Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00033 presentata da ANDREATTA BENIAMINO (PART.POP.ITAL.) in data 19951207
La Camera dei deputati, consapevole del valore che assume - nell'attuale cruciale fase europea - la presidenza italiana dell'Unione europea e dell'importanza che ricopre la Conferenza intergovernativa; consapevole altresi' che, nell'attuale fase del processo di integrazione europea, prioritario e' impedire qualsiasi forma di ristagno o arretramento delle politiche di integrazione, mentre e' necessario che l'Unione assuma piu' incisiva visibilita' politica e istituzionale; ribadisce, in particolare, che per l'Italia ogni prospettiva di crescita economica, di progresso sociale, di stabilita' democratica e' inscindibilmente legata all'essere pienamente partecipe della realizzazione dell'Unione europea in tutte le sue dimensioni; sottolinea, che tale consapevolezza richiede da parte dell'Italia l'assunzione di comportamenti e politiche coerenti con il raggiungimento effettivo degli obiettivi comunemente decisi in seno all'Unione; sottolinea che la presidenza italiana debba riaffermare la priorita' delle dimensioni politica e istituzionale dell'Unione europea, senza rafforzare le quali la stessa Unione economica e monetaria diverrebbe di assai piu' complessa e contraddittoria realizzazione e gestione; ritiene, percio', che la presidenza italiana debba caratterizzarsi per un forte impulso europeista e agire per: 1. Un'Unione europea che sia fattore di una stabilita' internazionale fondata sul pieno rispetto dei diritti di ogni individuo e comunita' nazionale - sulla base dei princi'pi stabiliti dalla Carta dell'ONU e dagli accordi di Helsinki e di Parigi -, su un piu' equo uso delle risorse del pianeta, su una crescente integrazione dei mercati, su un sistema di relazioni internazionali politiche ed economiche a cui possa concorrere ogni paese, sul perseguimento di una comune sicurezza europea nell'ambito di un rinnovato rapporto transatlantico. 2. Un'Unione europea piu' coesa e aperta a nuove integrazioni nella quale approfondimento e allargamento dell'Unione possano combinarsi, in modo da: assicurare una piu' forte coesione tra gli attuali membri e una crescente comunitarizzazione delle loro politiche; definire percorso, tappe e modalita' di allargamento, anche prevedendo tempi differenziati tra l'immediato coinvolgimento dei paesi dell'Europa centrale e orientale nelle scelte fondamentali di politica estera e sicurezza, dai tempi, necessariamente piu' graduali, dell'integrazione economica piena. 3. Una Politica estera e di sicurezza comune (PESC) che consenta all'Unione europea di parlare con una sola voce e di rispondere ai pericoli nuovi che insidiano la stabilita' e la sicurezza in Europa, e, al tempo stesso, di mettere l'Unione europea in relazione e cooperazione con i diversi protagonisti della scena internazionale. Essenziale e' percio' che la Conferenza intergovernativa assuma decisioni nella direzione di una maggiore comunitarizzazione della PESC con l'istituzione di una figura altamente qualificata che sia soggetto di rappresentazione e gestione unitaria della politica estera e di tutte le relazioni esterne dell'Unione europea; un'"Unita' congiunta Consiglio-Commissione di previsione e pianificazione" per analizzare le dinamiche internazionali e proporre le azioni europee necessarie; una progressiva integrazione tra UEO e Unione europea; azioni comuni per la sicurezza, la stabilita' e la pace. 4. Una Unione economica e monetaria, secondo i criteri e i tempi previsti dal Trattato di Maastricht, tenendo pienamente conto dei risultati economico-finanziari realizzati nel '97 e compiendo ogni sforzo per evitare che il passaggio alla moneta unica si realizzi con un numero troppo ristretto di paesi a detrimento della sua valenza economica e politica. In particolare saranno necessarie politiche di risanamento che permettano al nostro paese la partecipazione alla terza fase della UEM nel 1999. Politiche di coesione sociale e di rilancio dello sviluppo e dell'occupazione sono strumento essenziale e indispensabile per favorire una effettiva coesione economica e sociale, per rafforzare la costruzione europea e acquisire ii consenso dell'opinione pubblica alla realizzazione della moneta unica. Egualmente indispensabile e' l'attribuzione alle istituzioni politiche dell'Unione della responsabilita' di definire e governare i grandi orientamenti dello sviluppo economico e sociale. 