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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00820 presentata da DE BENETTI LINO (PROG.FEDER.) in data 19951218

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri per le riforme istituzionali, della difesa, dell'ambiente, degli affari esteri e dell'industria, commercio e artigianato, per sapere - premesso che agli interpellanti risultano i seguenti fatti: la Sardegna e' caratterizzata da una presenza abnorme di basi militari: ben 22.000 sono gli ettari di terra sarda impegnati da poligoni demaniali permanenti per le esercitazioni a fuoco e le sperimentazioni, a fronte di soli 16.000 ettari di tutto il restante territorio della penisola destinati alla medesima attivita'. Si tenga conto, inoltre, che questi dati non comprendono le aree di sgombero a mare e gli spazi interdetti alla navigazione aerea, che rappresentano l'elemento peculiare delle servitu' militari sarde e rendono incommensurabile la quantita' di limitazioni sofferte dalla Sardegna per l'attivita' militare esercitativa e sperimentale. Per la base di Perdasdefogu le aree di interdizione a mare sono superiori all'intera superficie terrestre della Sardegna; la presenza delle servitu' militari in Sardegna e' stata accompagnata, a quanto risulta agli interpellanti, in questi anni, da alcune affermazioni che, spesso, si sono rivelate delle vere e proprie falsita'. In particolare, si e' sostenuto, da parte delle forze armate e di alcuni esponenti politici, che la presenza dei militari avrebbe contribuito alla ricchezza delle zone coinvolte. La cronaca di questi ultimi mesi dimostra l'esatto contrario: la base di Teulada, situata nella zona meridionale dell'isola, rappresenta un grave ostacolo ad un utilizzo piu' proficuo degli innumerevoli ettari di terreno e di coste occupate dai militari, e l'interdizione alla navigazione civile di una vasta area marina blocca di fatto l'attivita' di pesca locale. Da ultimo, si e' aggiunta anche l'installazione di un radar, per la quale saranno espropriati ulteriori ettari di terreno (come risulta altresi' dall'interpellanza al Presidente del Consiglio dei ministri n. 2-00361 del 30 novembre 1995). Un'altra affermazione, che fa riferimento alla presenza dei militari, e' quella relativa alla tutela dell'ambiente. Si sostiene che la presenza militare protegga l'ambiente meglio di quanto farebbero i civili: anche in questo caso si tratta di una falsita'. I danni inferti alle terre e ai mari sardi dalla presenza dei militari sono profondi e, spesso, irrimediabili. Della base nucleare statunitense nell'arcipelago di La Maddalena si trattera' piu' avanti. Le autorita' militari giustificano il divieto alla libera fruizione della costa e del mare (ad esempio, nella base di Teulada), anche nei tempi di non utilizzo esercitativo, per insuperabili motivi di sicurezza. L'accumulo di ordigni e di residuati pericolosi sarebbe tale - e il ritmo dell'attivita' cosi' elevato - che l'area a terra e a mare non e' bonificabile e, quindi, risulta inagibile. E questa e' la medesima situazione in cui versano tutte, e non sono poche, le basi militari con finalita' di addestramento e di esercitazione. In questo caso, non solo l'ambiente non viene valorizzato e tutelato, ma subisce un vero e proprio attentato; in tale contesto, assume particolare rilevanza la vicenda della base d'appoggio per sommergibili nucleari statunitensi sita a La Maddalena, concessa dal Governo italiano in base ad un accordo tuttora segreto. Come e' noto, sono state numerose le denunce di incostituzionalita' dell'accordo bilaterale e segreto del 1972-1978. Anche chi lo ritiene esecutivo dell'articolo 3 del trattato NATO, che prevede la reciproca assistenza tra gli alleati per accrescere la capacita' di difesa, non riesce a superare il disposto del successivo articolo 11. Questo, infatti, pretende che anche le disposizioni del trattato siano applicate in conformita' con le procedure costituzionali dei paesi contraenti. Per cio' che riguarda l'Italia, e' noto che le regole costituzionali cui doveva sottostare anche l'accordo del 1972-1978 sono quelle dettate dagli articoli 80 e 87, che prevedono la ratifica del Capo dello Stato e la preventiva autorizzazione alla ratifica da parte del Parlamento. La cosiddetta forma semplificata, con la quale e' stato concluso l'accordo segreto su La Maddalena, evidenzia la debolezza dell'Italia nel rapporto contrattuale e assicura copertura all'ampia flessibilita' goduta dagli USA in questa situazione. Di tale flessibilita' si hanno manifestazioni continue nella vita quotidiana della base americana: nel rapporto di lavoro con i dipendenti di nazionalita' italiana, nella limitazione della liberta' costituzionale di associazione sindacale, nell'uso di terreni e immobili privati in regime di locazione quali sedi di comandi militari, nella sicurezza armata esterna gestita da militari americani stessi, e in innumerevoli altre situazioni. Sullo specifico punto riguardante la costituzionalita' e' intervenuto il Ministro per le riforme istituzionali, Giovanni Motzo, con un documento presentato in Parlamento ai primi di agosto del 1995, nel quale sollevava dubbi sulla legittimita' costituzionale di accordi internazionali "segreti"; i problemi posti dalle agevolazioni giuridiche godute dagli americani a La Maddalena, in superamento dei limiti della sovranita' nazionale italiana e fuori anche del quadro NATO, si intrecciano con la questione della sicurezza ecologico-sanitaria. Due dati sono all'origine di tale questione: a) l'insediamento nucleare non e' stato preceduto dalla obbligatoria analisi di compatibilita' del sito prescelto; b) non sono stati forniti mai agli organismi scientifici nazionali, preposti istituzionalmente alla sicurezza nucleare, gli elementi conoscitivi di dettaglio sulle fonti di rischio atomico (reattori e armamento). Solo alla fine del 1987 (a oltre 15 anni dall'insediamento della base nucleare) la rete e' stata completata di tutti i monitor in aria e in acqua. Risulta, pero', non essere quella a suo tempo progettata. Non meno grave appare la mancanza, a tutt'oggi, di un piano di emergenza utile in una qualsiasi occasione di pericolo, legata al nucleare. Piu' volte, soprattutto da parte governativa, si e' dichiarata l'esistenza del Piano, ma la popolazione locale non ne e' mai stata informata. Risulta evidente che un piano di emergenza non conosciuto da chi dovrebbe utilizzarlo e' un piano inesistente. La sua redazione non puo' che essere considerata una mera e beffarda esercitazione teorica. Oggi, la situazione si e' ulteriormente aggravata. La nave appoggio e i sottomarini utilizzano quale approdo la banchina del deposito munizioni di Santo Stefano. Si determinano, cosi', le condizioni previste, e vietate, dalla Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), l'organismo plurinazionale cui aderiscono gran parte degli Stati (Italia e USA compresi). L'Agenzia, infatti, nelle norme che detta per l'uso dei porti da parte di natanti a propulsione nucleare, stabilisce che l'approdo non debba essere nelle vicinanze di depositi di munizioni e combustibili. La Regione sarda ha gia' formalmente posto la questione dell'incompatibilita' in occasione del rinnovo della servitu' militare per l'impianto di deposito, e ha individuato proprio nell'AIEA l'organismo scientifico da attivare per giudicare della compatibilita'. Il Governo, nonostante i tassativi tempi di riposta previsti dalla legge, non ha fornito alcun cenno di riscontro; anche lo sviluppo socio-economico dell'arcipelago maddalenino appare sempre meno legato alla presenza militare. Il progressivo e irreversibile disimpegno dei vari enti militari determinera' a breve un drastico ridimensionamento delle classiche risorse occupazionali. In sostanza, si nota, da un lato, la crescita qualitativa della presenza militare americana e, dall'altro, una diminuzione delle presenze degli occupati nel settore (a La Maddalena, negli ultimi tempi, si sono persi ben 200 posti di lavoro collegati all'attivita' della base militare); inoltre, la presenza della base USA contrasta, da una parte con il progetto di parco naturale, previsto dalla legge nazionale (parco terrestre) e, dall'altra, con il programma comunitario Interreg (parco marino internazionale). Appare evidente l'incompatibilita' della presenza nucleare statunitense con tali progetti; il permanere della base nucleare de La Maddalena e', inoltre, in netto contrasto con il pronunciamento popolare avvenuto nei referendum in materia di nucleare del novembre 1987; l'organizzazione internazionale Greenpeace ha ripetutamente denunciato la pericolosita' della suddetta base, dopo aver accertato la presenza, in campioni raccolti nell'area e analizzati da laboratori privati, di sostanze radioattive provenienti dall'attivita' dei reattori dei sommergibili -: se il Presidente del Consiglio e i ministri interpellati non intendano intervenire affinche' si attivi, in via eccezionale, una sede di confronto tra il Governo e la Regione Sardegna, allo scopo di ridiscutere la spropositata presenza di basi militari sull'isola, tenuto conto che gia' le conclusioni della Conferenza Nazionale sulle servitu' militari del 1981 - a cui non si e' dato seguito - sostenevano un piano di ridislocazione dei gravami militari e un ridimensionamento degli stessi per quanto riguarda il territorio sardo; se il Presidente del Consiglio e i ministri interpellati, considerati i forti dubbi sulla costituzionalita' dell'accordo del 1972 e i pericoli per la sicurezza e la salute della popolazione locale, non intendano intervenire affinche' la base de La Maddalena venga smantellata e l'accordo bilaterale revocato; se il Presidente del Consiglio non intenda rendere finalmente noti al Parlamento i protocolli segreti stipulati nel 1972 dal Governo italiano e da quello statunitense, ponendo fine a questa che appare un'esautorazione delle prerogative del Parlamento e del diritto dei cittadini a essere informati; se i ministri interpellati non intendano dare informazioni su quali siano le specifiche misure di sicurezza adottate in ordine alla presenza, al trasporto, allo stoccaggio e alla manutenzione delle testate nucleari, con particolare considerazione in ordine all'attivita' dei sommergibili alimentati da reattori nucleari. Se non intendano informare sull'esistenza o meno di un piano di evacuazione in caso di incidente nucleare, su come sia organizzato e per quali ragioni non sia stato comunicato alle popolazioni interessate. Se non intendano rendere pubblici tutti i dati sul rilevamento delle radioattivita' ambientali a La Maddalena, specificandone la loro attendibilita'. Infine, se non intendano effettuare un'indagine epidemiologica, da tempo sollecitata, al fine di accertare se corrispondono al vero le notizie di un aumento del numero dei malati di cancro e di leucemia tra la popolazione locale. (2-00820)

 
Cronologia
venerdì 15 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva gli emendamenti 3.31 e 4.127 del Governo al disegno di legge A.C. 3438-bis recante misure di razionalizzazione della finanza pubblica, su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.

lunedì 18 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    In condizioni di contrapposizioni parlamentari marcate e di equilibri numerici incerti, il Governo decide di ritirare il terzo emendamento al disegno di legge A.C. 3438-bis recante misure di razionalizzazione della finanza pubblica, sulla cui approvazione è stata posta la questione di fiducia il giorno 15.

sabato 30 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Governo guidato da Lamberto Dini si dimette, ritenendo di aver portato a termine il mandato delle forze politiche e del Capo dello Stato, che rinvia il Governo alle Camere.