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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00515 presentata da CENNAMO ALDO (PROG.FEDER.) in data 19951122

La VI Commissione, considerato che: con decreto del prefetto di Napoli del 21 aprile 1909, fu realizzata, su aree dei comuni di San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma (gia' frazione di Cercola), una grande vasca per la raccolta delle acque pluviali provenienti dal Vesuvio e dal Monte Somma, denominata "vasca demaniale San Sebastiano"; detta vasca fu distrutta e colmata dalla colata lavica del Vesuvio del 1944, in uno a gran parte del territorio dei comuni su richiamati; in relazione alla particolare situazione bellica in cui si trovo' il nostro Paese, nel 1944, ed alla pressoche' inesistente organizzazione dello Stato, nessun aiuto immediato ed alcun beneficio furono riconosciuti alle popolazioni colpite dall'eruzione del Vesuvio, che con i propri scarsi mezzi, animate da un grande spirito di attaccamento alla propria terra, dettero vita all'opera di ricostruzione; solo a seguito della decisione del dipartimento della difesa degli USA, assunta nel corso dell'ultimo anno, di rendere pubblici i filmati relativi alla fase della occupazione alleata della citta' di Napoli, l'opinione pubblica nazionale ha avuto consapevolezza delle enormi sofferenze vissute dalle popolazioni e dei gravi danni subiti dai centri abitati dei richiamati comuni; in epoca successiva numerosi cittadini occuparono particelle del suolo de quo per la realizzazione di abitazioni per il proprio nucleo familiare, per lo piu' con regolare provvedimento concessorio ed i comuni interessati eseguirono, altresi', opere di urbanizzazione primaria e secondaria, con oneri a carico dei privati che avevano chiesto licenza ad edificare; allo stato, il suolo gia' occupato dalla vasca di raccolta e' totalmente urbanizzato ed occupato con le costruzioni su richiamate, da oltre 30 anni; parte di detto suolo fu gia' formalmente sdemanializzato in favore dei due comuni che provvidero anche alla cessione in proprieta' a terzi; appare indispensabile consentire l'acquisto delle zone di terreno gia' occupate onde sanare situazioni gia' consolidate in testa ai futuri beneficiari, anche per effetto dell'istituto dell'usucapione, consentito, nel caso in questione, in quanto la cessazione della demanialita' e' stata determinata dal venir meno della destinazione del bene all'uso pubblico in modo irreversibile e dalla mancanza di esplicita formale volonta' della pubblica amministrazione al ripristino della pubblica funzione del bene (sentenza della Corte di Cassazione 25 maggio 1973, n. 1553); e' necessario definire i rapporti giuridici facenti capo agli occupanti sanando situazioni allo stato irreversibili, consentendo altresi' il recupero da parte dello Stato di rilevanti benefici in termini economici; il prezzo di cessione ancorato alle disposizioni dell'articolo 16 della legge n. 865 del 1971 puo' ritenersi senz'altro equo, alla luce della situazione di fatto e di diritto creatasi; la soluzione prospettata determina, oltre ai benefici economici per l'amministrazione, che non ha potuto impedire il fenomeno della pacifica occupazione dei terreni e la realizzazione degli edifici da parte dei privati, una corretta soluzione al contenzioso gia' instauratosi nelle more, in termini di assoluta imparzialita'; impegna il Governo: ad adottare le conseguenti decisioni di sua competenza per far fronte alla annosa descritta questione. (7-00515)

 
Cronologia
martedì 21 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Dopo una serie di raid aerei contro le posizioni dei serbo-bosniaci, fra maggio e settembre, l'Alleanza atlantica riesce ad imporre una soluzione negoziata al conflitto nei territori della ex Jugoslavia. Il 21 novembre a Dayton, Serbia, Croazia e Bosnia firmano gli accordi di pace. Il trattato prevede uno stato bosniaco, diviso in una repubblica serba e in una federazione croato-musulmana.

giovedì 23 novembre
  • Politica, cultura e società
    La Corte di Cassazione conferma l'ergastolo ai terroristi neri Francesca Mambro e Valeria Fioravanti per la strage della stazione di Bologna.