Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17728 presentata da REALE ITALO ALDO (PROG.FEDER.) in data 19960110
Al Presidente del Consiglio di ministri. - Per sapere - premesso che: nei giorni scorsi e' stata inoltrata alla Procura della Repubblica di Roma e alla Procura Generale della Corte dei Conti denuncia dettagliata sugli incarichi di collaudo di opere conferiti dal Dipartimento della protezione civile; la denuncia riguarda i seguenti fatti: "Il dipartimento della Protezione civile, della Presidenza del Consiglio dei ministri, non e' un dipartimento operativo, malgrado la confuzione ingeneratasi da tempo in tale settore. La parte operativa e' svolta dai prefetti, coordinati dalla Direzione Generale della Protezione Civile e dei Servizi Antincendi, che, per i soccorsi tecnici, utilizza istituzionalmente il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Il dipartimento, pur essendo un ex-Ministero senza portafoglio, e' interessato alla gestione dei fondi per la realizzazione in prima persona di particolari interventi, che non sempre sono di sua competenza istituzionale (Telecomunicazioni con il Sistema ARGO, treni per i soccorsi, acquisto, deposito e movimentazione dei prefabbricati, reti di allarme e monitoraggio, acquedotti, fognature, impianti di potabilizzazione e di dissalazione, scogliere a mare, dighe foranee, marciapiedi, lungomari, chiese, insediamenti abitativi, quale Monterusciello per Pozzuoli. Preso da tali attivita' imprenditoriali e di bilancio per la realizzazione delle opere pubbliche, e' divenuto un dipartimento economicamente e politicamente importante, anche per i rapporti ed il coordinamento di tutte le Associazioni di Volontariato, ma non puo' piu' svolgere quel Coordinamento tra i vari Ministeri, per le attivita' di prevenzione e di soccorso, che sarebbero effettiva competenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, il vero motivo della esistenza del Dipartimento e per il quale era stato istituito nel 1982. Compiti di coordinamento che non richiederebbe comunque l'impiego dei ben 430 dipendenti, militari ed amministrativi, che attualmente sono comandati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per le esigenze del Dipartimento. Negli anni il dipartimento si e' andato trasformando dalla sua originaria struttura di 25 persone, che svolgeva il compito del solo coordinamento (quali norme quadro e Conferenze di Servizi), nonche' della predisposizione dei soccorsi e del primo intervento per le grandi calamita'. La situazione attuale ha creato notevole confusione e disagio anche tra i dirigenti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e tra i Prefetti, che, per le recenti contraddittorie interpretazioni dei comunicati emanati dal Dipartimento per il maltempo, si sono attivati contro i due responsabili del Dipartimento stesso attraverso la loro associazione di categoria l'ANFACI. La struttura attuale non gestisce i primi soccorsi, non potendo necessariamente essere operativa, ed, essendo finalizzata ed interessata all'intervento di ricostruzione, sostituisce di fatto il Ministero dei lavori pubblici ed il Ministero per il Mezzogiorno. In questi ultimi dieci anni al Dipartimento sono stati dirottati moltissimi dei finanziamenti assegnati, in base alle varie leggi, alle competenze degli specifici Ministeri: lavori pubblici, ambiente, sanita', interni, mezzogiorno. Con la copertura di apposite Ordinanze, in giustificazione degli stati di calamita', che sono sempre esistenti sull'intero territorio nazionale, i fondi sono stati nuovamente rimbalzati alle amministrazioni di originaria competenza. Con tale procedura le varie amministrazioni, con la copertura e l'alibi delle ordinanze della protezione civile, potevano utilizzare i fondi per effettuare gli appalti con le procedure di urgenza (compreso un sistema di dighe e l'intera rete acquedottistica della Regione Sicilia) in deroga alle norme ordinarie di contabilita' dello Stato. Il Dipartimento della protezione civile si riservava, nell'emanare le centinaia di Ordinanze di assegnazione e ripartizione dei fondi, per la realizzazione delle varie opere pubbliche, il potere di controllo della contabilita' finale e la nomina delle Commissioni di Collaudo. Incarichi di collaudo delle operepubbliche. Gli incarichi di collaudo risultano conferiti a soggetti che in massima parte (siano essi militari, impiegati amminsitrativi o dattilografe) risultano privi della qualificazione professionale, della iscrizione al