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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17420 presentata da SAVARESE ENZO (FORZA ITALIA) in data 19960109

Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: i recenti provvedimenti della CUF in merito alla riclassificazione dei farmaci hanno richiamato l'attenzione sulla importanza della valutazione economica delle terapie farmacologiche, che va confrontata con la realta' di una societa' in evoluzione (invecchiamento, scarsa natalita', immigrazione); per la prima volta, lo Stato si e' assunto, nel campo della medicina pubblica, una responsabilita' scientifica: la valutazione globale di una terapia farmacologica. Diversi sono gli strumenti di valutazione economica. I piu' importanti sono: l'analisi di minimizzazione dei costi, l'analisi costi-efficacia, l'analisi costi-utilita', l'analisi costi-benefici; in un momento in cui viene elaborato e comunemente accettato un concetto "consumerista" di merce, di qualsiasi merce, per cui vale di piu' una merce ottenuta con minore uso e spreco di risorse naturali scarse - acqua, fonti energetiche, legname - o con minore alterazione dei corpi ambientali riceventi, per cui si auspica da piu' parti la diffusione della informazione merceologica, risulta particolarmente importante la sicurezza delle informazioni relative ai farmaci lasciati alla automedicazione; come ha recentemente dichiarato l'onorevole Condorelli, delegato dal ministro a presiedere la "Commissione unica del farmaco", molti farmaci immessi nella fascia C, quella a totale pagamento, sono farmaci importanti "penalizzati" solo per ragioni economiche; inoltre, ha dichiarato recentemente Piergiuseppe Rapazzini direttore di "Assosalute", l'Italia e' il solo paese d'Europa dove, accanto ai farmaci etici ed a quelli da automedicazione, (vale a dire senza ricetta e ammessi alla pubblicita'), esiste una terza classe, gli SP, le specialita' "derubricate" alle quali e' stato tolto l'obbligo della ricetta senza consentirne pero' la pubblicita'. Questi farmaci, secondo Rapazzini, costituiscono ormai un vero e proprio mercato parallelo rispetto a quelli di automedicazione; nei primi tre mesi del 1995, il mercato dei farmaci non soggetti a prescrizione medica e' aumentato del 36 per cento. Di questi, un buon 33 per cento e' costituito da farmaci prima sottoposti a prescrizione medica (e quindi il cui utilizzo veniva controllato dal medico) ed ora derubricati, mentre soltanto il 3 per cento costituisce l'aumento dei farmaci gia' precedentemente da automedicazione. Ad un netto vantaggio economico dello Stato, corrisponde un sicuro svantaggio dal punto di vista informativo per il cittadino. Ma, poiche' il 40 per cento dei prodotti da banco e' controllato da 10 industrie farmaceutiche multinazionali gli italiani traggono ben pochi vantaggi economici da un mercato destinato ad allargarsi sempre di piu'. Infatti, da statistiche internazionali, i pazienti del mondo occidentale ricorrono in media tre volte su quattro a cure prive di controllo medico ed i farmaci che il paziente si autoprescrive vengono assunti con frequenza doppia rispetto a quelli ordinati dal medico; recenti indagini svolte tra medici generali, in Europa, indicano che, secondo questi ultimi, il 25 per cento dei pazienti che cercano il loro aiuto potrebbe risolvere i propri problemi semplicemente curandosi da solo, e che un altro 18 per cento potrebbe aggiungere alcuni rimedi individuali a quelli suggeriti dal medico; per la valutazione dei farmaci, le autorita' competenti si avvalgono ancora di strumenti sostanzialmente inadeguati quali: segnalazioni spontanee, pochi dati disponibili da trials clinici, pareri di esperti, per cui spesso e volentieri le decisioni sono affidate piu' a valutazioni soggettive che al risultato di un rigoroso e sistematico approccio scientifico, e pertanto l'uso di piu' validi metodi epidemiologici per la stima globale del rischio farmaceutico si e' affermato negli ultimi anni come una scelta obbligata per chi ha responsabilita' tecnica in merito alle scelte di politica farmaceutica, al fine di sviluppare strategie di prevenzione o di ricerca di nuovi presidi terapeutici; la legge 833 del 1978, istitutiva del SSN, agli articoli 29 e 31, prevede esplicitamente gli obblighi dello Stato in relazione alla informazione scientifica sui farmaci, nonche' l'utilizzazione a tal fine degli informatori scientifici-farmacologisti, dipendenti dalle aziende farmaceutiche, i quali nella loro attivita' giornaliera, visitano medici e farmacisti (decreto ministeriale 23 giugno 1981 e segg.) -: quali iniziative intenda intraprendere in relazione alla necessita' di sviluppare un corretto sistema informativo che, attraverso i farmacisti, possa garantire il corretto utilizzo da parte dei pazienti di tutta quella massa di farmaci che, esclusi dal prontuario farmaceutico nazionale, sono diventati da automedicazione. (4-17420)

 
Cronologia
lunedì 1° gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Inizia il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea.

mercoledì 24 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Valerio Onida e Carlo Mezzanotte vengono eletti al dodicesimo scrutinio giudici della Corte costituzionale.