Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17564 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960109
Ai Ministri degli affari esteri e della pubblica istruzione. - Per conoscere - premessi i seguenti fatti: la decisione del Bildungswerk dell'Arcidiocesi di Colonia di chiudere progressivamente l'ISIS (Istituto Scolastico Italiano Scalabrini) di Colonia, l'unica scuola superiore italiana in Germania per i figli degli emigrati; la funzione sociale, educativa e professionale di questo istituto, che ha permesso nei 25 anni della sua storia ad oltre 600 giovani connazionali di raggiungere la maturita'. Questi giovani sarebbero finiti nel mercato del lavoro non qualificato: infatti la maggioranza degli studenti che ha frequentato o frequenta l'ISIS proviene dalle scuole tedesche e non avrebbe potuto continuare gli studi e raggiungere una maturita' e quelli provenienti dalle scuole italiane non sarebbero mai riusciti ad inserirsi nel sistema scolastico tedesco, organizzato in modo completamente diverso da quello italiano (basti pensare alla scelta del ginnasio che avviene in quarta elementare) e di frequentare con successo l'universita' tedesca o italiana o inserirsi nel mondo del lavoro in posti qualificati; l'insufficienza dell'offerta scolastica tedesca sia per i figli della nuova ondata migratoria (anche quest'anno, oltre 35 ragazzi provengono direttamente dalla scuola italiana), sia per quelli provenienti dalla scuola tedesca (i piu' in possesso di decima A e cioe' con un titolo che non permette il proseguimento degli studi), sia perche' le offerte del mondo degli studi superiori tedeschi si limitano all'insegnamento della lingua italiana come lingua straniera e non come lingua veicolare, almeno per un gruppo di materie; la situazione di reale ingiustizia, in cui si vengono a trovare soprattutto i giovani che provengono direttamente dall'Italia, che, nonostante siano in possesso di licenza di terza media vengono inseriti nelle "Auffangklassen" cioe' classi di inserimento, e comunque, in una classe, l'ottava, corrispondente dalla terza media appena conclusa in Italia, o addirittura la settima; la deficitaria situazione di inserimento dei figli degli emigrati nella scuola tedesca; ogni anno sono ancora circa 6.000 i ragazzi che finiscono nella "Sonderschulen", cioe' le scuole differenziali, che nella norma significano la relegazione di questi nel mondo dei disoccupati; la continua richiesta da parte dei genitori italiani di inviare i figli in questa scuola (anche in questo anno scolastico le iscrizioni sono state 58, di cui 29 accettate, perche' appartenenti a ragazzi fuori dall'obbligo scolastico tedesco e 29 respinte, perche' appartenenti a ragazzi in possesso di licenza media o promozione in seconda superiore, ma ancora in eta' d'obbligo che in Germania si conclude a 16 anni; il successo di questa iniziativa, che nei suoi 25 anni di esistenza ha permesso ad oltre 600 giovani connazionali il conseguimento della maturita' e la possibilita' di frequentare con successo un'universita' italiana o tedesca (il 30 per cento degli studenti dell'ISIS ha concluso con successo o sta seguendo gli studi universitari) o di inserirsi in una professione qualificata nel mondo del lavoro tedesco o italiano; la mancanza di un'adeguata offerta scolastica tedesca che permetta un inserimento non penalizzante a giovani cittadini europei; la mancanza di un intervento deciso dell'amministrazione italiana centrale e periferica che permettesse la sospensione della decisione della Arcidiocesi di Colonia che andasse oltre la protesta formale, ma che si concretizzasse in una adeguata offerta di sostegno finanziario (un miliardo/un miliardo e mezzo a fronte di una spesa totale di 4 miliardi); la mancanza di interesse verso questa iniziativa scolastica, unica in Germania a favore dei figli emigrati, concretizzatasi nella scarsa consistenza economica del sostegno (si ricorda qui che nell'anno 1992 il contributo de governo italiano fu di lire 4.500.000 pari a 6.016 marchi a fronte di una spesa di oltre 3 milioni e mezzo di marchi); la tendenza nel mondo dell'istruzione professionale tedesca a richiedee un titolo di scuola media superiore per accedere ad una formazione professionale con possibilita' concrete di inserimento nel mondo del lavoro; la conservazione ed approfondimento della propria cultura rappresenta un diritto irrinunciabile e sia elemento fondamentale per l'inserimento proficuo in una cultura e societa' straniera; la parita' fra cittadini europei non si limita a quella politica (diritto di voto) o a quella economica (libera circolazione dei lavoratori), ma comprende o addirittura si basa su quella culturale e ancora prima in quella dell'offerta scolastica; il mantenimento di una tale iniziativa culturale nazionale all'estero non rappresenta un momento di ghettizzazione, ma e', invece, base fondamentale per un positivo inserimento nella societa' di accoglienza, per una valorizzazione del potenziale umano e culturale degli emigrati e per il conseguente arricchimento della societa' che li accoglie -: quali forme di intervento intenda assumere il Governo per mantenere un'offerta scolastica unica nel suo genere, unica per i destinatari del servizio e positiva nei risultati; se e quali risorse finanziarie sia disposto il Governo a mettere a disposizione per la comunita' italiana in Germania in modo che il diritto allo studio non rimanga affermazione di principio, ma si trasformi in realta' concreta anche per i figli degli emigrati; quale tipo di accordi bilaterali il Governo italiano e' eventualmente disposto a fare con la Repubblica federale tedesca e/o con i governi regionali dei "Lander", nel caso specifico con quello del Nordrenowestfalia. (4-17564)