5. Un'Unione europea dei cittadini, capace di far acquisire un senso di "appartenenza europea" necessario a superare il deficit di credibilita' che l'Unione europea registra nelle opinioni pubbliche, procedendo con maggiore determinazione verso la comunitarizzazione del "terzo pilastro" e in particolare: realizzando la cittadinanza europea, anche con la introduzione nel Trattato di una "Carta europea dei diritti"; una organica cooperazione in materia di giustizia e affari interni, di lotta alla criminalita', con l'attivazione effettiva degli strumenti necessari a partire da Europol; una "strategia europea per l'immigrazione", entro cui dovra' collocarsi l'Italia, superando al piu' presto e definitivamente i ritardi che hanno impedito di adempiere all'accordo di Schenghen. 6. Un'Unione europea espressione di coesione sociale e solidale e di una societa' ecologicamente sostenibile capace di realizzare: strategie e finanziamenti adeguati alla creazione di nuove opportunita' di occupazione e di lavoro, alla formazione, agli interventi infrastrutturali e produttivi secondo le linee indicate dal Piano Delors e dando piena attuazione ai princi'pi sanciti dalla Carta sociale; la promozione di politiche di pari opportunita' uomo-donna anche sulla base della Conferenza ONU di Pechino, favorendo la conciliazione fra vita familiare e vita produttiva, la presenza delle donne nei processi decisionali, la valorizzazione delle risorse femminili; l'ulteriore sviluppo delle politiche di piena integrazione nei settori dell'energia, dei trasporti, della pesca, del turismo; la realizzazione della riforma della politica agricola, anche incentivando l'agricoltura biologica; la messa a punto del nuovo Programma pluriennale 1997-2000 per le piccole e medie imprese, la promozione della crescita delle aree a minori sviluppo come il Mezzogiorno d'Italia; una corretta tutela della libera circolazione dei capitali attraverso la armonizzazione fiscale e un'azione per impedire l'attivita' di riciclaggio illegale e ostacolare i paradisi fiscali; il superamento della combinazione subottimale di due grandi risorse, lavoro e natura, e una politica integrata per l'ambiente e per uno sviluppo sostenibile, tali da consentire una utilizzazione delle risorse anche con l'applicazione di strumenti di fiscalita' ecologica e di nuove tecnologie integrate e pulite; una strategia comunitaria per l'istruzione e la formazione, la cultura e la piena valorizzazione dei beni culturali e ambientali; regole per il sistema della comunicazione in armonia con i principi contenuti nella normativa vigente a livello europeo e con la proposta (nel testo del maggio '95) di direttiva della Commissione europea su "TV senza frontiere", prevedendo anche norme di tutela degli utenti ed evitando forme di pubblicita' mascherata; apertura alla concorrenza delle reti dei servizi pubblici finora gestiti come monopoli nel campo dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni; l'armonizzazione progressiva dell'accessibilita' ai pubblici servizi, per ogni cittadino, come criterio costante di ogni intervento di comunitarizzazione; dare priorita' alla politica a tutela del consumatore e del consumo sostenibile, secondo gli indirizzi gia' presentati dalla Commissione e previsti nel programma di lavoro per il 1996; il riconoscimento del ruolo economico e politico del terzo settore; una traduzione nei Trattati della nuova sensibilita' maturata nei confronti degli animali anche recependo i ripetuti pronunciamenti in tal senso del Parlamento europeo. 7. Un'Unione europea con istituzioni trasparenti e riformata nell'attuale assetto e nel modo di decidere e di agire, secondo il criterio della "flessibilita' nell'unita'" che consenta ad ogni paese membro dell'Unione - sulla base dei criteri comunemente stabiliti - di partecipare ad ogni fase del processo di integrazione; consenta, al tempo stesso, a quei paesi - che lo ritenessero - di non partecipare a singoli aspetti del processo di integrazione, senza che questo impedisca agli altri paesi membri di procedere nelle tappe di integrazione decise; promuova i provvedimenti e le procedure che rendano compatibili eventuali diversi gradi e passaggi di partecipazione da parte di singoli paesi membri alle politiche di integrazione con un processo di progressiva armonizzazione e convergenza, nell'ambito di un quadro istituzionale unico. 