Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17456 presentata da PASETTO NICOLA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960109
Ai Ministri dell'interno e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: in data 13 dicembre 1995 nell'ambito di una operazione diretta dalla direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Venezia venivano tratti in arresto, tra gli altri, due poliziotti gia' indagati per ricettazione ed estorsione, Vito Fiannaca e Francesco Lagana', ex appartenenti alla Squadra Mobile di Venezia, il primo in pensione ed il secondo sospeso; il giorno seguente sui quotidiani locali Il Gazzettino e La Nuova Venezia, veniva riportata la notizia degli arresti e di due avvisi di garanzia per falso in atto pubblico a carico di altri due poliziotti: Carlo Grieco e Valerio Giora della Squadra Mobile di Venezia; i due apprendevano dell'avviso di garanzia a loro carico dalla stampa. Da notare che il Giora e' distaccato dalla Squadra Mobile presso la direzione distrettuale antimafia che ha emesso il provvedimento; gli stessi magistrati che avevano richiesto Giora come collaboratore, gli notificavano, dopo che lo stesso lo aveva appreso dagli organi di informazione, l'avviso di garanzia per falso, reato commesso nell'ambito dell'operazione di recupero del dipinto del Tiepolo trafugato dalla Chiesa Madonna della Fava di Venezia che aveva portato anche all'arresto dei ladri e del ricettatore; in pratica il Giora ha omesso nel verbale di rilevare chi aveva materialmente consegnato il dipinto per tutelarlo. Altrettanto ha fatto il Grieco per altra opera d'arte; nel corso della stessa mattinata del 14 dicembre venivano convocati alla direzione distrettuale antimafia il Dirigente della Squadra Mobile dottor Giuseppe Mauceri e il suo collaboratore Assistente Raffaele Ferrara, ai quali veniva notificato altro avviso di garanzia per falso sempre in relazione alle operazioni di cui sopra; gli avvisi di garanzia preventivamente comunicati alla stampa da parte di ignoti, riportava la seguente dicitura: "Per la delicatezza del caso e la necessaria riservatezza correlati alla contestazione ed alla qualifica del destinatario della presente informazione, si dispone che la notifica del provvedimento avvenga mediante consegna di copie, ai sensi dell'articolo 151 comma 2 del codice penale; tali avvisi portavano alla protesta dell'intera Squadra Mobile il cui personale riteneva, secondo quanto risulta all'interrogante, che due dei tre magistrati firmatari degli avvisi dei provvedimenti fossero informati di tale le operazioni di recupero come realmente erano avvenute e che anche il terzo, sua pure successivamente, ne fosse stato informato; secondo il personale della Squadra Mobile i tre magistrati avrebbero fatto finta di non sapere cio' che gli era stato preventivamente e riservatamente comunicato e che gli stessi avrebbero implicitamente autorizzato, accomunando posizioni di rilevanza penale notevole con altre penalmente irrilevanti; per questa ragione il personale, visti i riflessi che tale condotta ha causato nella informazione giornalistica, si e' sentito delegittimato e offeso ed ha chiesto il trasferimento in blocco ad altro incarico; le organizzazioni sindacali hanno individuato nel rapporto polizia giudiziaria-pubblico ministero una carenza legislativa nella tutela degli operatori in divisa. Difatti il pubblico ministero deve essere responsabile di tutta l'attivita' della polizia giudiziaria, anche di quella parte preliminare all'avvio delle indagini ufficiali sul fatto considerato reato, e cioe' dei rapporti tra la polizia giudiziaria e gli informatori che nella stragrande maggioranza dei casi sono pregiudicati; tale rapporto non puo' essere infatti "scaricato" sul singolo operatore di polizia giudiziaria che ne diviene l'unico responsabile, mettendosi cosi' alla merce' del pregiudicato che nel futuro puo' sempre vantare il fatto che il poliziotto, per tutelarlo, ha omesso di rivelarne l'identita' o le modalita' dell'acquisizione della notizia; tale problema, scoppiato ora a Venezia, in realta' esiste in tutte le citta' italiane ove l'intera polizia giudiziaria attraversa un momento di "abbandono" da parte delle procure della Repubblica e per tale motivo deve essere affrontato a livello nazionale -: quali siano le valutazioni dei Ministri interrogati sulla mancanza di tutela giudiziaria per le Forze dell'ordine che sono costrette, nell'interesse del servizio svolto e della Nazione a tutelare gli informatori da pericoli reali per ritrovarsi poi indagati dagli stessi giudici che avallano il loro operato senza potere usufruire di alcuna assistenza difensionale e con enorme danno per la propria dignita' ed onerabilita'; sull'avvenuta pubblicazione di notizie riservate attinenti alle indagini prima ancora della notificazione degli avvisi di garanzia i quali sono stati notificati a mano a causa della "delicatezza del caso e della necessaria riservatezza". (4-17456)