Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17602 presentata da MONTANARI DANILO (CENTRO CRISTIANO DEMOCRATICO) in data 19960109
Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: la presente gravissima questione non e' una problematica localistica, ma una iattura che, nascendo da Verona, ha implicazioni gravissime e distruttive sul sistema delle relazioni sindacali in ogni azienda d'Italia e sulla stessa tenuta sociale del nostro sistema; il direttore dell'INPS di Verona, con comportamento irresponsabile e stravolgente le relazioni sindacali consolidatesi per anni, ha inviato in alcune aziende veronesi degli ispettori per contestare e quindi verbalizzare alle aziende stesse la mancata incidenza o computo su ferie, festivita' e gratifica natalizia di alcune voci retributive annue stabilite dalla contrattazione collettiva nazionale (una tantum) e dalla contrattazione aziendale, i cui contenuti sono stati interamente stravolti; l'INPS, in tal modo, si erge a giudice ed arbitro unico della contrattazione integrativa aziendale, annullando l'autonomia delle parti sociali e stravolgendo i contenuti economici e normativi pattuiti tra le parti sociali nella loro libera autonomia e discrezione contrattuale; l'intervento dell'INPS e' tanto piu' grave in quanto avviene in assenza di contenzioso tra le parti sociali, i cui rapporti erano stati definiti, da moltissimi anni, in maniera certa e pattiziamente documentata dagli accordi sindacali, accordi che oggi vengono unilateralmente e solo dall'INPS contestati e forzatamente interpretati, al solo fine di adottare nei confronti delle aziende sanzioni pesantissime, con la revoca della fiscalizzazione degli oneri sociali; essendo il Ministro interrogato un giurista del lavoro, sa benissimo che queste voci dipendono dalla libera contrattazione a livello nazionale ed aziendale tra le parti sociali e non e' prevista, in nessuna parte d'Italia, la ricaduta - artificiosamente imposta dall'INPS - sulla cosiddetta retribuzione differita e cioe' 13^ mensilita' o gratifica natalizia, ferie e festivita', al di fuori di quella che e' stata la reale volonta' di chi ha firmato gli accordi collettivi; se l'insana azione della direzione dell'INPS non venisse fermata, si avrebbero le seguenti immediate conseguenze: a) ulteriore colpo alla certezza del diritto per migliaia di imprese; b) intasamento della magistratura del lavoro per i prossimi vent'anni; c) fine delle relazioni sindacali in quanto le parti sociali non sarebbero in grado di valutare gli effetti economici e normativi dei contratti che vanno firmando; d) oneri possibili per circa lire 1.200 miliardi per le aziende veronesi, con mortali conseguenze sulle aziende e quindi sull'occupazione e sulla pace sociale, nonche' sul conseguente gravame finanziario pubblico per C.I.G., procedure di mobilita' conseguenti a inevitabili licenziamenti e misure di sostegno sociale; e) impossibilita' di accedere ad appalti pubblici con mortali conseguenze sulle aziende e quindi sull'occupazione e sulla pace sociale, nonche' sul gravame finanziario pubblico per C.I.G. e misure di sostegno sociale; f) totale ignominia anche per il sindacato, che ha sottoscritto accordi da oltre vent'anni a questa parte sulla base di un presupposto non veritiero o quanto meno ritenuto tale solo dall'INPS di Verona; inoltre si rende impossibile la contrattazione aziendale con gravi ripercussioni negative sulla presenza nel territorio di tutti i sindacati; g) denunce e provvedimenti penali per omissioni di atti d'ufficio nei confronti dei direttori dell'INPS di tutte le altre province italiane in quanto solo dal direttore dell'INPS di Verona viene svolta e portata avanti una siffatta pretesa; h) acclaramento del principio che le leggi nazionali non valgono per tutti in modo uguale in quanto solo a Verona l'INPS da' una siffatta versione delle normative; i) conseguenziale fuga delle imprese nelle limitrofe province (che non sono Slovenia); poiche' evidentemente la forzosa ed assurda interpretazione dell'INPS messa in atto a Verona ha il grave effetto di cancellare centinaia e centinaia di posti di lavoro, si notizia il Ministro che le confederazioni sindacali veronesi CGIL, CISL e UIL, nonche' i sindacati autonomi, sono del tutto contrari ad essa, nonche' uniti a loro l'associazione degli industriali della provincia di Verona e le piu' importanti associazioni economiche della citta', nonche', a riprova della assurdita' delle pretese della direzione INPS veronese, lo stesso Comitato provinciale dell'INPS -: se il Ministro intenda immediatamente emanare una circolare interpretativa con la quale si chiarisca che la normativa vigente, ed in particolare l'articolo 1 del decreto-legge n. 389 del 1989 poi convertito in legge, venga uniformemente interpretata da tutte le sedi INPS italiane nel senso di ritenere infondata la automatica ricaduta sulla cosiddetta retribuzione differita (13^ mensilita' o gratifica natalizia, ferie e festivita') al di fuori di quanto pattuito tra le parti sociali nei contratti collettivi di lavoro nazionali ed aziendali; se si intenda chiarire che la revoca della fiscalizzazione va riferita ai soli casi di non applicazione dei minimi stabiliti dai contratti collettivi e non sia lo strumento iniquo di indebiti ricatti da parte dell'INPS; se il Ministro intenda svolgere ogni attivita' di sua competenza affinche' il direttore dell'INPS di Verona sia messo nelle condizioni di non nuocere ulteriormente all'economia locale e nazionale. (4-17602)