8. Un'Unione europea, politica e istituzionale a vocazione federale ed espressione delle regioni e dei popoli, nella quale la Commissione evolva gradualmente verso un Governo dell'Unione; siano ampliati i poteri di controllo, di indirizzo e di codecisione del Parlamento europeo; siano semplificati i meccanismi di decisione del Consiglio, anche estendendo il ricorso al voto a maggioranza ponderata; l'attuazione del Comitato delle regioni; una piena applicazine del principio di sussidiarieta' che realizzi una crescente attribuzione di poteri ad istituzioni autonome, regionali e locali. Il Parlamento europeo sia coinvolto nelle diverse fasi del processo di riforma - anche con diritto di presentare propri emendamenti - e sia chiamato ad un parere vincolante prima della ratifica del Trattato da parte dei parlamenti nazionali. La Camera dei deputati inoltre: sottolinea la necessita' che la presidenza italiana - accanto all'azione di impulso fin qui indicata per la CIG e per la UEM - dia attuazione alle seguenti priorita' di politica estera ed esterna; la definizione e l'avvio del Programma straordinario per la ricostruzione dell'ex Jugoslavia. Spettatrice passiva nella mediazione per un accordo di pace, l'Unione europea ha, con l'accordo di pace di Dayton, l'opportunita' di recuperare un ruolo che - accanto all'opera di ricostruzione - veda un impegno per garantire il rispetto dei diritti umani e delle minoranze in tutte le Repubbliche e, per altro verso, avvii una strategia politica volta a stabilire con le Repubbliche dell'ex Jugoslavia - e con l'Albania - accordi di cooperazione e di associazione, esplicitamente finalizzati al consolidamento della pace e della stabilita'; lo sviluppo di una forte politica mediterranea, nel quale il Mezzogiorno d'Italia svolga una funzione strategica. Una politica dotata di fondi adeguati, che acceleri l'adesione di Malta e Cipro all'Unione europea, favorisca la positiva soluzione di punti di crisi - quali l'Algeria - e dia realizzazione al partenariato euromediterraneo alle decisioni assunte alla Conferenza di Barcellona per una "zona di libero scambio" e un "patto per la stabilita' nel bacino Mediterraneo"; la ricerca di una positiva conclusione dell'iter negoziale per la firma dell'accordo di associazione della Slovenia all'Unione europea, sulla base dell'adempimento da parte slovena dell'impegno ad adeguare alla normativa europea la propria legislazione in materia di libero accesso agli stranieri del regime di proprieta', auspicando parimenti una positiva evoluzione del negoziato bilaterale; l'attuazione dell'Unione doganale con la Turchia, realizzando cosi' un ancoraggio europeo utile a sollecitare il Governo e il Parlamento turco ad assumere tutte le misure costituzionali e politiche necessarie al pieno rispetto dei diritti umani e alla tutela dei diritti delle minoranze a partire da quella curda; il sostegno al processo di pace in Medio Oriente, dando corso alle decisioni della Conferenza di Amman; un forte impulso all'Iniziativa Centro Europa come struttura di integrazione e cooperazione regionale, utile a creare condizioni piu' favorevoli al processo di integrazione dei paesi PECO nell'Unione europea; il sostegno alla transizione economica e al consolidamento democratico in Russia e negli altri Stati della CSI; l'attuazione delle obbligazioni e degli obiettivi risultanti dal Patto transatlantico sottoscritto a Madrid da Unione europea e Stati Uniti; la sottoscrizione degli accordi di cooperazione tra Unione europea e Mercosur e tra Unione europea e NAFTA e il proseguimento del dialogo euro-latino americano; l'adeguata preparazione del vertice di Bangkok con l'obiettivo di avviare una nuova stagione di relazioni e cooperazione con l'area del Pacifico; il rilancio di una strategia europea per la cooperazione allo sviluppo, con particolare attenzione al Corno d'Africa; la messa in opera delle indicazioni scaturite dalle Conferenze ONU di Rio, Il Cairo, Copenaghen e Pechino; concorrere ad una riforma delle Nazioni Unite e del suo Consiglio di Sicurezza; operare perche' l'Assemblea delle Nazioni Unite decida l'istituzione del Tribunale penale permanente sui crimini contro l'umanita' e la moratoria internazionale delle esecuzioni capitali. Per tutte queste ragioni impegna il Governo: a operare per l'attuazione degli indirizzi indicati in questa risoluzione, in ragione da assicurare nel primo semestre del 1996 una presidenza dell'Unione europea capace di avviare proficuamente i lavori della Conferenza intergovernativa e di compiere atti di politica esterna che diano visibilita' e autorevolezza all'Unione nel sistema internazionale; a riferire periodicamente al Parlamento, raccogliendone gli indirizzi, sullo stato dei lavori. (6-00033)