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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00777 presentata da PEZZELLA ANTONIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19951117

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dell'interno, della difesa e di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: la recrudescenza della guerra di camorra a Napoli e soprattutto, nel suo hinterland, ha assunto proporzioni tali da costituire un vero e proprio fenomeno aversivo e sovversivo delle liberta' democratiche; l'uccisione di Gioacchino Costanzo, bambino di due anni, probabilmente usato dal pregiudicato Giuseppe Averaimo (anch'egli ammazzato) come scudo per difendersi da agguati mortali dei clan camorristici vincenti dell'area vesuviana, e' l'ennesima dimostrazione di grande protervia di killer spietati che non hanno alcuna remora nel massacrare anime innocenti, pur di eseguire le sentenze di morte commissionategli; la ferocia di chi si macchia di crimini di tal genere, sebbene riesca ancora a ingenerare in tutto il Paese un sentimento di indignazione profonda, giustamente amplificato dai mezzi d'informazione, e' purtroppo quotidiana pratica di camorristi che, gia' in altre occasioni, hanno eseguito missioni di morte in ogni luogo, in ogni momento della giornata, tra la folla, in posti isolati e ovunque hanno ritenuto opportuno agire, dando dimostrazione di una forza militare impressionante e di una eccezionale capacita' di controllo del territorio; l'orrendo crimine di Somma Vesuviana, che ha visto cadere sotto i proiettili dei killer un bambino di due anni, non e' uno sporadico caso isolato di ferocia camorristica bensi' solo l'ultimo morto ammazzato che si aggiunge al lunghissimo rosario di vittime innocenti che la camorra ha mietuto soprattutto in provincia di Napoli; spesso, le vittime innocenti della guerra di camorra, hanno solo la colpa di essere parenti di camorristi o di trovarsi nel momento sbagliato e nel posto sbagliato, diventando cosi' bersagli mobili di commando killer in azione; il fatto, poi, che i sicari dei clan camorristici, almeno a partire dal 1994, deliberatamente uccidono persino coloro che non hanno alcuna attinenza o legame di parentela o di affiliazione con le vittime predestinate da massacrare, costituisce, a parere dell'interrogante, solo l'ultimo pericolosissimo gradino di una escalation criminale, che ha debordato paurosamente da quelli che potrebbero essere i cosiddetti codici comportamentali dei camorristi; nella storia della criminalita' organizzata in Campania, ma anche in altre regioni del Sud, dove il fenomeno mafioso alligna, mai erano stati presi di mira bambini o adolescenti; purtroppo, casi di ferocia inaudita nei confronti di vittime senza colpa, almeno in provincia di Napoli, non costituiscono l'eccezione, bensi' la regola di un comportamento criminale che sfugge ad ogni controllo. Infatti, non potrebbero essere letti altrimenti analoghi episodi criminosi come quelli, tanto per citare esempi vicini nel tempo, che hanno visto morire, sotto i colpi di killer di professione, due giovanissimi di Sant'Antimo, comune della provincia di Napoli. Ci si riferisce a Francesco Coppola, poco piu' che sedicenne, ucciso per sottrargli uno scooter, oppure Rocco Guerra, diciassettenne deviato, sequestrato, seviziato e sotterrato nelle campagne santantimesi; la modificazione dei comportamenti criminali, che danno causa, sempre piu' spesso, ad atroci esecuzioni, non e' altro che il frutto dello scompaginamento delle vecchie cosche camorristiche, strutturate in maniera verticistica, e della progressiva stabilizzazione di un nuovo quadro criminale sfilacciato, all'interno del quale, i vecchi gregari dei capicosca arrestati, pentitisi o dissociatisi, aspirano ad occupare posti di rilievo nella nuova geografia camorristica; di fronte ad un quadro d'insieme dei problemi che tale guerra di camorra pone, lo Stato