relativo Albo Professionale, della anzianita' minima di iscrizione all'Ambo Professionale, delle opere con strutture in cemento armato, come e' previsto dall'articolo n. 28 della legge 11 febbraio 1994, n. 109. I tecnici da nominare avrebbero dovuto essere in possesso di una comprovata esperienza, oltre che del titolo professionale corrispondente proprio al settore della specifica opera da collaudare. In alcuni casi non sussiste lo stato di appartenenza, in via prioritaria, ai ruoli organici della amministrazione conferente l'incarico, come e' previsto dall'articolo n. 28 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 (che e' stata anche integrata con le modifiche del decreto-legge 3 aprile 1995, n. 101), convertito nella legge 2 giugno 1995, n. 216. Per molte commissioni di collaudo il numero dei componenti e' superiore al limite massimo di tre membri, come fissato dall'articolo n. 28 della legge n. 109 del 1994. In molti casi sono incaricati di effetture il collaudo "retribuito" delle opere pubbliche, relative alle emergenze idriche, acquedotti, frane e dissesti idrogeologici, dighe, consolidamenti statici, gli stessi funzionari preposti al controllo istituzionale degli atti relativi. Si e' cosi' creata la figura del controllore-controllato da se stesso. Altra irregolarita' in tale procedura e' l'inutile e non motivato inserimento, di gruppi di amministrativi, di militari, di impiegate generiche e di dattilografe nelle commissioni di collaudo retribuite, che comporta una parita' di trattamento per tutti gli incaricati ed il percepimento del previsto notevole onorario professionale (variabile dai 2 ai 130 milioni), creando cosi' delle commissioni appositamente ed inutilmente pletoriche. In contrasto anche con la precedente normativa di legge, sono stati attribuiti incarichi di collaudo, relativi ad opere pubbliche, direttamente ad alcuni dei Capi del Dipartimento della protezione Civile o Capi di Gabinetto, nonche' ai Capi dell'Ufficio Legislativo, che si sono succeduti nel tempo: professor Giuseppe Porpora (attuale Commissario di Governo della Regione lazio): incaricato di n. 14 incarichi, per totali 305,2 milairdi; dottor Adolfo Quaranta: n. 5 incarichi, per un totale di 334,6 milairdi; dottor Calogero Piscitello: n. 2 incarichi, per un totale di 92,94 miliardi; dottor Luigi Giampaolino: n. 2 incarichi, per un totale di 184,79 miliardi; dottor Franco Bianchi Fiorio: n. 3 incarichi, per un totale di 53 miliardi. In massima parte tutti questi "collaudatori", ai quali erano comunque stati conferiti incarichi di collaudo relativi ad opere pubbliche, risultano essere privi del titolo universitario e della qualificazione professionale necessarie. Nelle ultime nomine conferite dal Prof. Barberi figura anche il nome del dottor Roberto Giarola, capo della attuale segretaria particolare del sottosegretario e le signore Marina Gallo e Paola Caporalini Aiello (semplici impiegate di 6^ livello del Ministero delle poste), che gia' erano inseriti nella segretaria particolare della Professoressa Ombretta Fumagalli Carulli. I collaudi conferiti riguardano interventi particolarmente delicati per la tipologia dell'intervento ingegneristico. I lavori risultano sempre ubicati in zone a particolare rischio idrogeologico ed essendo stati molte volte appaltati, in deroga alle leggi che regolano ordinariamente gli appalti delle opere pubbliche, con la procedura d'urgenza, hanno avuto ristrettissimi tempi per una accurata progettazione esecutiva di dettaglio, preventiva al contratto. Si tratta di interventi pubblici su aree a rischio e gia' interessate da emergenze che avevano giustificato a monte la emanazione di specifiche ordinanze da parte del Presidente del Consiglio di ministri, in base ad uno stato di calamita' naturale dichiarato dal Consiglio dei Ministri. Si e' consolidata la prassi dell'inutile dispendio di denaro pubblico, con il conferimento di incarichi di collaudo retribuiti a Commissioni che non erano composte da uno o due tecnici, ma che erano pletoriche e sempre con l'inserimento nelle stesse, senza un motivo od una necessita' reali, di dipendenti o funzionari non tecnici ed a volte neppure amministrativi" -: se non intenda aprire una severa indagine per verificare la veridicita' dei fatti denunciati e, nel caso, quali provvedimenti intenda assumere per riportare alla legalita' il settore e per impedire che vengano punite le professionalita' esistenti nel dipartimento con provvedimenti assurdi e militareschi. (4-17728)