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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00223 presentata da CICU SALVATORE (FORZA ITALIA) in data 19960109

La Camera, considerato che l'attuale regime tariffario della TELECOM discrimina la popolazione in quanto penalizza i ceti sociali deboli; visto che proprio l'esosita' delle tariffe telefoniche limita lo scambio culturale e civile tra i popoli costituendo un freno anche per lo sviluppo di quelle attivita' produttive per quelle imprese che si avvalgono della comunicazione on line; rilevato che lo stesso servizio offerto agli utenti dalla TELECOM, pur in regime di monopolio, non e' omogeneo in tutto il territorio nazionale se e' vero che alcuni utenti dispongono di servizi speciali (linee ISDN) mentre ad altri non e' garantita neppure una perfetta copertura del servizio; considerato che questo comportamento contraddittorio persiste anche nella telefonia mobile, ove da un lato la TELECOM sponsorizza iniziative tese a raccogliere un maggior numero di utenti, dall'altro, non solo non si e' proceduto a garantire la copertura del segnale in tutto il territorio nazionale, ma, anche in quei territori serviti, il limitato numero di linee telefoniche impedisce la possibilita' di comunicare; visto che gli aumenti richiesti dalla TELECOM appaiono arbitrari e ingiustificati nei tempi, nei modi e nell'entita'. La stessa TELECOM cela con una pietosa bugia la realta' di una strategia che comporta un aggravio di spesa per gli utenti del mercato interno in modo da fronteggiare la libera concorrenza internazionale. Con l'aumento richiesto delle tariffe telefoniche non solo costera' di piu' telefonare ma paghera' di piu' anche chi utilizza il telefono solo in casi di effettiva necessita', per effetto della maggiorazione del contributo fisso; rilevato che lo stesso provvedimento di aumento delle tariffe telefoniche appare immotivato poiche' il ricorso non e' determinato dal principio di straordinarieta' e urgenza che deve caratterizzare un decreto legge; considerato che lo stesso Ministro delle poste non puo' garantire quella serenita' di decisione che deve essere riservata nella tutela dell'interesse pubblico, se e' vero che a suo tempo ha intrattenuto rapporti con la stessa TELECOM; visto che senza dubbio l'attuale regime tariffario telefonico e' da modificare ma in relazione all'inattualita' di tariffe riferite alla Tassazione Urbana a Tempo (TUT) del 1983 quando centrali telefoniche elettromeccaniche impedivano l'espansione del servizio a nuovi utenti. Le attuali centrali telefoniche a commutazione elettronica rimuovono il presupposto della necessita' della TUT e per questo e' auspicabile l'eliminazione; rilevato che sulla base di quanto esposto e in considerazione della necessita' di modalita' piu' "democratiche" relativamente agli oneri gravanti all'utenza per l'erogazione del servizio telefonico, impegna il Governo: a non accogliere la maggiorazione delle tariffe telefoniche richiesta dalla TELECOM; ad eliminare la TUT (tassazione urbana a tempo) in quanto inattuale poiche' non sussistono i presupposti di imposizione in origine; a richiedere alla TELECOM un servizio telematico dedicato per i collegamenti telematici dietro la corresponsione del canone di linea senza limitazione temporale di collegamento. (1-00223)

 
Cronologia
lunedì 1° gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Inizia il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea.

mercoledì 24 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Valerio Onida e Carlo Mezzanotte vengono eletti al dodicesimo scrutinio giudici della Corte costituzionale.