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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00503 presentata da BRUNETTI MARIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19951115

La III Commissione, esprimendo soddisfazione per il raggiunto accordo di pace per la Slavonia orientale che dimostra come la strada del negoziato e del dialogo, quando perseguita con determinazione, puo' portare ad una equa e giusta soluzione del conflitto della ex Jugoslavia; auspicando che i criteri adottati per gli accordi di pace per la Slavonia orientale siano a fondamento di accordi piu' generali per le altre aree di crisi; ritenendo in particolare inaccettabili piani di pace che sanciscano per via diplomatica la pulizia e la spartizione etnica, essendo esse contrarie ai diritti piu' elementari dell'uomo oltre che potenziali cause di future e nuove guerre; ritenendo a tal proposito necessario che gli accordi di pace riguardino: a) il ritorno dei profughi nelle loro case sotto controllo diretto delle Nazioni Unite; b) che tale ritorno riguardi sia la Bosnia che le zone della Croazia (Kraijna in particolare, ma non solo) dove si sono verificati esodi di massa o episodi di pulizia etnica; c) che le zone interessate al ritorno della popolazione, sull'esempio dell'accordo sulla Slavonia orientale, siano smilitarizzate, provvedendo alla costituzione, sotto controllo internazionale di una polizia mista posta a garanzia delle popolazioni di ogni etnia e professione religiosa; d) che sia garantito il rispetto dei diritti delle minoranze anche attraverso l'adozione di uno status speciale, che sancisca larga autonomia alle minoranze etniche; e) a consentire, sotto monitoraggio internazionale, le liberta' fondamentali come il diritto di organizzazione politica, sindacale, di sciopero, di liberta' di stampa e di libera espressione del pensiero; f) a prevedere un percorso che porti quei popoli in tempi ragionevoli a scegliere, tramite libere elezioni, i propri rappresentanti garantendo lo svolgimento del processo elettorale sotto il controllo internazionale. La "par condicio" nell'accesso ai mezzi di informazione di massa deve costituire premessa inderogabile al processo elettorale stesso; g) all'applicazione vera e senza deroghe dell'embargo sulle armi e sulla cooperazione ed assistenza militare verso tutti i paesi coinvolti nel conflitto, prevedendo sanzioni congrue verso gli Stati della comunita' internazionale che violino tali disposizioni; impegna il Governo: a favorire, promuovere ed intensificare le iniziative di pace nella Bosnia Erzegovina e nelle altre zone di crisi della ex Jugoslavia; a predisporre l'invio di una missione civile non militare, in stretto rapporto con le Ong e le organizzazioni di volontariato italiano, avvalendosi anche degli obiettori di coscienza in servizio civile, al fine di contribuire alla ricostruzione del tessuto multietnico, sociale ed economico delle zone devastate dal conflitto; a stanziare in via straordinaria la cifra di 100 miliardi di lire per gli aiuti umanitari alla ex Jugoslavia; ad attuare pienamente la legge n. 390 del 1992 affinche' siano accolti nel nostro territorio i profughi ed i disertori provenienti dalla ex Jugoslavia; a sottoporre, prima di assumere ogni decisione, al Parlamento, una volta siglato e conosciuto il trattato di pace, l'eventualita' o meno dell'invio di truppe militari italiane nella ex Jugoslavia. (7-00503)

 
Cronologia
sabato 11 novembre
  • Politica, cultura e società
    Ribaltando il precedente giudizio di merito, la terza Corte d'Assise d'appello di Milano condanna Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi.

martedì 21 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Dopo una serie di raid aerei contro le posizioni dei serbo-bosniaci, fra maggio e settembre, l'Alleanza atlantica riesce ad imporre una soluzione negoziata al conflitto nei territori della ex Jugoslavia. Il 21 novembre a Dayton, Serbia, Croazia e Bosnia firmano gli accordi di pace. Il trattato prevede uno stato bosniaco, diviso in una repubblica serba e in una federazione croato-musulmana.