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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01969 presentata da SAIA ANTONIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19960109

Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: l'ospedale di S. Valentino in Abruzzo (PE) e' un centro di riabilitazione pubblico la cui travagliata vicenda risale al 1953, data dell'inizio della sua costruzione; pur non essendo l'unico presidio pubblico di riabilitazione operante in Abruzzo, pur essendo inserito nel Piano sanitario regionale con tale destinazione, pur avendo avuto la pianta organica approvata in via straordinaria proprio per la sua unicita' nel settore e pur avendo avuto assegnati fondi pubblici per il suo completamento e per l'acquisto delle attrezzature, l'ospedale, a tutt'oggi, e' tenuto in condizioni di gravissima difficolta' per una serie di cause che cosi' si possono in parte riassumere: a) dalla data della sua apertura (1989), avvenuta dopo ben 36 anni di lotte delle popolazioni del luogo, sono stati attivati solo parte dei posti letto previsti (36) ed e' stato aperto solo un padiglione, benche' la richiesta di trattamenti di riabilitazione e' molto alta e le liste d'attesa per il ricovero sono lunghissime; b) non e' stato sostituito il primario neurologo trasferitosi altrove; c) molte attrezzature del centro sono state trasportate altrove; d) non si sa che fine abbia fatto il personale che avrebbe dovuto essere assunto per questo ospedale e che, sembra, sia stato impiegato altrove; e) non si capisce che fine abbiano fatto i fondi attribuiti a detto ospedale per completamento di strutture ed attrezzature (es. piscina) e mai utilizzati; f) non e' stato dato alcun seguito alle risultanze emerse da un'ispezione disposta ed effettuata dal Ministero della sanita' alcuni anni fa che aveva chiaramente evidenziato alcune delle cose su dette; g) l'assessore alla sanita' della regione Abruzzo, nella scorsa legislatura, aveva predisposto un piano per l'immediata messa in funzione del secondo padiglione, attraverso un progetto di sperimentazione gestionale finalizzato alla realizzazione di un reparto per la riabilitazione di pazienti particolarmente gravi (comatosi e neuromielolesi per gravi traumi spinali), che attualmente non hanno alcuna possibilita' di essere trattati in Abruzzo per cui sono costretti ad essere trasferiti in altre regioni con pesanti disagi per se stessi e per le proprie famiglie: tale piano non viene attuato e, non si capisce perche' viene continuamente rinviato; questo atteggiamento irresponsabile da parte dell'autorita' sanitaria regionale e degli amministratori che si sono succeduti alla guida della ULS di Popoli prima e di quella di Pescara poi, ha determinato disagi gravissimi ai pazienti che hanno bisogno del suddetto ospedale ed ai pochi operatori medici e parasanitari del presidio, costretti a turni estenuanti di lavoro per poter assicurare continuita' nell'assistenza e nella cura dei degenti; queste innumerevoli difficolta' causate dalla ostilita' e dal disinteresse dell'assessorato alla sanita' e della ULS di Pescara, hanno determinato quel grave disservizio, culminato nella chiusura del reparto nei tre giorni natalizi, previa dimissione o trasferimento dei pazienti, che e' poi rimbalzato sulla cronaca locale e nazionale quale esempio di malasanita' da addebitare non agli operatori ma esclusivamente ai responsabili della gestione politica ed amministrativa nella regione e nella ULS; nel frattempo, mentre nulla si fa per far finalmente decollare l'ospedale pubblico di S. Valentino d'Abruzzo che, anzi, viene sistematicamente boicottato e saccheggiato, si lasciano aprire e prosperare in convenzione reparti di riabilitazione presso strutture private della regione a cui sono stati autorizzati centinaia di posti letto di riabilitazione, dimenticandosi del fatto che occorre prevedere che in tutti i grandi ospedali vi sia un congruo numero di posti da riservare a detta disciplina per i pazienti in fase acuta ma abbisognevoli di trattamento riabilitativo precoce; lo svolgimento degli eventi riguardanti l'ospedale di S. Valentino dal 1985 ad oggi (da quando cioe' fu approvata dalla regione Abruzzo la pianta organica del presidio e furono assegnati i relativi fondi), lascia chiaramente capire come vi sia stata una precisa volonta' politica di bloccare il decollo di tale ospedale, contro cui hanno evidentemente operato lobbies affaristiche e forze occulte che avevano interesse a che detto ospedale non entrasse in funzione; il disinteresse ed il dispregio per l'ospedale di S. Valentino hanno raggiunto il culmine in questi ultimi mesi quando, malgrado fosse stato tutto predisposto, piano e fondi, per l'apertura del secondo padiglione, le procedure sono state di nuovo insabbiate con