Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00215 presentata da DE BENETTI LINO (PROG.FEDER.) in data 19951204
La Camera, considerato che: nel 1996 si svolgera' la conferenza intergovernativa (CIG) per la revisione del trattato di Maastricht e per l'eventuale allargamento dell'Unione Europea verso i paesi dell'Est e del Sud, cosi' come peraltro deliberato dai Consigli europei di Corfu' e di Essen; gli Stati membri del consiglio europeo, il 24 e 25 giugno, hanno costituito, per la preparazione della suddetta conferenza, un gruppo di riflessione, di cui fa parte anche un rappresentante italiano. Il gruppo di riflessione terminera' i suoi lavori tra breve; i nuovi scenari politici dei paesi dell'Est e del Sud rappresentano per l'Unione europea un'occasione storica da non perdere per poter dare a quei popoli stabilita' politica, istituzioni democratiche, certezze economiche e sociali; le nuove ambizioni di politica generale dell'Unione europea passano anche attraverso la definizione dell'unione monetaria, della cittadinanza europea, della politica degli Stati membri e di una politica economica e finanziaria comune; la conferenza intergovernativa non deve limitarsi al riesame in modo tecnicistico del Trattato dell'Unione europea, ma deve almeno dare risposte precise ed incisive a quelle problematiche che possono essere definite esclusivamente con interventi comuni: si pensi solo ai problemi degli extracomunitari, dei Paesi dell'Est, in particolare dell'ex Jugoslavia, del Nord Africa; oggi, una Unione europea forte, democratica e trasparente e' una necessita' ed e' chiaro che l'integrazione europea impone dei limiti alla sovranita' degli Stati membri, ma questo non deve essere interpretato nella maniera negativa ma come un passaggio necessario, suscettibile di rispondere ai problemi della nostra epoca; l'Unione europea dovra' aspirare ad introdurre le riforme necessarie a garantire la certezza, la trasparenza e la democrazia, ponendo al centro dell'attenzione sempre i cittadini, sia che si affrontino temi di politica sociale che temi riguardanti l'ambiente o relativi alla mancanza di regole democratiche; parallelamente alla democratizzazione interna dell'Unione europea e alla riorganizzazione delle sue competenze, il 1996 dovra' assicurare un nuovo ordine paneuropeo in grado di salvaguardare la pace; il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea rappresenta una straordinaria occasione per il rilancio di quella politica europeista che da sempre ha caratterizzato gli interventi dei nostri rappresentanti che hanno dato, negli anni, un contributo originale al progetto di una societa' fondata su valori civili, sociali, di pace, di solidarieta', di integrazione tra i popoli e di sviluppo ecocompatibile; qualunque sia la maggioranza di Governo e le eventuali scadenze elettorali per il semestre di presidenza dell'Unione europea, occorre che l'Italia sappia adempiere nel miglior modo possibile ai suoi compiti, sulla base di un preciso programma e di un chiaro e vincolante mandato che il Parlamento sin d'ora in piena liberta' definisca; impegna il Governo: 1) a promuovere interventi volti all'introduzione, nel Trattato di Maastricht, della cittadinanza e residenza europea e ad introdurre nello stesso Trattato norme per il rispetto dei diritti fondamentali cosi' come sono formulati nella Convenzione europea sui diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali del 1950; 2) ad adoperarsi per attribuire al diritto alla cittadinanza europea un contenuto giuridico salvaguardato dalla Corte di giustizia, competente sulle questioni relative ai diritti fondamentali; 3) a redigere una Dichiarazione sui diritti fondamentali dei cittadini dell'Unione europea, al fine di favorire azioni volte a rafforzare la partecipazione democratica nelle istituzioni e di perseguire interventi idonei a favorire l'ambiente e l'ecologia; 4) a sostenere una politica di sviluppo culturale ed ambientale nei singoli paesi e nel complesso dell'Unione, che valorizzi il patrimonio culturale-storico ed ambientale di ogni comunita' ed il consolidarsi di un comune sentire basato sulla multiculturalita'; 5) ad assumere ogni iniziativa per modificare il meccanismo decisionale della Commissione del Parlamento europeo non piu' all'unanimita' ma a maggioranza. (1-00215)