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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00761 presentata da DORIGO MARTINO (MISTO) in data 19951114

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri di grazia e giustizia, dell'interno e della difesa, per sapere - premesso che: in questi giorni la stampa nazionale ha dato ampio risalto ad un inchiesta penale che sarebbe stata aperta dalla procura della Repubblica di Venezia, su atti trasmessi dal Ministero di grazia e giustizia, verso il comportamento del capitano del ROS Massimo Giraudo, ufficiale di polizia giudiziaria che operava su mandato dell'ufficio istruzione del tribunale di Milano; tale procedimento penale aperto dalla procura di Venezia, come risulta ampiamente dalla stampa locale e nazionale, ipotizza un reato di abuso d'ufficio commesso dal capitano Giraudo, per la violazione della Legge 801 del 1977 e della legge 8 del 1991 (regolamento DM 687 del 1994) sulla gestione dei collaboratori di giustizia: da notare come il capitano Giraudo ha sempre pubblicamente affermato, a sua difesa, di agire su diretto e specifico mandato del giudice Salvini; da quanto risulta, tra i fatti piu' gravi contestati, dalla procura di Venezia, ci sarebbe l'anomalo uso di denaro e funzionari del SISMI in azioni di polizia giudiziaria, fatti che lo stesso Direttore del servizio segreto militare avrebbe definito operazioni "atipiche" per il Servizio, e che sarebbero state disconosciute dal Presidente del Consiglio, preposto per legge all'attivita' dei servizi di informazioni e sicurezza; se fosse confermata la sussistenza dei gravi reati sopra descritti, la responsabilita' penale del capitano Giraudo non potrebbe non coinvolgere quella del dottor Salvini, e sarebbe tale da compromettere pesantemente la validita' degli elementi indiziari raccolti a carico degli imputati per il processo sulla strage di piazza Fontana; da quanto risulta dalla stampa, anche l'autorita' giudiziaria di Bologna avrebbe aperto un procedimento penale contro il capitano Massimo Giraudo, accusato di aver fatto deporre, senza verbalizzazione e senza titolarita' giurisdizionale, i condannati per la strage di Bologna Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, di fronte al giudice Guido Salvini, al quale i suddetti avrebbero millantato un nuovo alibi circa la loro assenza dal luogo del delitto, il giorno della strage di Bologna; e' singolare far notare come nel periodo immediatamente precedente alla escussione per spontanee dichiarazioni di Mambro e Fioravanti da parte del giudice Salvini, i due avrebbero reiteratamente richiesto alla Commissione parlamentare stragi di essere auditi formalmente, ricevendo risposta di diniego; da quanto si e' potuto dedurre dall'intensa resocontazione giornalistica e dalle stesse dichiarazioni del giudice Salvini, il capitano Giraudo avrebbe in questi anni girato l'Italia interrogando detenuti e non detenuti gravitati nell'orbita del terrorismo nero, per raccogliere collaborazioni con la giustizia, che avrebbero consentito al giudice Guido Salvini di raccogliere una tale mole di confessioni o contributi da permettergli, come egli stesso ha dichiarato, di "riscrivere la storia d'Italia"; per replicare alla fuga di notizie che li riguarda, il giudice Salvini ed il capitano Giraudo, come risulta dalla stampa, avrebbero di fatto accusato il magistrato veneziano titolare dell'inchiesta, dottor Felice Casson, di gravissime scorrettezze, di spirito persecutorio, di oggettiva responsabilita' nel vanificare indagini importantissime che avrebbero permesso di fare giustizia sulla strage di piazza Fontana e molte altre stragi; e' da notare, tra l'altro, che molto prima che la procura di Venezia venisse interessata delle indagini del giudice Salvini, con la trasmissione dell'esposto del dottor Maggi da parte del Ministero di grazia e giustizia, gia' nell'ottobre 1993 il quotidiano milanese Corriere della Sera aveva pubblicato la notizia relativa all'avviso di garanzia inviato a Martino Siciliano, e che nel marzo 1995 era gia' uscita sulla stampa la notizia circa il "pentimento" di due esponenti di Ordine Nuovo di Venezia: tali "fughe" di notizie, percio', non possono che essere provenute dall'ambiente giudiziario milanese; inoltre, in questi giorni, da una emittente radiotelevisiva di Milano, e' stato