Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00775 presentata da CICU SALVATORE (FORZA ITALIA) in data 19951117
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri, per sapere - premesso che: con ordinanza del Presidente del consiglio dei ministri del 28 giugno 1995, n. 2409, il presidente della Giunta regionale della Sardegna, dottor Federico Palomba, e' stato nominato Commissario governativo delegato a definire un programma straordinario di interventi necessari a fronteggiare la situazione di emergenza idrica determinatasi in Sardegna, da attuare in un periodo di tempo non superiore a due anni; fino ad oggi l'opinione pubblica, a oltre quattro mesi dalla dichiarazione dello stato di calamita' non ha riscontrato alcun intervento diretto a fronteggiare l'emergenza idrica, ne' tanto meno si e' avuto notizia circa gli impedimenti che hanno frenato la predisposizione delle misure atte a contenere i disagi per la mancanza d'acqua; allo stato attuale persiste lo stato di calamita' per effetto della siccita' a causa della mancanza di piogge e della conseguente riduzione delle scorte d'acqua immagazzinate nei bacini idrici artifi- ciali; di recente il Commissario per l'emergenza idrica e il sub-commissario hanno reso pubblico un programma di interventi che prevede la spesa di circa 1.300 miliardi di lire. Detto piano, presumibilmente non concertato con l'organismo tecnico di cui all'articolo 7 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio n. 2409, presenta non solo carenze di ordine tecnico ma anche concettuale in quanto la progettazione degli interventi e' delegata a funzionari regionali, dell'ESAF (Ente Sardo Acquedotti e Fognature) e dell'EAF (Ente Autonomo del Flumendosa), che, in base alla legge n. 421/1992 peraltro non ancora recepita dalla regione Sardegna, ottemperare ai compiti demandati al di fuori dell'orario ordinario di lavoro. In questo modo gli interventi programmati vengono subordinati alla normale routine di lavoro ordinario, non assolvendo al principio di straordinarieta' dell'intervento di emergenza che richiede tempestivita' operativa, condizione e presupposto essenziale del provvedimento governativo gia' citato; questo esso programma prevede interventi inquadrabili, per almeno all'8 per cento ad opere per la cui attuazione avrebbero dovuto assolvere per statuto gli enti strumentali regionali (ESAF e EAF) mediante la programmazione di manutenzione, ammodernamento e potenziamento degli impianti sulla base di un piano d'intervento proposto dagli Enti regionali competenti e finanziato dalla Giunta regionale; il programma d'intervento per l'emergenza idrica piu' volte citato si presenta farraginoso e con gravi carenze che manifestano una non perfetta conoscenza del fenomeno e/o una sottovalutazione della emergenza siccita'. Tant'e' che gli interventi prioritari proposti non sono esaustivi per limitare i danni e i disagi al popolo sardo, ne' tanto meno sono organici tra loro e in sintonia con le esigenze dello stato di necessita' della popolazione e delle attivita' imprenditoriali. Non a caso infatti si passa a definire prioritari interventi diretti all'insonorizzazione di dissalatori (peraltro in disuso), o a invasare reflui non depurati in attuali bacini idrici (Cuga, Simbrizzi, ecc.) per poi immetterli, previa depurazione, in rete per l'approvvigionamento idrico nell'agricoltura. Allo stesso tempo non sono neppure approfondite le conoscenze in modo da rimuovere le cause che rendono impossibile il massimo invaso negli attuali bacini di accumulo idrico, pur prevedendo la realizzazione di altre dighe allo scopo di incrementare le disponibilita' idriche; allo stato attuale, persiste e si e' ulteriormente eccentuato il disagio per le popolazioni per effetto della siccita' e quel malessere sociale generato anche per effetto dei danni prodotti all'economia agro pastorale a causa della mancanza d'acqua influendo anche sull'occupazione per effetto del ridimensionamento di iniziative imprenditoriali; la risoluzione dell'emergenza idrica non e' inquadrata in una strategia d'intervento che consideri l'ambiente nella sua globalita' essendo l'acqua solo una sua componente; emergono fondati sospetti di scarsa concretezza, inconcludenza e incompetenza dell'attuale Commissario governativo per l'emergenza idrica e del suo sub commissario delegato, a cui si aggiunge l'immobilismo della Giunta regionale che si manifesta con il mancato utilizzo di risorse finanziarie gia' disponibili nel patrimonio regionale e di cui non si riesce a spendere; altresi' si evidenzia e si sottolinea che, correlato al fenomeno siccita' persiste un dissesto idrogeologico del territorio isolano che ha determinato a suo tempo e determina ancora oggi, condizione di reale e potenziale pericolo per la pubblica incolumia anche per effetto del verificarsi di piogge non copiose. A tal fine non si e' operato o si prevede di operare alcun intervento di sistemazione idraulica, e la stessa legge n. 183/89 sulla difesa del suolo resta inapplicata, facendo persistere le condizioni di pericolo per effetto di non efficaci lavori di manutenzione idraulica ordinaria e straordinaria di alcuni corsi d'acqua a carattere stagionale (Rio Picocca, Rio Foddedu, Rio Quirra, Fiume Flumendosa, Rio Pula, Rio Mannu-Cizerri, ecc.), gia' protagonisti di danni alle persone e alle cose in tempi passati -: se non ritenga assolutamente indispensabile, la revoca immediata dell'incarico affidato con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 28 giugno 1995, n. 2409, al Commissario per l'emergenza idrica in Sardegna - dottor Federico Palomba -, e l'immediata nomina di un suo sostituto piu' coerente alla funzione da assolvere per effetto dei compiti demandati; che sia sia delegato allo stesso Commissario governativo in virtu' di un effettivo pericolo per la pubblica incolumita' per effetto dell'assetto statico precario del territorio sardo, anche il compito di predisposizione di un programma finalizzato ad eludere le condizioni di dissesto idrogeologico dando attuazione alla legge n. 153 del 1959 sulla difesa del suolo; che sia evidenziata, visto lo stato di potenziale pericolo, alla Giunta regionale della Sardegna, la necessita' di promuovere quegli interventi immediati atti a evitare disastri idrogeologici causa di danni alle persone e alle cose. (2-00775)