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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17727 presentata da MIGNONE VALERIO (PROG.FEDER.) in data 19960110

Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: fino ad un anno fa il cittadino del Lagonegrese ha potuto trasmettere telegrammi dettandoli tramite il numero telefonico 186 pubblicato sull'elenco ufficiale della Telecom; e cio' avveniva con piena soddisfazione dell'utente per la rapidita', la puntualita' e la cortesia della risposta; adesso, invece, il cittadino del Lagonegrese viene letteralmente imbrogliato dalle Poste con la complicita' della Telecom che ha il torto di annunciare nel suo elenco un servizio (seppure a cura delle Poste) che in realta' non esiste; infatti, componendo dal Lagonegrese il 186 si ottiene una risposta preregistrata con l'invito a comporre il proprio numero telefonico, e poi a riagganciare con l'assicurazione che si sara' richiamati al piu' presto possibile; ma passano minuti, ore, settimane e la chiamata delle Poste non arriva; da informazioni assunte presso il Centro raccolta telegrafica (CTR) del Lagonegrese risulta: 1) il servizio dettatura telegrammi tramite il 186 della Telecom e' stato svolto dal CTR di Lagonegro fino ad un anno fa, e copriva una vasta area comprendente circa 50 comuni della Basilicata Sud e del Saprese; 2) da circa un anno le Poste italiane hanno disattivato il 186 di Lagonegro adducendo la motivazione di una scarsa affluenza di chiamate; 3) alla chiamata del 186 attualmente risponde il CTR di Napoli; la dirigenza Telecom, dal canto suo, con gli ultimi tentativi di aumentare le tariffe ha mostrato di badare piu' agli interessi aziendali che ai bisogni degli italiani ignorando - l'interrogante immagina - gli indirizzi politici che portano si' alla razionalizzazione dell'impiego delle risorse finanziarie ma anche ad una equa ed efficiente distribuzione dei servizi; percio' non e' infondato il sospetto che anche la riorganizzazione degli uffici "Clio" - subi'ta stranamente dai sindacati - sia stata decisa per una strategia meramente lucrativa della Telecom; perche' un territorio non si spopoli e non lo si condanni al degrado occorre almeno dotarlo dei servizi essenziali e delle istituzioni a fondamento dello Stato; purtroppo per la Basilicata sta avvenendo il contrario: sono stati gia' chiusi rami ferroviari, uffici "Clio" della Telecom e il Distretto militare di Potenza, il servizio postelegrafonico viene di fatto limitato senza clamori, sono a rischio di chiusura i tribunali di Lagonegro e Melfi; l'elenco si potrebbe ulteriormente allungare, ma per brevita' si preferisce affermare che in tal modo - anziche' alla tanto declamata infrastrutturazione - si sta procedendo alla destrutturazione della gia' misera rete dei servizi nel Mezzogiorno d'Italia; quali provvedimenti urgenti intenda adottare per: 1) far cessare immediatamente l'imbroglio delle Poste ai danni dei cittadini del Lagonegrese restituendo loro pari opportunita' rispetto ai cittadini di altri territori nella fruizione dei servizi; 2) dotare il Paese di una dirigenza delle Poste e della Telecom che sia capace di razionalizzare l'impiego delle risorse finanziarie disponibili distribuendo equamente tra le regioni i nodi infrastrutturali della rete dei servizi perche' possa iniziare finalmente un processo di sviluppo omogeneo su tutto il territorio nazionale; 3) rimeditare la riorganizzazione degli uffici "Clio". (4-17727)

 
Cronologia
lunedì 1° gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Inizia il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea.

mercoledì 24 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Valerio Onida e Carlo Mezzanotte vengono eletti al dodicesimo scrutinio giudici della Corte costituzionale.