rivelato dalla stampa anche il nome di Delfo Zorzi, che sarebbe colui che il giudice Salvini ed il capitano Giraudo accusano, sulla base delle collaborazioni ottenute, di essere il materiale esecutore della strage di piazza Fontana, ed ancora il capofila di una vera e propria organizzazione internazionale che con risorse miliardarie garantisce l'assistenza legale, l'esfiltrazione, il reinserimento clandestino in altri paesi, l'omerta' di tutti gli ex camerati o comunque di coloro che, implicati in modo piu' o meno diretto, hanno potuto conoscere le vicende di Ordine Nuovo e degli altri gruppi dell'eversione nera durante la strategia della tensione; commentando con i giornalisti il personaggio di Delfo Zorzi, il giudice Salvini, anche in questi giorni, risulta aver reso pubblici sulla stampa elementi indiziari coperti da segreto istruttorio, forse pensando che, trapelato il nome del principale indagato, si possa tranquillamente diffondere ogni altra notizia connessa al procedimento penale che lo riguarda; molte volte, nel passato, importanti indagini sul terrorismo, sull'eversione nera, sulle stragi, sono state oggetto di pesantissimi tentativi di depistaggio, di insabbiamento, di inquinamento delle prove e di occultamento della verita', a volte smascherati solo dopo anni, spesso cosi' gravi da aver impedito a tutt'oggi il raggiungimento della verita' e l'accertamento delle responsabilita' penali e politiche, nonostante un severo giudizio storico sia gia' stato delineato in molte sedi, compresa la Commissione stragi; proprio alla luce di tali gravi condizionamenti ed inquinamenti di cui ampi settori dei servizi segreti si sono resi responsabili nel passato, vedendo anche condannati in via definitiva loro alti rappresentanti, hanno indotto il Parlamento a varare la legge 801 del 1977, che sciogliendo il S.I.D., e sottoponendo i nuovi SISMI e SISDE all'autorita' diretta del presidente del Consiglio dei ministri, vietavano esplicitamente ogni possibile uso dei Servizi in compiti di polizia giudiziaria, ripristinando piu' rigorosamente la separazione, fondamentale in uno stato democratico, tra i poteri di esercizio dell'azione penale e quelli di indagine, di informazione e di controspionaggio tipici dei servizi segreti; tra l'altro, la legge 801, creando SISDE e SISMI, ha inteso appunto rigidamente separare anche le competenze piu' strettamente informative affidate ai Servizi, precisando la dovuta distinzione tra il ruolo di controspionaggio militare assegnato al SISMI e quello di difesa della stabilita' democratica affidato al SISDE: percio' non si capisce perche' sull'eversione nera non si sia interessato il piu' competente Servizio civile; l'interpellante, nella sua qualita' di membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi ed il terrorismo, non e' in grado di esprimere a priori la certezza che le risultanze investigative del dottor Salvini e del capitano Giraudo, apparentemente sensazionali, siano fondate e verosimili, ma sente l'assoluto dovere di accertare per quali motivi ed in quali circostanze essi si siano eventualmente resi in qualche modo strumenti inconsapevoli di un ennesimo gravissimo disegno inquinante e delegittimatorio, orchestrato da settori deviati del SISMI, con la collaborazione di membri dell'Arma dei carabinieri, che, favorendo di fatto gli interessi degli eversori neofascisti, avrebbero voluto rendere illeciti ed inservibili atti istruttori su responsabilita' politiche e penali che si ritenevano non piu' occultabili all'autorita' giudiziaria; non c'e' dubbio, infatti, che abbia grande valore il preciso quadro organizzativo e operativo, disegnato nella sentenza ordinanza del giudice Salvini sui rapporti tra i vari nuclei dell'eversione di destra e settori delle forze armate e dell'Arma dei Carabinieri, anche attraverso i Nuclei per la difesa dello Stato, elaborato peraltro utilizzando proficuamente molto lavoro gia' pubblicato da altre autorita' giudiziarie indaganti sulle stragi; allo stesso modo pero', tale atto giudiziario, nel testo dove il giudice Salvini ringrazia il SISMI per la collaborazione prestata nelle indagini, pur evidenziando la buonafede dello scrivente, non puo' non far pensare che tale ringraziamento indirettamente confermi la sussistenza dei reati sopradescritti; l'interpellante, pur volendo mantenere il doveroso