Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVE DI DIBATTITO 8/00012 presentata da EVANGELISTI FABIO (PROG.FEDER.) in data 19951129
La Commissione speciale per le politiche comunitarie, esaminata la relazione sulla partecipazione italiana al processo normativo comunitario relativa al primo semestre 1995; ricordato che il ruolo configurato per la relazione medesima dall'articolo 7 della legge n. 86 del 1989 e' essenzialmente finalizzato a far conoscere al Parlamento i princi'pi e le linee cui, in relazione al programma d'attivita' comunicato dalla presidenza di turno dell'Unione europea, il Governo intende attenersi nella fase dell'elaborazione che precede l'emanazione di atti normativi comunitari, al fine di consentire al Parlamento di esercitare la propria funzione di indirizzo nella fase di formazione della volonta' normativa comunitaria; rilevato che, a tal fine, e' necessario che il Parlamento sia tempestivamente informato in ordine all'attivita' normativa in corso di definizione nelle istituzioni dell'Unione europea; constatato il notevole ritardo con cui la relazione e' stata trasmessa al Parlamento; constatato altresi' che la relazione stessa, pur contenendo importanti informazioni sullo sviluppo legislativo in atto a livello europeo, si configura prevalentemente come sintesi dell'attivita' normativa relativa ad un semestre ormai trascorso, anziche' - come dovrebbe - quale informazione preventiva sul semestre a venire; considerato che il secondo semestre del 1995, sul quale dovrebbe essere presentata una nuova relazione, volge ormai al termine, e che nel primo semestre del 1996 l'Italia assumera' la presidenza di turno del Consiglio dei ministri dell'Unione europea; condividendo la considerazione, contenuta nell'introduzione alla relazione che "sotto la presidenza di turno italiana ... l'appuntamento fondamentale resta la Conferenza intergovernativa del 1996; impegna il Governo 1) a promuovere, anche in vista della Conferenza intergovernativa del 1996, un accrescimento del ruolo di controllo dei parlamenti nazionali sui rispettivi governi sui temi relativi alle politiche dell'Unione europea; 2) a trasmettere tempestivamente al Parlamento la relazione semestrale sul periodo di presidenza italiana, dando conto in essa degli indirizzi che il Governo intende seguire su ciascuna politica dell'Unione europea, soprattutto in vista e in relazione alla Conferenza intergovernativa del 1996; 3) a sostenere un rafforzamento del cosiddetto terzo pilastro del Trattato di Maastricht, cioe' la politica estera e di sicurezza comune, riconducendo a coerenza d'intenti la dimensione politica e la dimensione economica esterna dell'Unione: cio' soprattutto in vista di un possibile allargamento, che non dovra' riguardare soltanto i Paesi dell'Europa centrale ed orientale (PECO), ma coinvolgere gradualmente anche i Paesi del Mediterraneo; 4) a sostenere, altresi', anche in vista dell'allargamento, un rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo, prevedendo un suo maggior coinvolgimento nel processo normativo: cio' garantirebbe alle istituzioni comunitarie un maggior grado di democraticita'; 5) a favorire la "comunitarizzazione" delle politiche sociali, con l'obiettivo di sviluppare un livello crescente di occupazione, in particolare quella giovanile; 6) ad accompagnare, conseguentemente, l'impegno in sede comunitaria con una coordinata ed efficace azione delle amministrazioni pubbliche - statali e locali - favorendo una completa e razionale utilizzazione delle risorse e dei finanziamenti comunitari; 7) a favorire gli strumenti informativi necessari a consentire l'effettiva partecipazione del Parlamento alla fase ascendente del diritto comunitario; 8) a trasmettere, ai fini di cui al punto 7), con assoluta tempestivita' i progetti di atti normativi comunitari, secondo quanto stabilito dall'articolo 9 della legge 16 aprile 1983, n. 183; 9) a trasmettere con tempestivita' al Parlamento la relazione semestrale, corredandola dei progetti di atti comunitari in essa citati e non ancora formalmente adottati dal Consiglio, affinche' il Parlamento possa utilmente esercitare i propri poteri di indirizzo; 10) ad individuare un centro unitario di coordinamento dell'attivita' governativa rispetto alle politiche dell'Unione europea, anche al fine di garantire un intervento piu' incisivo nelle sedi comunitarie; 11) a promuovere il completamento della riforma della politica agricola comune (PAC), ed in modo particolare a realizzare le riforme dell'organizzazione comune dei mercati (OCM) di tre grandi settori vitali per l'agricoltura mediterranea: il vino, l'ortofrutta ed il riso; a rivedere inoltre i vari contigenti nazionali nell'ambito del regime delle quote latte, in modo da salvaguardare le legittime aspettative dei produttori italiani. (8-00012)