Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17102 presentata da COLLI OMBRETTA (FORZA ITALIA) in data 19951219
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: l'imminente inizio del semestre di presidenza italiana della Unione europea a parere dell'interrogante dovrebbe anche rappresentare un'occasione per affrontare alcune problematiche, solo apparentemente secondarie, inerenti il rapporto tra parlamentari europei e Parlamento italiano; ci si riferisce alla partecipazione di una rappresentanza degli europarlamentari italiani all'elezione del Presidente della Repubblica e alla possibilita' per gli europarlamentari italiani di presentare interrogazioni e interpellanze al governo nazionale nonche' di partecipare, con diritto di parola, ai lavori delle commissioni parlamentari omologhe a quelle di cui fanno parte all'europarlamento; il primo punto porrebbe fine ad una discriminazione a dir poco clamorosa, che vede i deputati italiani con il maggior grado di rappresentativita' (ogni parlamentare europeo rappresenta circa 500.000 elettori) totalmente esclusi dall'elezione della piu' alta carica istituzionale. Occorrerebbe dunque procedere a una integrazione dell'articolo 83 della Costituzione nel rispetto dello spirito dell'articolo stesso, che essendo stato stilato nel 1947, non poteva ovviamente prevedere la partecipazione dei parlamentari europei all'elezione del Capo dello Stato; quanto al secondo e al terzo punto, una positiva soluzione degli stessi, gia' attuata in alcuni paesi della Unione europea permetterebbe agli europarlamentari italiani di svolgere piu' compiutamente il proprio mandato nell'interesse sia dei cittadini che del Parlamento nazionale; nella esperienza di parlamentare europeo e nazionale l'interrogante ha infatti avuto modo di riscontrare come il lavoro dell'eurodeputato non possa prescindere, per essere il piu' efficace possibile da un rapporto in qualche modo "istituzionalizzato" con il Governo e il Parlamento nazionale -: se il Governo intenda manifestare la propria sensibilita' al rapporto Italia-Europa anche facendosi sollecito promotore di specifiche proposte nei settori sopra evidenziati. (4-17102)
Si risponde per delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In merito ai temi posti all'attenzione del Governo con l'interrogazione perche' con l'integrazione dell'art. 83 della Costituzione si preveda che all'elezione del Presidente della Repubblica partecipi anche una rappresentanza degli europarlamentari italiani; e perche' si consenta, inoltre, agli europarlamentari di presentare interrogazioni e interpellanze al Governo nazionale, nonche' di partecipare ai lavori delle Commissioni del Parlamento nazionale, si osserva preliminarmente che il Governo, per la sua natura tecnica, non ritiene di promuovere proprie autonome proposte di riforma, avendo piuttosto, fin dal principio, manifestato la propria doverosa disponibilita' a seguire, con il proprio contributo, ogni specifica iniziativa concreta di provenienza parlamentare. Cio' premesso, quanto alle osservazioni contenute nell'interrogazione si ritiene di esprimere alcune valutazioni che dispieghino la natura delle questioni poste in evidenza. Quanto alla composizione del collegio che elegge il Presidente della Repubblica, la Costituzione (art. 83) lo identifica nel Parlamento in seduta comune, integrato da "tre delegati per ogni regione"... "La (sola) Valle d'Aosta ha un solo delegato". La presenza dei delegati regionali, evidentemente minoritari, non altera la natura del collegio, potendosi ad essa attribuire una valenza simbolica "di associare le Regioni allo Stato" per identificare nel Presidente della Repubblica il Presidente dell'intera comunita' statale e per qualificare la nozione di "unita' nazionale" di cui, ai sensi dell'art. 87 Cost., il Presidente della Repubblica e' il rappresentante. L'art. 137 del Trattato sull'Unione europea stabilisce che il Parlamento Europeo e' composto dai "rappresentanti dei popoli degli Stati riuniti nella Comunita'", con cio' significando che i parlamentari europei dovrebbero rappresentare collettivamente tutti i cittadini dell'Unione. Merita, pertanto, attenta valutazione l'opportunita' della integrazione dell'art. 83 della Cost. richiesta, alla luce della eterogeneita' del collegio elettorale - che potrebbe derivarne - in conseguenza della differente natura degli interessi che parlamentari nazionali e parlamentari europei dovrebbero rappresentare. Quanto alla seconda proposta - partecipazione dei parlamentari europei ai lavori delle commissioni del Parlamento nazionale - va osservato, da un punto di vista metodologico, che, da un lato, le attribuzioni dei parlamentari europei sono - come e' indiscusso - disciplinate in sede comunitaria, vuoi dai Trattati, vuoi soprattutto, dai Regolamenti del Parlamento Europeo. Dall'altro la disciplina del funzionamento e le attribuzioni delle Commissioni del Parlamento nazionale sono riservate alla autonomia regolamentare prevista dall'art. 64 della Costituzione, non potendo, pertanto, il Governo interferire in alcun modo nella materia. A questo proposito, appunto, va ricordato che l'art. 126, comma 3, lettera e); nonche' comma 4, del Regolamento della Camera dei Deputati e l'art. 142, comma 2, del Regolamento del Senato gia' prevedono la possibilita' di partecipazione dei rappresentanti del Parlamento europeo alle sedute, rispettivamente, della Commissione speciale per le politiche comunitarie e della Giunta per gli Affari della Comunita' europea, cioe' di quegli organi delle Camere che hanno competenza specifica, in occasione di dibattiti su temi di particolare interesse, come all'inizio di ciascun semestre di Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea. Esistono, pertanto allo stato elementi validi di raccordo tra Parlamento Europeo e Parlamento nazionale. Resta fermo infine che in caso di doppio mandato il parlamentare europeo che sia stato eletto nel Parlamento italiano esercita tutte le facolta' e prerogative connesse allo status di deputato o senatore, come e' ben presente all'On. interrogante. Il Ministro per le riforme istituzionali: Motzo.