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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02012 presentata da MARINO LUIGI (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19960111

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del tesoro. - Per sapere - premesso che: nel 1992 il Banco di Napoli ha acquisito il controllo dell'Isveimer in base ad un progetto di sviluppo e di riqualificazione operativa dell'Istituto; l'Isveimer, i cui maggiori azionisti sono il Ministero del tesoro ed il Banco di Napoli e' stato trasformato nel settembre del 1993 in SpA - con l'autorizzazione della Banca d'Italia; il progetto industriale posto a base dell'operazione prevedeva che, con la trasformazione, l'Istituto avrebbe dovuto esercitare - nell'ambito del gruppo Banco di Napoli - l'intero credito mobiliare; ancora recentemente - in una nota ufficiale del Banco 21 settembre 1995 - e' stata ribadita la necessita' di un "rilancio dell'attivita' dell'Isveimer per orientarla sempre piu' al finanziamento delle iniziative finalizzate all'ulteriore sviluppo del Mezzogiorno"; malgrado gli impegni assunti di concentrare nell'Isveimer l'intera attivita' di credito mobiliare del gruppo - il Banco di Napoli ha non solo mantenuto la propria sezione di credito industriale, ma - tra l'altro ha finito per ridurre ulteriormente l'attivita' dell'Istituto con la eliminazione degli uffici periferici; pertanto, allo stato, il progetto industriale - previsto dalla legge Amato e la cui approvazione ha consentito l'utilizzo dei fondi speciali presenti nel patrimonio dell'Istituto - e' restato del tutto inattuato, risultando cosi' disattese le stesse indicazioni poste dalla Banca d'Italia quali condizioni autorizzative; in conseguenza della situazione sopra descritta e dopo tre anni dall'acquisizione del controllo dell'Istituto da parte del Banco, l'Isveimer ha perso nel 1994 circa 90 miliardi e non esaltanti si profilano i dati del 1995. Il credito erogato si e' ridotto rispetto ai volumi dello scorso anno, sia per la "concorrenza" del Banco sia per le minori opportunita' di reddito provocate dalla chiusura degli uffici periferici decisa dalla Capogruppo; il piano di risanamento elaborato dal Banco di Napoli (che ha consentito il recente intervento di sostegno del Tesoro e delle banche) non comprende espressamente - pur facendo parte l'Isveimer del gruppo e pur costituendo il suo bilancio parte del bilancio consolidato del Gruppo - anche la soluzione del problema Isveimer, societa' controllata e gestita direttamente dalla Capo-gruppo con propri amministratori e dirigenti tra cui, oltre il Presidente di provenienza Banco, l'amministratore delegato (anche vicepresidente del Banco), il direttore generale e gli alti dirigenti -: quali siano i reali motivi della mancata attuazione del progetto industriale posto a base della trasformazione dell'Istituto in SpA ed in relazione al quale sono stati assorbiti i fondi speciali esistenti per legge nel patrimonio dell'Istituto-ente pubblico; se tale progetto approvato dalla Banca d'Italia e dal Tesoro, abbia tuttora rilevanza ai fini delle strategie del gruppo ovvero a quale altro progetto per l'Isveimer il Tesoro ed il Banco di Napoli intendono dare attuazione, anche per giustificare la trasformazione in SpA dell'Istituto e l'utilizzazione dei fondi pubblici avvenute sulla base di precise norme di legge (articoli 2 e 4 del decreto legislativo 356/1990) rimaste disattese; se non ritengano che il processo di salvaguardia del ruolo del Banco di Napoli non possa prescindere dalla salvaguardia degli stessi compiti dell'Isveimer e dei livelli occupazionali aziendali. (5-02012)

 
Cronologia
lunedì 1° gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Inizia il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea.

mercoledì 24 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Valerio Onida e Carlo Mezzanotte vengono eletti al dodicesimo scrutinio giudici della Corte costituzionale.