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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00532 presentata da CARLI CARLO (PROG.FEDER.) in data 19951130

La X Commissione, premesso che: a far data dal 1^ novembre 1994 i consorzi ASI competenti per territorio sono stati incaricati della gestione delle aree industriali realizzate ai sensi dell'articolo 32 della legge 219 del 1981; essi sono tenuti a stabilire le quote a carico delle singole ditte beneficiarie e provvedere alla riscossione in base alle disposizioni di legge (cfr articolo 5 legge 7 aprile n. 104 di conversione senza modificazioni di decreti legge piu' volte reiterati); successivamente con la legge 8 agosto 1995 n. 341 di conversione del D.L. 23 giugno 1995 n. 244 (articolo 11 commi 2 e 3) veniva confermato "che i corrispettivi dovuti dalle imprese ai consorzi di sviluppo industriale per i servizi di manutenzione delle opere e per la gestione degli impianti sono determinati e riscossi dai consorzi di sviluppo industriale dei medesimi e che spetta alle regioni soltanto il controllo dei piani economici e finanziari dei consorzi"; pertanto, a partire dal 1^ novembre 1994 i consorzi di sviluppo industriale si sono trovati a dover gestire i servizi di manutenzione e conduzione delle aree e degli impianti, indispensabili per garantire il funzionamento delle aziende insediate - compito fino ad oggi completamente assolto - ed a far fronte al pagamento delle prestazioni per i servizi resi attraverso la riscossione delle quote da parte dei beneficiari (compito allo stato rivelatosi di ardua attuazione); di qui l'indebitamento e la grave crisi finanziaria dei consorzi ASI che mette in serio pericolo la prosecuzione dei servizi e conseguentemente l'agibilita' delle industrie insediate; fino alla data 31 ottobre 1994 la gestione delle aree di cui sopra e' stata effettuata dai consorzi gestione servizi (CGS) a seguito di affidamento in concessione da parte dell'Agensud (e successivamente dal Mica), consorzi costituiti nelle tre provincie, Salerno, Potenza, Avellino: ASI (51 per cento), Castalia (40 per cento), Ficei (9 per cento); la durata delle tre concessioni era stata fissata in tre anni durante i quali il Ministero concedente prevedeva di completare gli insediamenti industriali sulle singole aree, trasferire alle ditte insediate la proprieta' dei suoli dei lotti ad esse assegnati e procedere al trasferimento graduale dei costi gestionali, dal 100 per cento, inizialmente previsto a carico del Ministero, al 100 per cento totalmente a carico dei beneficiari al termine dei tre anni; globalmente per le tre provincie, l'importo della concessione ammontava a 48 miliardi circa per anno suddiviso in: 17 miliardi per Potenza, 15 miliardi per Avellino, 16 miliardi per Salerno; per far fronte alle ripetute rimostranze degli industriali in merito alla onerosita' dei servizi, alla mancata realizzazione da parte del Ministero del completamento degli insediamenti e del trasferimento dei suoli ai beneficiari (rimostranze e contestazioni effettuate da questi ultimi gia' da quando la quota di loro competenza aveva assunto l'aliquota del 50 per cento) il Ministero a mezzo D.L., convertito poi nella legge 341 di cui sopra (articolo 21), consentiva di ridurre transattivamente al 50 per cento l'importo dei crediti in contestazione per vertenze promosse entro il 31 marzo 1995, dimostrando con cio' la grave difficolta' da parte del Ministero a riscuotere le quote dei beneficiari pur avendo tutti i mezzi a disposizione per il recupero (come il disposto legislativo indica) delle quote dei costi gestionali nei confronti dei beneficiari; durante il 3^ anno di gestione il Ministero per far fronte alle pressanti richieste delle rappresentanze degli industriali delle tre provincie ed in considerazione che di li a poco i costi gestionali sarebbero gravati tutti a carico di questi ultimi, ha esaminato con dette rappresentanze, in numerosi incontri, la possibilita' di una riduzione consistente dei costi gestionali; constatato che le operazioni di coordinamento potevano essere eliminate per raggiunta stabilizzazione delle operazioni (vedasi Castalia e Ficei) e che si poteva tendere alla riduzione immediata del numero degli addetti di 100 unita' (35 su Potenza - 32 su Avellino - 33 su Salerno) con possibilita' di assorbimento di tali esuberanze da parte delle industrie insediate il Ministro ha ridotto il costo gestionale totale delle tre concessioni, a far data dal 16 giugno 1994 e fino al 31 ottobre 1994, di 12 miliardi (5 dei quali afferenti alle cento unita' lavorative); per effetto di questa decisione alla data 31 ottobre 1994, cioe' il giorno prima che, per legge, l'incarico della gestione fosse affidato ai consorzi ASI, il costo gestionale totale per le tre provincie risultava essere di 35 miliardi per anno contro i 48 miliardi iniziali e con una previsione di riduzione di addetti da 335 a 235 unita'; ad esempio, per quanto attiene la provincia di Potenza, l'importo totale risultava ridotto da 17 a 12 miliardi (con la pressione di ridurre da 117 a 82 addetti), ammontare che il Ministero considerava congruo per la gestione e manutenzione delle aree industriali nel rispetto del disciplinare di gestione dallo stesso predisposto, in particolare la quota forfettaria e' stata ridotta da 13 a 9 miliardi e la quota "a misura" da 4 a 3 miliardi per anno; con tale presupposto e secondo il dispositivo ministeriale l'importo forfettario di 9 miliardi sarebbe stato ripartito tra i beneficiari, con l'addebito al Ministero delle sole quote relative ai lotti non assegnati o comunque non usufruiti dai beneficiari, restando a carico completo dei beneficiari le quote "a misura"; il Ministero ha valutato per l'anno 1995 la quota a proprio carico in lire 660 miliardi e pertanto l'ASI dovrebbe imporre ai beneficiari il pagamento di circa 8,4 miliardi contro 4 miliardi che il Ministero ha deciso di addebitare per l'anno 1994 ai beneficiari e con grande difficolta' sta tentando di riscuotere; e' di tutta evidenza che l'ASI - che ha assunto l'incarico per legge di gestire le aree industriali tutt'ora di proprieta' del Ministero, con una conflittualita' radicata tra beneficiari e Ministero stesso in merito ad adempimenti ancora non onorati da entrambe le parti - non e' stata e non sara' nelle condizioni di riscuotere, a copertura dei costi sostenuti e che dovra' sostenere, le quote dei beneficiari; nonostante l'aggravarsi della crisi economica e finanziaria industriale nel mezzogiorno il Ministero ha di fatto eliminato ogni forma di sostegno, in precedenza adottata a favore dei beneficiari, trasferendo di colpo a far data dal 1^ novembre 1994 tutte le problematiche connesse al finanziamento dei servizi, senza alcuna garanzia di soluzione, ai consorzi ASI; impegna il Governo in questo particolare grave momento della vita del mezzogiorno a considerare la necessita' di un periodo di avviamento e stabilizzazione della durata del "trasferimento" di circa tre anni, a partire dal 1995, durante i quali il costo della gestione dei servizi venga assunto dal Ministero stesso. (7-00532)

 
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