e' impreparato e inadeguato alla sfida lanciata dalle nuove orde assassine, sia dal punto di vista dell'impianto normativo, teso a debellare i fenomeni delinquenziali di tipo associativo e comune, sia per la scarsa presenza delle forze dell'ordine sul territorio, teatro della guerra di camorra, sia dal punto di vista dell'apprestamento di decenti strutture logistiche e adeguati mezzi da mettere a disposizione dei tutori dell'ordine per affrontare la preponderanza delle forze criminali in campo; sin dall'inizio del mandato parlamentare, l'interpellante ha posto al centro della sua attenzione i problemi di ordine e sicurezza pubblica, presentando atti di sindacato ispettivo ai dicasteri responsabili e ricevendo risposta aleatoria o che non avevano alcuna attinenza e cognizione con le materie sottoposte all'attenzione dei Ministri; le questioni di ordine pubblico e di sicurezza sociale sono state dall'interpellante trattate con gli atti di sindacato ispettivo: 4-02433 del 21 luglio 1994, 4-03135 del 13 settembre 1994, 4-03132 del 13 settembre 1994, 4-10964 del 15 giugno 1995, 2-00385 del 13 gennaio 1995 e 2-00558 del 15 giugno 1995; a tutti gli atti succitati l'interpellante ha ricevuto, nei pochi casi in cui cio' e' accaduto, risposte evasive ed insoddisfacenti rispetto ai problemi posti sul tappeto; un'ultima dimostrazione dell'incapacita' di questo Stato di difendere gli interessi, la sicurezza ed il lavoro della gente onesta della Campania e del Mezzogiorno in genere, da sempre infestata da camorra, 'ndrangheta, o mafia, e' storia recente, la' dove l'interpellante ha denunciato, in sede parlamentare, l'affossamento quasi integrale della legge n. 16 del 1985, con la quale erano stati stanziati fondi per finanziare la costruzione di oltre 140 caserme dei carabinieri in tutt'Italia, ma soprattutto al Sud; della legge Botta, come tutti ben sappiamo, si e' persa ogni traccia, come e' facilmente desumibile dagli atti in possesso dei Ministeri interessati alla applicazione di tale legge; proprio nella provincia di Napoli, nell'ambito del gruppo carabinieri di Napoli II, delle tredici caserme previste nel programma di costruzione, a distanza di dieci anni dal varo della legge n. 16 del 1985, appena due sedi di servizio dell'Arma sono state consegnate ai destinatari, mentre delle altre tecniche sospette di realizzazione di strutture destinate alla difesa nazioniale, che fanno poco onore ad un paese che si dice civile -: se i responsabili dei dicasteri interpellati ritengano che quanto in premessa esposto dall'interpellante risponda o meno a verita'; quali urgenti misure siano state impartite, consigliate o sollecitate agli organi investigativi ed alla magistratura per assicurare alla giustizia autori e mandanti dell'efferato delitto di Somma Vesuviana; se e quali urgenti ed indifferibili misure di contrasto alla criminalita' organizzata e comune s'intendano adottare in provincia di Napoli per estirpare il cancro della camorra; se e quali misure urgenti ed indifferibili s'intendano adottare per aumentare gli organici delle forze dell'ordine sul territorio dell'hinterland napoletano; se e quando s'intenda rispondere agli atti di sindacato ispettivo, in premessa citati, sinora rimasti inevasi. (2-00777)

 
Cronologia
sabato 11 novembre
  • Politica, cultura e società
    Ribaltando il precedente giudizio di merito, la terza Corte d'Assise d'appello di Milano condanna Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi.

martedì 21 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Dopo una serie di raid aerei contro le posizioni dei serbo-bosniaci, fra maggio e settembre, l'Alleanza atlantica riesce ad imporre una soluzione negoziata al conflitto nei territori della ex Jugoslavia. Il 21 novembre a Dayton, Serbia, Croazia e Bosnia firmano gli accordi di pace. Il trattato prevede uno stato bosniaco, diviso in una repubblica serba e in una federazione croato-musulmana.