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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17391 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960109

Al Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica. - Per conoscere - premesso che: L'Indipendente di venerdi' 20 ottobre 1995 ha pubblicato una nota a firma di Corrado Ori Tanzi e nella quale e' tra l'altro scritto: "Cnr, di scientifico c'e' solo lo spreco. I giudici di Milano indagano su strane speculazioni edilizie e fondi pubblici buttati al vento. Milano. Denaro pubblico scialacquato in quantita' industriale, stipulazione di inspiegabili contratti di affitto e di ristrutturazione immobiliare, mancate assunzioni che invece servirebbero come il pane, attivita' scientifiche e di ricerca sempre piu' precarie e sull'orlo di una pericolosa sospensione. La storia ultima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.) potrebbe, almeno in parte, essere cosi' sintetizzata. Il tutto nasce con la presidenza di Luigi Rossi Bernardi... Inizia con l'affitto di immobili che facciano da sede per il Cnr, nonostante il centro abbia vasti locali in via Bassini e a Sesto San Giovanni pressoche' inutilizzati. Rossi Bernardi occupa un grande spazio in via Ampe're, un altro in via Lombardia, apre un complesso edilizio a Segrate, li ristruttura a prezzi da capogiro che fanno la gioia dei proprietari privati. Come e' possibile tutto questo? Facile, e' sufficiente affermare che gli immobili che si hanno in proprieta' sono obsoleti e scavalcare a piu' pari la legge sulle procedure relative alle gare pubbliche d'appalto e ricorrere alle trattative private per assegnare questa opera di ristrutturazione o quel lavoro di costruzione a chi conviene. A vederci chiaro ora e' la Procura della Repubblica di Milano. Gli esposti firmati dalla Cgil sono dello scorso anno e l'ultimo in ordine di tempo racconta la puntata piu' torbida e pericolosa del tormentone, a detta dello stesso personale del Cnr che vede ogni giorno il proprio lavoro deprezzato e in precario equilibrio. Ancora con Rossi Bernardi presidente, il Cnr da' il via alla procedura per acquisire edifici e strutture del Polo tecnologico Pirelli-Bicocca da destinare ai propri organi di ricerca. Non c'e' bisogno di sottolineare che una volta di piu' e' stata scelta la strada della trattativa privata. Il piano decolla e ben presto si viene a sapere che la proprieta' delle aree che interessano viene acquisita dalla Progetto Bicocca Centro Tecnologico Srl detenuta dalla Pirelli al 51 per cento e dalla Finoper al 49 per cento... il canone di affitto annuale per il Cnr e' davvero iperbolico. Si tratta di una cifra che supera abbondantemente i 5 miliardi di lire (tutti soldi pubblici) e la beffa sta nel fatto che si tratta di un prezzo gonfiato di oltre il 200 per cento. Infatti, rispettando il listino dei prezzi immobili sulla piazza di Milano secondo la Borsa immobiliare il canone congruo dovrebbe essere stabilito tra i 2 miliardi e i 2 miliardi e 300 milioni.. Garaci chiede una revisione del contratto che da subito gli crea parecchi fastidi. I proprietari dello stabile non si sentono proprio a diminuire almeno del 20 per cento l'incredibile prezzo pattuito e prospettano (con grande giubilo della giunta amministrativa del Cnr e del suo presidente che cosi' possono spendere di piu') addirittura l'acquisto degli immobili previa indicazione del prezzo da parte di quell'ufficio tecnico erariale (UTE) il cui compito sarebbe quello di stabilire i valori corretti degli immobili ma che in passato ha dato ottima prova nell'approvare affitti e vendite a prezzi che definire esosi e' ottimo esercizio di eufemismo. A questo punto sono gli stessi lavoratori del Cnr a alzare la voce. Fanno presente che l'attuale situazione economica del Paese e la conseguente riduzione della disponibilita' finanziaria del Cnr deve comportare anche una diminuzione dell'attivita' edilizia del centro. Gli investimenti destinati al Cnr servono per la pura attivita' di ricerca, l'acquisto degli strumenti di laboratorio, il pagamento degli stipendi dei ricercatori e di tutto il personale. Perche' la dirigenza si impunta a disperdere miliardi su miliardi per cambiare luoghi di lavoro gia' funzionanti? Non solo. Gli stessi lavoratori si chiedono a chi giova acquisire "il polo Bicocca, una sede decentrata, lontana dai servizi e dal centro della vita scientifica milanese, da adeguare alle specifiche esigenze del Cnr con un nuovo dispendio di fondi, circa 20 miliardi tra adattamento locali e impianti, traslochi e spese di avviamento, e di energie, rischiando, per alcuni anni, la paralisi dell'attivita' scientifica del Cnr a Milano". Sarebbe molto piu' conveniente ristrutturare gli spazi gia' di proprieta' del Cnr, attualmente in stato di avanzato degrado, o restare dove si e', con il conseguente risparmio del 60 per cento delle spese..." -: se risponda al vero quanto precede e comunque se nell'ambito dei poteri-doveri del Ministro vigilante sono stati disposti accertamenti e con quale esito essendo decorsi dall'articolo in questione gia' due mesi senza che siano noti ne' innocenti ne' responsabili ne' che risulti essere stato querelato il giornalista in questione. (4-17391)

 
Cronologia
lunedì 1° gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Inizia il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea.

mercoledì 24 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Valerio Onida e Carlo Mezzanotte vengono eletti al dodicesimo scrutinio giudici della Corte costituzionale.