Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00786 presentata da FUSCAGNI STEFANIA (CENTRO CRISTIANO DEMOCRATICO) in data 19951122
La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri per sapere - premesso che: le vicende dell'Efim sviluppatesi dal luglio '92 (data dello scioglimento) ad oggi ben si chiariscono se si hanno presenti due grandi fattori: la mancanza di un vero progetto integrato industriale e finanziario, adeguato a salvaguardare il patrimonio tecnologico-occupazionale del Paese; la scarsa visione industriale e conoscenza gestionale del commissario liquidatore, unite a una interpretazione del mandato con ottica squisitamente giuridica; se si fa riferimento al caso Efim-Finmeccanica, relativo alle societa' per azioni Breda costruzioni ferroviarie e Ansaldo trasporti, appare ancora piu' grave la perdita di valori finanziari, progettuali, occupazionali e, in definitiva, lo spreco di ulteriori risorse da richiedere al Tesoro per ripianare i debiti: nell'ormai lontano marzo '92, Efim e Finmeccanica siglavano un accordo di ampio respiro, che rendeva operative delle intese volte a razionalizzare le rispettive presenze industriali nel settore dei trasporti ferroviari prevedendo: scambio di partecipazioni azionarie; costituzione di un consorzio paritetico, con lo scopo di definire linee strategiche di sviluppo; realizzazione di una societa' consortile per la gestione di commesse comuni e per coordinare lo sviluppo dei mercati esteri, con lo spirito evidente di migliorare la competitivita' delle aziende sui mercati nazionale e internazionale, fornendo prodotti completi, cosi' come i principali concorrenti europei (Abb, Gec Alsthom, Siemens). Questo accordo prevedeva anche un diritto di "prelazione all'altro gruppo" nell'eventualita' che una delle due societa' fosse stata ceduta a terzi. Finmeccanica ha, subito dopo lo scioglimento dell'ente, esercitato il proprio diritto e formulato una richiesta di acquisto, ma la sistematica opposizione del commissario agli accordi siglati, prima dello scioglimento, ha reso vano il progetto industriale sotteso dai due gruppi e ha di fatto indebolito la posizione competitiva internazionale della societa'; se anziche' contestare sistematicamente gli accordi esistenti (una prima contestazione - il diritto di prelazione - peraltro risolta in favore di Finmeccanica da un arbitro designato dal tesoro quale Natalino Irti) si fosse negoziato il prezzo, affidando la valutazione delle societa' a esperti indipendenti e riconosciuti a livello internazionale, cosi' come proposto da una delle parti, e come peraltro previsto dallo stesso liquidatore nel programma (a norma del decreto-legge n. 487 del 1992) datato 29 dicembre 1992, si sarebbero evitate gare internazionali andate deserte, che hanno dilatato di circa due anni i tempi di decisione; il commissario, infatti, a fine 1994-primi 1995, preso atto delle gare internazionali deserte, decide di procedere a trattativa privata invitando Finmeccanica a formulare offerta. Finmeccanica sulla base dei dati societari ricevuti al momento, formula offerta con prezzo provvisorio, da determinare in via definitiva dopo l'acquisizione di tutti i dati necessari, da parte di due banche quali: Imi Sim e Nomura. Il liquidatore, assistito da Mediobanca, societa' di valutazione nominata dai ministri competenti, ritiene inadeguata l'offerta e si ritiene obbligato ad aprire un procedimento concorsuale, in assenza di nuove proposte Finmeccanica. Alla disponibilita' di Finmeccanica a dare mandato irrevocabile, da parte sua, a Imi/Nomura per la determinazione definitiva del prezzo, a tre anni di distanza dall'inizio, il Commissario risponde, non comunicando i nominativi delle banche designate, per la sua parte, bensi' ricorrendo all'Autorita' Antitrust, nella speranza che tale organismo dichiari illegittimi gli accordi del 1992 e quindi, possa procedere a nuova gara per "vendere" la Breda, magari ad un Gruppo estero; a livello europeo si assiste a concentrazioni tra Abb, Brel inglese e AEG tedesca Gec Alsthom (gia' nata dalla fusione anglo-francese) con Metro inglese e societa' spagnole - Siemens con altre societa' minori tedesche - creando gruppi integrati che hanno quote di mercato all'esportazione minime dal 15 al 20 per cento contro una quota italiana non superiore al 5 per cento; in tale contesto l'acquisizione della Breda da parte dei Gruppi esteri equivarrebbe a una facile conquista del mercato nazionale e una sicura riduzione delle capacita' produttive e di sviluppo nazionali; in conclusione rimane il dubbio se il Commissario, ritenendo la proposta Finmeccanica inadeguata o insoddisfacente, pensasse di poter trovare una proposta soddisfacente e su che base. Se questa era l'idea non e' chiaro perche' abbia voluto far precipitare la situazione ricorrendo all'Antitrust, che cosa e' intervenuto di nuovo, visto che la soluzione poteva trovarsi nel programma (presentato il 29 dicembre 1992, approvato dai Ministri del tesoro e dell'industria in data 21 gennaio 1993) "determinazione del prezzo in contraddittorio con l'assistenza di societa' a livello internazionale; ove non venisse raggiunto un accordo si procedera' alla nomina di una societa' dello stesso genere con funzioni di arbitratore". Un'interpellanza gia' presentata dalla sottoscritta, come anche i documenti ispettivi presentati dai colleghi Innocenti e Diliberto, non hanno avuto risposta dal Governo -: una volta per tutte, come e quando intenda intervenire per porre fine alla indecorosa diatriba sulla collocazione della Breda costruzioni ferroviarie, provocata dal comportamento del liquidatore dell'Efim, professor Predieri. (2-00786)