Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00792 presentata da BOGHETTA UGO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19951123
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri delle poste e delle telecomunicazioni e del lavoro e della previdenza sociale, per sapere - premesso che: nel marzo 1995 si e' costituita la societa' TELSI sulla base di un accordo Siemens AG e STET; la TELSI nasce dalla fusione di ITALTEL e Siemens TLC Italia (STI) e la sua piena operativita' e' prevista dal 1^ gennaio 1996; fino al 1992, cioe' prima del piano di privatizzazione/liquidazione delle partecipazioni statali, in particolare della finanziaria STET, e prima della alleanza/vendita di ITALTEL sotto il controllo del competitore globale SAG, l'ITALTEL stava realizzando un programma capace di farle raggiungere la condizione di "produttore globale" di sistemi TLC per competere sui mercati mondiali evitando la "colonizzazione" da parte di altri colossi multinazionali del settore; dal 1992 la scelta di abbandonare l'intervento statale nel settore strategico delle telecomunicazioni perseguita dai "poteri forti" legati, a quanto risulta agli interroganti, al capitale eurotedesco ed al Governo: a) distrugge l'autonomia tecnologica italiana e regala ai gruppi privati e agli speculatori il ricco settore delle telecomunicazioni; b) cancella migliaia di posti di lavoro qualificato ed intere unita' produttive; c) crea in vaste zone del Paese, in particolare al Sud, un elevato numero di lavoratori in mobilita' e in CIGS; la nuova societa', per affrontare i problemi derivanti dalla unificazione delle strutture ITALTEL e STI, ha presentato al sindacato un piano di riorganizzazione e ristrutturazione aggiuntivo a quelli tuttora in corso in ITALTEL e STI, che prevede in pochi anni la chiusura di stabilimenti e un numero di eccedenze pari a circa 4500 unita' (comprese quelle attualmente gestite con i contratti di solidarieta'); questo piano verra' sicuramente aggiornato con ulteriori esuberi (3000/4000 nei settori di telematica, trasmissioni, commutazione, tecnoelettrica) poiche' la TELSI sta definendo una nuova strategia (produttore mondiale di due componenti del sistema TLC: il GSM e i ponti radio) opposta ed incompatibie con quella sviluppata con determinazione da ITALTEL fino al 1992 e proseguita sia pure in modo incerto, fino all'inizio del 1995; sulla base del decreto-legge 326 del 4 agosto 1995 reiterato con decreto-legge 416 del 2 ottobre 1995, il Ministro del lavoro in data 19 ottobre 1995 ha concesso l'applicazione a 1521 unita' lavorative (1357 ITALTEL, 164 STI) dell'articolo 7, commi 5, 6 e 7 della legge 223 del 1991 anche per l'anno 1995; le due societa', dopo aver ottenuto la mobilita', hanno dichiarato che intendono utilizzarla realizzando il massimo risparmio economico e, quindi, limitando i diritti dei lavoratori e disconoscendo l'accordo sindacale vigente che sancisce l'accesso volontario alla mobilita'; in particolare le due societa' vogliono distinguere i lavoratori dotati dei requisiti previsti dalla legge in due gruppi: al primo gruppo, formato da quelli a cui mancano meno di 4 anni alla pensione di anzianita' o di vecchiaia, deve essere obbligatoriamente applicata la mobilita', al secondo gruppo, formato da tutti gli altri, deve essere, invece, negata la mobilita' (in tal modo le due societa' risparmiano il pagamento dell'indennita' di mobilita' che, per legge, e' posta a loro carico per il periodo dal quarto al settimo anno); contemporaneamente e provocatoriamente la TELSI dichiara di voler affrontare i problemi occupazionali ricorrendo all'unico trattamento della CIGS a zero ore dal 1^ gennaio 1996 per 2700 lavoratori con individuazione nominativa ed escludendo possibili rotazioni, in particolare, lascia intendere che saranno messi in CIGS proprio i lavoratori che non dovessero accettare il trattamento di mobilita' proposto da ITALTEL e STI; gli indirizzi contenuti nell'agenda di Governo per promuovere lo sviluppo della Societa' dell'informazione del 17 ottobre 1995, che le RSU TELSI ritenevano gia' inadeguati, potrebbero rivelarsi del tutto inconsistenti perche' non e' il "mercato (ossia la libera concorrenza) che determina la fase della selezione e scelta delle specifiche tipologie di investimento", ma al contrario e' il capitale monopolistico Siemens che, con il tacito consenso di STET, decide l'abbandono della strategia industriale ITALTEL, decide i relativi disinvestimenti, decide la conseguente distruzione del sistema di conoscenze e di sviluppo di tecnologie prodotto da oltre 3000 addetti di R&S nei laboratori di ITALTEL, decide il disastroso impoverimento dell'ambiente e della cultura tecnologica e scientifica nazionale che tali laboratori alimentavano nei loro rapporti con Universita' e Centri di ricerca; e' prevedibile che la fusione delle due aziende avra' pesanti ripercussioni sui livelli occupazionali e nuovi esuberi andranno ad aggiungersi a quelli gia' dichiarati a causa della mancanza di una adeguata politica industriale del settore, delle incognite del mercato italiano causate dalla politica dei tagli delle commesse da parte di TELECOM e per la forte concorrenza sul mercato estero paradossalmente accentuata dall'accordo con Siemens nella produzione di trasmissione, commutazione, terminali d'utente; l'inadeguatezza della politica governativa appena varata con l'agenda del 17 ottobre 1995 e' pienamente svelata dai comportamenti concreti di SAG, nella definizione delle missioni produttive di TELSI (la parte meno pregiata del radiotelefono-GSM e i ponti radio) e dal diritto di prelazione nell'acquisto di azioni STET che risulterebbe confermato dalle recenti dichiarazioni di un dirigente SAG pubblicate da un giornale tedesco -: quali scelte ed indirizzi industriali intenda assumere il Governo per sviluppare il settore e difendere il patrimonio tecnologico nazionale delle telecomunicazioni; quali azioni intenda realizzare il Governo per impedire che il capitale monopolistico Siemens assuma il controllo proprietario di TELSI; quali siano i sostegni di STET a TELSI per lo sviluppo pieno delle sue potenzialita' di produttore completo (nei prodotti di telefonia mobile, di commutazione, di trasmissione) sui mercati nazionali ed esteri; con quali misure intenda rispondere degli impegni precedentemente assunti in difesa della quantita' e della qualita' dell'occupazione e per impedire che i costi della nascita di TELSI ricadano sulla collettivita'. (2-00792)