Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00799 presentata da PISTONE GABRIELLA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19951129
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della sanita', per sapere - premesso che: l'ospedale di Cori, con delibera regionale n. 3250 dell'aprile 1994, e' stato individuato sede di pronto soccorso a pieno titolo; essere sede di pronto soccorso non puo' essere solo un enunciato, ma deve necessariamente rispondere ad un servizio effettivo; per essere un servizio effettivo e' necessario che un pronto soccorso sia dotato di attrezzature, mezzi e organici che lo rendano tale; lo stesso pronto soccorso, in totale stato di abbandono, e' stato da poco riverniciato volontariamente dai singoli addetti e operatori, mentre giacciono inutilizzati macchinari nei seminterrati, anche se destinati ad altro uso; la passata legge finanziaria fissa per gli ospedali come condizione di sopravvivenza o l'avere almeno 120 posti letto o l'essere considerati comunque essenziali per particolari condizioni territoriali; non risponde a nessun dettato legislativo ne' tantomeno a nessun criterio di buon governo lasciar morire di morte naturale una struttura, relativamente giovane, in zone ove, oltretutto, da un lato si rileva domanda da parte dell'utenza, dall'altro c'e' attaccamento e professionalita' ampiamente dimostrati dai dipendenti; in tale situazione si riscontra di fatto l'assenza di referenti istituzionali certi e credibili -: se risulti al Ministro se la regione Lazio abbia gia' provveduto alla nomina definitiva dei direttori generali ASL al fine di poter dare un referente certo agli operatori ed agli utenti del S.S.N.I.; se e come si intendono applicare i dettami della finanziaria in merito ai presi'di con meno di 120 posti letto e se Cori rientri nelle condizioni previste dalla legge per la sua sopravvivenza; se risulti e quando la regione intenda intimare ai dirigenti ASL di uniformare ed omogeneizzare i trattamenti di qualsiasi tipo per i dipendenti operatori sanitari nell'ambito dell'azienda; se risulti se la regione abbia gia' applicato i nuovi criteri di finanziamento a prestazione o, se non lo avesse fatto, per quale motivo cio' sia avvenuto; quali misure di salvaguardia si intendano assumere per i dipendenti che lavorano nei presidi ospedalieri a rischio di chiusura; se il Ministro interpellato, vista l'estensibilita' di tali problematiche ai numerosissimi altri complessi ospedalieri presenti in tutto il territorio nazionale, non ritenga indispensabile una revisione del dettato legislativo eventualmente anche nel corso dell'esame del disegno di legge finanziaria '95 (che invece va in altra direzione); tale dettato dovrebbe mettere realmente al centro gli interessi primari della collettivita' e della salute pubblica anziche' rispondere a criteri di mero ragionierismo, funzionali solo a smantellare lo stato sociale, la sanita' pubblica, anziche' a rimuovere le vere storture, con l'obiettivo di servizi efficienti e gestioni snelle e trasparenti. (2-00799)