Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00035 presentata da DOTTI VITTORIO (FORZA ITALIA) in data 19951207
La Camera, udite le dichiarazioni programmatiche del Governo per il semestre nel quale l'Italia esercitera' la presidenza dell'Unione europea: 1. ritiene che l'obiettivo prioritario del Governo, nell'assumere la presidenza dell'Unione in un momento in cui l'Europa e' chiamata ad operare scelte fondamentali per il suo futuro nella Conferenza intergovernativa per la revisione del Trattato di Maastricht, debba essere quello di favorire la ripresa, in termini politici, economici ed istituzionali, del processo di integrazione in senso federale, proseguendo dunque sulla linea da sempre sostenuta dai governi italiani in sede europea e confermata dagli elettori nel referendum popolare svoltosi su questa materia nel 1989; 2. ritiene che l'iniziativa politica e diplomatica che il Governo dovra' svolgere nel corso del semestre di presidenza europea potra' rivelarsi efficace solamente se sara' accompagnata da comportamenti concreti nell'azione di risanamento della finanza pubblica e da impegni credibili in merito alla prosecuzione di questa azione; 3. ritiene pertanto indispensabile, nell'interesse nazionale ed europeo, affrontare la decisiva riunione del Consiglio europeo che concludera' il semestre di presidenza italiana e nella quale saranno compiute le scelte piu' importanti con un governo stabile ed autorevole, dotato del necessario consenso costituzionalmente previsto e dunque capace di assumere in sede europea impegni precisi e vincolanti, e di partecipare in veste di protagonista alle scelte da compiere in comune; 4. impegna il Governo, nella conduzione della presidenza di turno dell'Unione europea ed in particolare della Conferenza intergovernativa: a) a promuovere, anche attraverso un organico collegamento con l'UEO, pilastro europeo della NATO, lo sviluppo di una politica estera e di sicurezza comune dell'Unione europea, la cui fragilita' e' stata ancora una volta evidenziata dal negativo bilancio dell'iniziativa politica e diplomatica europea nella ex-Jugoslavia, tenendo presente che la stessa credibilita' degli impegni italiani in questo campo richiede anche uno sforzo di modernizzazione delle Forze Armate e la loro ristrutturazione su base volontario-professionale; b) a ricercare un'intesa con i partners dell'Unione che confermi gli obiettivi del Trattato di Maastricht in materia economica e monetaria, ma riveda la strategia prescelta per realizzarli. Infatti, il tentativo di giungere alla moneta europea mediante una graduale, previa convergenza di alcuni parametri macroeconomici, rischia oggi di dividere l'Unione e di allontanare ulteriormente la creazione della moneta europea. c) a favorire l'adozione di misure atte a rendere piu' flessibile il mercato del lavoro, ad alleviare il peso degli oneri sociali, a riformare il sistema educativo per agevolare il passaggio dalla fase formativa a quella del lavoro, condizioni queste necessarie per ridurre gli attuali, intollerabili livelli di disoccupazione giovanile, specie nelle regioni meno prospere dell'Unione; d) a sostenere la necessita' di una profonda riforma delle istituzioni e di talune politiche dell'Unione, al fine di evitare che il necessario, progressivo allargamento dell'Unione stessa, si traduca nell'abbandono di fatto della sua originaria concezione democratica e federalista, nella burocratizzazione ed in una crescente paralisi del processo decisionale, o in una esplosione dei costi degli interventi assistenziali. A questo fine appare necessario ridefinire la composizione, i poteri esecutivi ed il meccanismo di nomina della Commissione, ampliare i poteri legislativi e di controllo del Parlamento europeo, estendere l'applicazione delle decisioni a maggioranza in seno al Consiglio, modificando la ponderazione per tenere maggiormente conto della popolazione dei paesi votanti, semplificare i processi decisionali e bloccare la tendenza all'inflazione delle norme mediante una rigorosa applicazione del principio di sussidiarieta'. e) a proseguire con la massima energia nello sforzo gia' intrapreso dalla presidenza francese e da quella spagnola per l'adozione e l'avvio di una politica mediterranea dell'Unione tendente a fare dell'intera regione, attraverso la liberalizzazione degli scambi, investimenti produttivi ed adeguati aiuti allo sviluppo, una zona di stabilita' e prosperita', ponendo cosi' in essere una delle condizioni necessarie per una efficace regolazione dei flussi migratori; f) ad adoperarsi per la realizzazione di una effettiva politica comune dell'Unione nel campo della sicurezza interna, della lotta alla criminalita', del controllo delle frontiere esterne e dell'immigrazione, consentendo la comunitarizzazione degli accordi di Schengen, favorendo l'istituzione di una cittadinanza europea, in armonia con la progressiva soppressione delle frontiere interne; 6. impegna, infine, il Governo a riferire periodicamente al Parlamento, recependone gli indirizzi, sull'attuazione del programma della presidenza italiana. (6-00035)