia. Il 21 novembre a Dayton, Serbia, Croazia e Bosnia firmano gli accordi di pace. Il trattato prevede uno stato bosniaco, diviso in una repubblica serba e in una federazione croato-musulmana.