Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17540 presentata da SCERMINO FELICE (PROG.FEDER.) in data 19960109
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: in data 12 dicembre 1995 il sottoscritto parlamentare interrogante presentava l'interrogazione n. 4-16838 del seguente tenore: "la migliore distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio costitutisce un obiettivo di fondamentale importanza, perche' contribuisce a migliorare gli aspetti funzionali ed organizzativi dell'amministrazione della giustizia potenziandone la produttivita'; i risultati da conseguire in sede di revisione delle circoscrizioni giudiziarie devono pero' realizzare un'equilibrata sintesi di due diverse esigenze: da un lato quella di avvicinare la giustizia alla gente attraverso una distribuzione diffusa degli uffici, dall'altro quella di propiziare una complessiva funzionalita' del servizio eliminando le sedi che corrispondono solo ad esigenze di campanile o ad istanze corporative; l'esigenza della revisione delle circoscrizioni giudiziarie e' ovviamente avvertita con particolare riferimento agli uffici giudiziari maggiori (procure, tribunali e corti di appello), dato il maggiore peso che essi esercitano sul piano organizzativo e considerando il maggior costo che essi comportano anche sul piano dell'impiego del personale; la legge 1^ febbraio 1989 n. 30, nel creare le preture circondariali, ha avviato un processo di razionalizzazione del sistema con riferimento a tali uffici minori, collegandoli ai capoluoghi del circondario (cioe' alle sedi dei tribunali) e riducendo le altre vecchie sedi pretorili a sezioni distaccate della pretura circondariale, con la conseguente possibilita' di sopprimere quelle inutili in virtu' di un semplice provvedimento amministrativo ai sensi dell'articolo 41 dell'ordinamento giudiziario; il Ministro di grazia e giustizia ha appunto redatto un progetto di soppressione delle sezioni distaccate delle preture circondariali trasmesso il 16 ottobre 1995 al CSM, che ha espresso parere favorevole nella seduta del 29 novembre 1995; tale progetto tiene conto soltanto di un criterio puramente quantitativo, nel senso che la soppressione delle sezioni distaccate di preture scatterebbe per tutte quelle con un bacino di utenza inferiore ai 35 mila abitanti, senza alcuna valutazione del contesto sociologico e geografico; ne' vale opporre che le soppressioni previste nel progetto ministeriale sono state proposte su conforme parere della presidenza di corte d'appello e del consiglio giudiziario competente, perche' tali pareri possono aver tenuto conto piu' delle esigenze dell'ufficio, tenuto a sobbarcarsi il peso di raggiungere la sezione staccata, che di quelle del bacino di utenza destinatario del servizio; il progetto infatti non ha dato giusto ed adeguato rilievo al parere espresso dai vari consigli dell'ordine degli avvocati e procuratori che per la loro natura possono piu' propriamente esprimere le esigenze effettive dell'Utenza; tale scarsa considerazione sembra sicuramente contestabile laddove i consigli dell'ordine hanno espresso pareri differenziati, cioe' in alcuni casi contrario ed in altri favorevole alla soppressione, dimostrando cosi' in tali casi di non ubbidire a mere logiche particolaristiche; in siffatto contesto appare opportuno un esame piu' approfondito per realizzare una migliore sintesi del principio di funzionalita' e di quello di diffusione territoriale del servizio giustizia, stabilendo che, oltre al suindicato criterio quantitativo, si tenga quanto meno conto della popolazione non residente e della posizione geografica della sede; il discrimine tra esigenze effettive e quelle meramente campanilistiche puo' invero essere individuato sia nel dato fluttuante delle persone che frequentano un determinato territorio (come nei centri turistici di rilievo) sia nelle difficolta' di collegamento con il capoluogo del circondario; se infatti si seguissero tali criteri e si tenesse conto non solo delle esigenze dettate dalla necessita' e dalla convenienza dell'amministrazione, ma anche di quelle degli utenti, non si proporrebbero, come invece sono state proposte, la soppressione di sezioni distaccate quali quelle di Vieste (sez. dist. pretura di Foggia), La Maddalena (sez. dist. pretura di Tempio Pausania), Porto Ferraio (sez. dist. pretura Livorno), Sestri Levante (sez. dist. pretura Chiavari), Otranto (sez. dist. pretura Lecce), Pontebba (Sez. dist. pretura Tolmezzo), Amalfi (sez. dist. pretura Salerno); in localita' turistiche di tale rilievo il dato della popolazione residente non e' indicativo, perche' lungo l'intero arco dell'anno e in special modo