Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00816 presentata da MATACENA AMEDEO GENNARO RANIERO (FORZA ITALIA) in data 19951129
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: il dottor Vincenzo Macri', sostituto procuratore nazionale antimafia, in relazione a quanto comunicato in aula alla Camera il 17 u.s. dal Sottosegretario alla Giustizia, dottor Donato Marra, circa il suo rinvio a giudizio alla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, su richiesta della procura generale presso la Corte di Cassazione, e sulla non rinnovata applicazione alla DDA di Reggio Calabria, ha ritenuto di affidare le sue esternazioni ad un articolo pubblicato, il 18 novembre 1995, pagina 23, dal quotidiano Gazzetta del Sud; il dottor Macri', inizialmente, precisa "come a tale provvisoria conclusione si e' giunti a seguito di una ispezione ministeriale che non e' certo azzardato definire unilaterale, parziale e discriminatoria, recepita acriticamente dalla Procura generale, che, dal canto suo, ha omesso di tenere conto degli elementi difensivi esibiti..."; continuando nella sua esternazione, il sostituto procuratore nazionale antimafia prende "atto che tanto il Ministero di grazia e giustizia quanto la Procura generale della Cassazione hanno omesso di promuovere la doverosa azione disciplinare in presenza di casi gravissimi di provata collusione tra magistrati del distretto di Reggio Calabria ed i potentati politici, economici, mafiosi, in esso dominanti, con relativo intreccio di interessi illeciti ed aggiustamenti di processi"; autocelebrandosi, ci informa di "avere fornito un importante contributo in vari processi, tra i quali quello soprannominato Operazione Olimpia", nell'ambito del quale, poiche' per il sostituto Macri' l'inchiesta diventa sentenza definitiva, e' riuscito "a far luce su una strage (quella di Gioia Tauro del 22 luglio 1970) che era stata sino a quel momento abilmente occultata..."; concludendo, il dottor Macri' dimostra la mancanza di rispetto per la insindacabilita' dell'attivita' parlamentare, quando si domanda perche' "non si interviene sulla lunghissima interminabile serie di interrogazioni parlamentari a firma dell'onorevole Matacena, contenenti falsita', calunnie e diffamazioni all'ombra dell'immunita' parlamentare, che arrivano persino alla richiesta rivolta al Ministro di grazia e giustizia nell'agosto scorso di una richiesta di perizia psichiatrica collegiale per verificare un mio presunto stato di infermita' mentale"; la reazione, violenta e scomposta, giustificherebbe da sola, ad avviso dell'interrogante la richiesta della summenzionata visita medico-collegiale, poiche' e' sintomatica della personalita' dell'uomo, che si sente "cosa superiore" e nei cui confronti sarebbe stato, pertanto, perpetrato il reato di "lesa maesta'"; emerge chiaro, quando si vanta di quella che, ad avviso dell'interrogante, non e' che una mascherata mal riuscita che e' l'"Operazione Olimpia", gestita, peraltro, con il solito onnisciente pentito Giacomo Ubaldo Lauro, gia' ricoverato in ospedale psichiatrico, come per il dottor Macri' la magistratura giudicante ed i vari gradi di giudizio siano degli ... inutili optionals; nelle citate esternazioni il dottor Vincenzo Macri', oltre ad aver censurato e stigmatizzato l'operato degli ispettori ministeriali e della Procura Generale presso la Corte di Cassazione, ha lanciato pesantissime accuse nei confronti di magistrati del distretto di Reggio Calabria ed ha messo in discussione le prerogative, costituzionalmente protette, dei membri del Parlamento; il sostituto procuratore nazionale antimafia ha reagito veementemente alla notizia di rinvio a giudizio dinnanzi alla sezione disciplinare del C.S.M., che dovra', tra l'altro, verificare se lo stesso abbia, o meno, manipolato dei pentiti contro alcuni magistrati reggini; le esternazioni, di cui in premessa lasciano intravedere l'ennesima puntata della "guerra per bande", gia' evidenziata in precedenti interrogazioni, che da tempo imperversa nel Palazzo di giustizia di Reggio Calabria; con il suo atteggiamento velleitario e superficiale, di compilatore di liste di proscrizione, il dottor Macri', denota una notevole capacita' di alimentare la guerra all'interno della magistratura reggina, cosi' come emerge dall'ispezione Nardi, che ha dato inizio al procedimento disciplinare -: 1) se, in attesa che la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura si pronunzi, non si ritenga opportuno e doveroso sollecitare, nell'ambito dei poteri previsti dalla legge, il CSM perche' applichi il dottor Macri' a funzione diversa da quella inquirente e, comunque, impedire che lo stesso abbia ulteriori contatti con i "pentiti", al fine di evitare manipolazioni, atteso la specificita' degli addebiti al vaglio della predetta sezione disciplinare; 2) se non si ritenga opportuno promuovere una nuova azione disciplinare nei confronti del dottor Vincenzo Macri' per avere inteso, a conclusione delle esternazioni, censurare l'attivita' e le prerogative, costituzionalmente tutelate, di un deputato al Parlamento. (3-00816)