Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00762 presentata da DE BENETTI LINO (PROG.FEDER.) in data 19951114
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dell'industria, commercio e artigianato e dell'ambiente, per sapere - premesso che: con la cessione dell'Ilva laminati piani di Taranto, dopo gli impianti di Novi Ligure e Cornigliano, dall'IRI al gruppo Riva, quest'ultimo gruppo e' diventato il quarto produttore mondiale di acciaio: a seguito del concordato con l'Unione europea il gruppo Riva effettuera' a Taranto un taglio di 500 mila tonnellate annue di capacita' produttiva di laminati a caldo. Il taglio era previsto al momento dell'approvazione (aprile 1994) del piano di ristrutturazione dell'Ilva; recentemente l'Ilva ha indicato al Ministro dell'industria la propria disponibilita' a demolire uno degli altoforni del treno di laminazione 1, dove si producono i coils (cioe' i nastri larghi a caldo), mentre, secondo le indicazioni dell'Unione europea, andrebbe demolito l'altoforno del treno di laminazione 2 o di altri impianti italiani localizzati altrove, purche' abbiano fabbricato prodotti finiti laminati a caldo fino alla data della privatizzazione e appartengano al nuovo proprietario dell'Ilp; il gruppo Riva sembra intenzionato a chiudere l'altoforno del treno di laminazione n. 1, non tenendo conto delle indicazioni della Commissione europea; recenti notizie di stampa riportano che il Ministro dell'industria "sarebbe tentato di giocare su due tavoli, dell'Ilp e della legge 481. Il che sembra difficile visto che i due accordi a suo tempo stipulati con Bruxelles, uno per la siderurgia pubblica e l'altro per la siderurgia privata, fino a prova contraria non sono intercambiabili"; in un recente incontro con le organizzazioni sindacali il Ministro dell'industria ribadiva che si potrebbe individuare altrove rispetto a Taranto la capacita' produttiva di laminati a caldo da tagliare, purche' tale capacita' sia assimilabile a quella di Taranto per tipologia, parametri e tempi di produzione; tutti i siti ove insistono impianti siderurgici presentano gravi problemi ambientali; un caso su tutti e' rappresentato dall'impianto di Cornigliano, dai cui forni vengono sprigionati gas cancerogeni. Una ricerca condotta per conto della provincia di Genova dal laboratorio di chimica ambientale dell'IST (Istituto Tumori) conferma, in peggio, i rilevamenti effettuati nel 1992, come dimostrato dalle emissioni di benzopirene che oggi toccano punti di 16 nanogrammi per mc contro i 2,5 previsti dalla normativa vigente; inoltre Genova, con la fame di spazi che ha e la fatica con cui ha dovuto conquistarseli, non si puo' permettere di tenere in naftalina un'area tanto grande per un'attivita' che in proporzione e' minima e che sta portando il Ponente genovese al collasso ambientale, urbanistico ed economico; il Comitato tecnico ambientale regionale ha piu' volte definito incompatibile la presenza delle acciaierie in pieno centro urbano che sono del resto in violazione dei piani urbanistici della regione; sulla necessita' del superamento della siderurgia, ormai, sembrano tutti concordare: si tratta di vedere quando e come questo superamento deve essere realizzato; la chiusura dell'altoforno di Cornigliano non provocherebbe un tracollo occupazionale insostenibile e anzi la riconversione dell'area potrebbe aumentare l'occupazione; sono gia' state rese note, da recentissime notizie pubblicate dalla stampa e fornite nel corso del convegno dell'11 novembre 1995 dal titolo "Per uno sviluppo sostenibile ner ponente genovese", ipotesi, prospettive e proposte per il superamento della siderurgia-: se il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'industria e dell'ambiente non ritengano, in considerazione di quanto in premessa, informare il Parlamento sulla strategia che il Governo intende adottare per rispettare gli accordi di Bruxelles, in particolare su quali tagli e per quali impianti si intende procedere; quali siano gli intendimenti del Governo in merito alle problematiche legate alla siderurgia e quali siano gli indirizzi politici e economici che intende assumere; se infine, e soprattutto, il Governo non ritenga di favorire la riconversione dell'area siderurgica di Cornigliano attraverso un contratto con gli enti locali liguri, l'industriale Riva, le parti sociali individuando da subito progetti, tempi e finanziamenti; quali siano le tecnologie, i progetti e i mezzi finanziari che il Governo intende apportare per il risanamento ambientale, territoriale e sociale dei siti attualmente gravati da impianti siderurgici e in particolare per quelli inerenti l'area di Cornigliano a Genova. (2-00762)