scuse poco plausibili, mentre sembra che stiano andando avanti ulteriori iniziative per favorire attivita' presso strutture private attraverso sistemi di prestazione diretti o indiretti; ultimamente si sta registrando nella regione Abruzzo e, in particolare nella ULS di Pescara, una serie continua di disservizi o di episodi oscuri, raccolti spesso dalla stampa ed evidenziati come casi di malasanita', di cui questo di S. Valentino e' uno degli esempi piu' emblematici, per il loro sistematico ripetersi e per la vasta eco che hanno in campo regionale e nazionale, stanno buttando discredito sulla sanita' pubblica nella zona e cio', evidentemente, non fa che arrecare ulteriori vantaggi alla sanita' privata che in Abruzzo e' particolarmente forte e viene continuamente favorita attraverso azioni dirette ed indirette -: se il Ministro della sanita', essendo stato di recente in visita presso la ULS di Pescara, sia stato messo al corrente della grave situazione in cui versano le strutture pubbliche della zona, dei casi di malasanita' registratisi e dei disservizi che ogni giorno vengono segnalati e se, in particolare, sia stato messo al corrente della situazione in cui versa il presidio di riabilitazione di S. Valentino in Abruzzo; se e per quale motivo l'ospedale di S. Valentino, unico centro pubblico di riabilitazione in Abruzzo, sia stato e sia ancora continuamente boicottato dall'assessore regionale alla sanita' e dagli amministratori della USL (Popoli e, oggi, Pescara); per quali motivi, pur essendo stati nuovamente assegnati i fondi ed approvato il programma per l'apertura del secondo padiglione, la regione Abruzzo ed il direttore generale della ULS di Pescara non provvedano a consentire che tale piano venga attuato si' che l'ospedale possa funzionare a pieno regime, rispondendo alle continue richieste che vengono dai cittadini abruzzesi abbisognevoli di trattamenti riabilitativi complessi; per quale motivo la regione Abruzzo, pur non disponendo di alcun reparto di riabilitazione di alta specializzazione, in grado di trattare i pazienti particolarmente gravi (comatosi e neuromotulesi per lesioni spinali complesse), tanto che detti pazienti devono sistematicamente essere trasferiti in altre regioni, non provveda a far aprire subito il padiglione dell'ospedale di S. Valentino, destinato alla riabilitazione di questi pazienti particolarmente gravi; dove siano finiti i fondi, le attrezzature e il personale che dovevano essere utilizzati per l'ospedale di S. Valentino e se sia vero che parte di essi sia stato dirottato altrove; perche' non si utilizzino le cucine interne dell'ospedale; per quale motivo non si attuino all'interno del presidio i vari servizi previsti e necessari; per quale motivo non sia stato dato, a suo tempo, alcun seguito alle risultanze emerse dall'ispezione ministeriale effettuata alcuni anni fa ed inviate all'assessorato alla sanita' della regione Abruzzo ed alla ULS; quale valutazione dia il Ministro del fatto che, mentre si ritarda e si intralcia con ogni mezzo la completa attivazione e la funzionalita' dell'unico presidio pubblico di riabilitazione della regione Abruzzo, si autorizzano aperture di reparti di riabilitazione privati, si concede loro la convenzione e se ne favorisce in ogni modo l'attivita' e lo sviluppo; come sia possibile che si favoriscano tutti questi posti letto di riabilitazione presso strutture private preferendole sia all'ospedale pubblico di S. Valentino, ma anche ai limitati reparti di riabilitazione che dovranno essere presenti per gli acuti in tutti i grandi ospedali; in altre parole, se si continuano ad autorizzare centinaia di posti letto privati, come si fara' poi a mantenere lo standard di 0,5 posti letto per 1.000 abitanti previsto per la riabilitazione; se non si ritenga che in tale atteggiamento persistente si ravvisi un comportamento obiettivamente finalizzato a favorire con mezzi diretti ed indiretti, la sanita' privata rispetto a quella pubblica; se non si ritenga opportuno ed urgente una inchiesta ministeriale per far luce su tutta la vicenda che in questi anni, e soprattutto negli ultimi mesi, sta determinando guasti irreparabili alla funzionalita' ed all'immagine del centro di riabilitazione di S. Valentino d'Abruzzo; quali altre iniziative il Ministro intenda adottare per dare risposta ai numerosi interrogativi che sono stati qui posti e per dare uno sbocco positivo alla ormai ultraquarantennale vicenda dell'ospedale di S. Valentino in Abruzzo. (5-01969)

 
Cronologia
lunedì 1° gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Inizia il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea.

mercoledì 24 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Valerio Onida e Carlo Mezzanotte vengono eletti al dodicesimo scrutinio giudici della Corte costituzionale.