Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00555 presentata da CABRINI EMANUELA (FORZA ITALIA) in data 19951214
La XIII Commissione, premesso che: il comparto della coltivazione del pomodoro da industria ha da sempre rappresentato una delle attivita' prevalenti dell'agricoltura nazionale e l'industria conserviera italiana ha raggiunto dei livelli di specializzazione e qualitativi tali da rappresentare lo standard di riferimento per i cnsumi mondiali di derivati del pomodoro; il nostro Paese, da solo, trasforma circa il 50 per cento del plafond che gode dell'aiuto comunitario - circa 33 milioni di quintali di prodotto fresco - con una superficie investita a questa coltivazione di circa 118.000 ha. Le innovazioni di prodotto e di processo, flutto della ricerca e dell'applicazione di migliaia di tecnici, ha consentito un diffuso successo di questa coltivazione, che risulta essere la piu' diffusa coltivazione orticola nazionale, e che rappresenta una delle piu' importati tipologie di aziende industriali nel mezzogiorno, con una potenzialita' di assorbimento di manodopera difficilmente sostituibile; la necessita' di adeguare la regolamentazione comunitaria e dell'organizzazione comune di mercato del settore ortofrutticolo fresco e trasformato e' la migliore occasione per consentire una riqualificazione del comparto e contribuire, con dei nuovi atti normativi, a migliorare le relazioni tra produzione e agro-indusria; in sostanza la Commissione - nelle prime bozze di riforma che sono state diffuse - ha riconosciuto la specificita' del settore ortofrutticolo e in particolare per quello destinato alla trasformazione industriale, caratterizzato da un elevato assorbimento di capitali e di manodopera, con caratteristiche qualitative tipiche e ben distinguibili da quelle degli altri paesi concorrenti; dalla consapevolezza che comunque il settore primario - se non in minima parte - non e' assolutamente in grado di gestire il prodotto nella fase della trasformazione e della commercializzazione, e' nata la volonta' di consentire ai produttori di pomodori e alle associazioni dei produttori, che da circa 15 anni tutelano il rispetto della normativa comunitaria, di usufruire di nuovi strumenti normativi per consentire da un lato un nuovo potere contrattuale e dall'altro favorire una selezione e riqualificazione del comparto industriale; i prossimi accordi commerciali che l'Unione europea e' in procinto di sottoscrivere con i Paesi mediterranei - che producono anche derivati del pomodoro - come l'Egitto e la Turchia, possono penalizzare la penetrazione commerciale del pomodoro trasformato nei mercati di consumo comunitari; la proposta della Commissione non tiene in nessun conto del fatto che il mercato comunitario dei derivati del pomodoro, che era stato stimato alla fine degli anni settanta per dimensionare i stanziamenti FEOGA al settore, ha subi'to una rapida evoluzione, incrementata dalla considerazione che altri Paesi, nel frattempo, hanno aderito all'Unione europea; impegna il Governo: a vigilare attentamente affinche' la prossima riforma dell'OCM preveda espressamente un regime per la trasformazione agevolata del pomodoro da realizzare mediante l'assegnazione di quote alla produzione; a intervenire - durante il semestre di Presidenza italiano dell'Unione europea - affinche' la Commissione di Bruxelles modifichi l'attuale bozza di riforma, che prevede ancora la gestione del comparto mediante un sistema di quote industriali - principio che non viene piu' considerato accettabile - e nello stesso tempo aumentare il plafond di pomodoro che puo' godere dell'agevolazione alla trasformazione; a prevedere un adeguato sistema di protezione per garantire il rispetto della preferenza comunitaria, con lo scopo di salvaguardare gli sbocchi commerciali dei produttori ortofrutticoli e dell'industria agro-alimentare italiana. (7-00555)