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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00508 presentata da VIVIANI VINCENZO (PROG.FEDER.) in data 19951115

La X Commissione, rilevato che i presentatori della presente risoluzione, gia' in data 26 settembre 1995, hanno segnalato all'attenzione del Ministro i problemi rilevantissimi che stanno emergendo nel processso di riconversione industriale in atto nell'ex Bacino minerario delle Colline metallifere in provincia di Grosseto; verificato che il processo suddetto e' sostenuto dalla legge n. 204 del 1993 e n. 236 del 1993, dai fondi strutturali dell'obiettivo 2 e 5b del regolamento dell'UE 2081 e da varie altre provvidenze per le aree di crisi; considerato che potrebbe rappresentare, dopo anni di scelte produttive che hanno determinato seri problemi ambientali e sociali, un'occasione per l'affermarsi di un progetto di sviluppo eco-compatibile che assieme ad una grande opera di risanamento ambientale affermi uno sviluppo equilibrato plurisettoriale in grado di estendere e qualificare la base occupazionale; valutato che l'apporto costruttivo di regione Toscana, Enti locali, forze economiche sociali e in tempi piu' recenti della Societa' per lo sviluppo (partecipata da GEPI ed Enisud) e gli stessi impegni sottoscritti dalla Societa' Nuova-Solmine, rischiano di essere ritardati o vanificati a causa di troppe incertezze e contraddizioni; verificato che lo stesso Ministero non e' estraneo al determinarsi di questi rischi per i ritardi accumulati nella definizione del piano di riconversione e del relativo accordo di programma con la ragione Toscana, ex legge n. 204 del 1993; nella definizione del regolamento attuativo della legge n. 75 del 1993, ed infine per quanto attiene lo sbocco operativo del processo di privatizzazione che coinvolgera' anche gli assetti proprietari della Nuova-Solmine (ENI); verificato altresi' lo stato di comprensibile allarme diffuso fra le popolazioni locali e la tensione prodottasi in ultimo fra Enti locali-regione Toscana ed ENI-ambiente per il progetto di riconversione di impianti industriali esistenti al fine di realizzare un "Impianto di produzione di energia elettrica da combustibili non convenzionali" in localita' Casone di Scarlino; acclarato che questa situazione si e' determinata oltre al forte impatto ambientale del progetto anche per elementi di sottovalutazione nella gestione delle procedure a partire da quelle di una fase di sperimentazione attuata in dispregio dei pareri degli Enti locali interessati, e in assenza di un giusto coinvolgimento delle istituzioni e delle popolazioni locali; considerato, tuttavia, che non e' assolutamente pensabile un rilancio dello sviluppo a prescindere dal ruolo attivo di ENI-Nuova Solmine o comunque di un soggetto in grado di mantenere e sviluppare gli impegni in essere e collaborare alla definizione di progetti in corso di definizione, impegna il Governo: ad accelerare i tempi della definizione del piano di riconversione e del relativo accordo di programma; a definire le normative legislative ancora inattuate (legge n. 75 del 1993); a promuovere con assoluta urgenza un incontro con la regione Toscana-Enti locali ed ENI ambiente-Nuova Solmine al fine di affrontare un chiarimento sulle scelte strategiche da operare per l'area, sulle risorse e sugli strumenti operativi da impegnare per la loro realizzazione. (7-00508)

 
Cronologia
sabato 11 novembre
  • Politica, cultura e società
    Ribaltando il precedente giudizio di merito, la terza Corte d'Assise d'appello di Milano condanna Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi.

martedì 21 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Dopo una serie di raid aerei contro le posizioni dei serbo-bosniaci, fra maggio e settembre, l'Alleanza atlantica riesce ad imporre una soluzione negoziata al conflitto nei territori della ex Jugoslavia. Il 21 novembre a Dayton, Serbia, Croazia e Bosnia firmano gli accordi di pace. Il trattato prevede uno stato bosniaco, diviso in una repubblica serba e in una federazione croato-musulmana.