durante la stagione estiva ed i periodi feriali le persone che dimorano e frequentano questi posti aumentano a dismisura; i suindicati centri inoltre o non godono di linee ferroviarie o si trovano ad apprezzabile distanza dal capoluogo o dispongono di mezzi di collegamento scomodi ed onerosi; in particolare la sezione di Amalfi serve una molteplicita' di comuni, tutti di straordinaria rilevanza turistica come Amalfi, Atrani, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala e Tramonti, in cui il flusso turistico e' continuo e raggiunge picchi che pongono problemi di ricettivita'; tali centri sono stati scelti da tempo come sede di notissime manifestazioni nel campo della cultura e dello spettacolo di rilievo internazionale nonche' come luoghi di soggiorno di personaggi dell'arte, della politica e della scienza; non puo' essere poi sottovalutato il fatto che la costiera amalfitana non e' servita da alcuna linea ferroviaria ed e' afflitta da acuti problemi di viabilita', perche' le caratteristiche della costa a picco sul mare e frastagliatissima condizionano negativamente l'unica strada di accesso che e' cosi' stretta e curvilinea da non consentire l'agevole incrocio di due mezzi pesanti; il collegamento di tali comuni con la citta' capoluogo e' veramente oneroso sia per i tempi e la distanza che per le oggettive e gravi difficolta' di viabilita', con la conseguenza che i cittadini, gia' afflitti dalla gravissima mancanza di adeguati presidi sanitari, si vedrebbero ora privare inopportunamente di un ulteriore punto di riferimento a tutto danno della fiducia nelle Istituzioni che dovrebbero essere invece piu' eque ed attente -: se il Ministro interrogato non ritenga di dover rivalutare le proposte di soppressione delle sezioni distaccate delle preture circondariali alla luce dei suindicati criteri oggettivi; se non ritenga di dover richiedere un nuovo specifico parere al CSM ed ai consigli giudiziari in ordine a tutte le sedi suindicate, sulla base di un esame piu' approfondito delle esigenze surriferite e degli oggettivi criteri sopra individuati; se non ritenga infine di dover lasciare in funzione la sezione distaccata di Amalfi della pretura circondariale di Salerno e tutte le altre sezioni che si trovano nelle identiche condizioni a causa della forte presenza turistica e delle gravi difficolta' di collegamento con il capoluogo."; da successivi accertamenti e' risultato che il Consiglio Superiore della Magistratura, nel sottolineare l'esistenza di pareri difformi su alcune proposte di soppressione, ha precisato che con il proprio parere intendeva solo aderire all'impostazione generale dell'iniziativa e non alle singole scelte territoriali, lasciando quindi intendere la necessita' di un approfondimento laddove non vi fosse stata uniformita' di opinione a livello locale; si e' appreso inoltre, sulla base di una specifica attestazione rilasciata dalla comunita' montana penisola amalfitana, che nei comuni compresi nella sezione distaccata di Amalfi della pretura circondariale di Salerno la popolazione residente e' pari a 27.289 unita', che nelle seconde case (pari a n. 5017) vi e' una presenza di non meno di 15.051 unita', che la frequentazione alberghiera per il 1994 e' stata pari a n. 2.050.000 ospiti (che, divisi per 365, danno un numero pari a 5.608 unita'), che il movimento di pendolari, escursionisti e gitanti raggiunge un numero non inferiore alle 5.000 unita' quotidiane, per cui nei comuni compresi nel mandamento di Amalfi le presenze giornaliere complessive ammontano a ben 52.248 unita'; la soppressione proposta dal Ministro non trova quindi alcun fondamento neppure nel dato quantitativo, dato che il bacino di utenza presenta in concreto una popolazione, tra residente e fluttuante, addirittura superiore alle 50.000 unita'; la sezione distaccata di Amalfi ha un carico di lavoro che giustifica la permanenza del presidio giudiziario, volta che vi sarebbero 5.000 notizie di reati riguardanti la costiera amalfitana registrate presso la Procura della Repubblica della pretura circondariale di Salerno e certamente vi sono i seguenti procedimenti pendenti: penali 1243, lavoro 120, ordinari 561, sommari 250, esecuzioni 129, locazioni 263, per un totale di 2566 -: se, alla luce di questi dati incontestabili e del tutto ignorati nel progetto, il Ministro non ritenga di dover lasciare in funzione la Sezione distaccata di Amalfi della pretura circondariale di Salerno; se non ritenga di dover procedere ad accertamenti analoghi a quelli surriferiti in ordine alle altre sedi indicate nella interrogazione n. 4-16838 del 12 dicembre 1995 trattandosi di centri a forte vocazione turistica. (4-17540)