riserbo su atti e documenti conosciuti nell'ambito della sua funzione nella Commissione parlamentare stragi, non puo' nascondere di averne maturato la fondata convinzione che, pur agendo in assoluta buonafede, il dottor Salvini, nell'encomiabile intento di acquisire decisivi elementi di prova utili a individuare finalmente mandanti ed esecutori di una sanguinosa strage, abbia favorito, per il suo eccesso di entusiasmo o di superficialita', il possibile dispiegarsi di un piano volto a inquinare irrimediabilmente l'azione penale, e delegittimare la stessa autorita' giudiziaria, nella sua opera di accertamento della verita'; non si puo' non notare, infatti, che al di la' della fondatezza dell'ipotesi di accusa verso Delfo Zorzi per la materiale esecuzione della strage di piazza Fontana, le responsabilita' di CIA e NATO, ancora da dimostrare giudiziariamente, sono comunque da molti anni ipotizzate, in molti atti giudiziari, come concretamente esistite, e fanno pensare che siano ancora forti gli interessi interni ed internazionali capaci di muoversi per difendere quanti ne furono partecipi diretti ed indiretti: la tecnica di rendere inservibili le prove che non si riescono piu' a nascondere, sporcandole con azioni illegali, e' tecnica ormai consolidata e tristemente conosciuta, nelle frequenti deviazioni illegali dei servizi segreti del nostro e di tanti paesi; l'interpellante, gia' in diverse occasioni ha denunciato il permanere di pesanti infiltrazioni e complicita' di matrice neofascista negli apparati armati dello Stato, nonostante gli scandali della P2, di Gladio, e tanti altri, e ritiene che l'episodio sopradescritto possa costituirne un inquietante dimostrazione, e percio' ritiene indispensabile ed urgente accertare: 1) se sia vero il fatto che furono membri del SISMI ad offrire per primi, anche in modo indiretto, la loro collaborazione al giudice Salvini al fine di acquisire la testimonianza di Martino Siciliano; 2) chi furono i funzionari del SISMI a gestire l'intera vicenda della collaborazione operativa ed informativa con il capitano Giraudo, chi e come li abbia autorizzati; 3) chi abbia sovrinteso, senza interromperla, nel corpo di appartenenza, alla collaborazione in atti di polizia giudiziaria tra il capitano Giraudo e funzionari del SISMI; 4) se risulti chi abbia consigliato, al capitano Giraudo, di nominare quale suo difensore proprio l'avvocato Longo di Padova, che risulta essere stato oggetto di segnalazioni informative di polizia, negli anni della strategia della tensione, quale frequentatore di quei circoli eversivi della destra veneta, dove militavano gli stessi imputati della strage di piazza Fontana; se non ritenga di dover tempestivamente accertare, in via amministrativa, come abbiano potuto prodursi, stanti le leggi vigenti, gli anomali rapporti tra funzionari del SISMI e un'autorita' giudiziaria; se non ritenga di dover accertare come sia potuto avvenire che il SISMI abbia utilizzato centinaia di milioni provenienti dai fondi riservati, per operazioni di polizia giudiziaria, in Italia e all'estero, senza l'autorizzazione dell'autorita' alla sicurezza preposta per legge; se non ritenga di aprire una urgente e rigorosa inchiesta per verificare la eventuale sussistenza di responsabilita' per omessa vigilanza da parte della linea gerarchica soprastante al capitano Giraudo; se non ritenga di dover urgentemente informare il Parlamento sulle informazioni a sua conoscenza, sulla gravissima vicenda, presentando apposite proposte normative per impedire che la legge 801 del 1977 e la legge regolamento sui collaboratori di giustizia possano essere ancora cosi' pesantemente violate. (2-00761)

 
Cronologia
sabato 11 novembre
  • Politica, cultura e società
    Ribaltando il precedente giudizio di merito, la terza Corte d'Assise d'appello di Milano condanna Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi.

martedì 21 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Dopo una serie di raid aerei contro le posizioni dei serbo-bosniaci, fra maggio e settembre, l'Alleanza atlantica riesce ad imporre una soluzione negoziata al conflitto nei territori della ex Jugoslavia. Il 21 novembre a Dayton, Serbia, Croazia e Bosnia firmano gli accordi di pace. Il trattato prevede uno stato bosniaco, diviso in una repubblica serba e in una federazione croato-musulmana.