Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02019 presentata da ONNIS FRANCESCO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960117
Al Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: in Sardegna, le coltivazioni di pomodoro in serra hanno subito, quest'anno, il contagio, devastante ed incontrollato, del TYLCV (Tomato Yellow Leaf Curl Virus), trasmesso dalla Bemisia Tabaci; le piante colpite dal virus, che determina l'accartocciamento delle foglie, con margine rivolto verso l'alto e colorazione clorotica, arrestano il proprio sviluppo, e viene a mancare l'emissione dei fiori. E' apparso quindi inevitabile, anche al fine di evitare l'ulteriore propagazione della virosi, procedere all'estirpazione delle piante contagiate, che, con gravissimi costi per gli agricoltori, sono state sostituite immediatamente con piante sane. Anche queste ultime, tuttavia, sono state ben presto aggredite dall'insetto vettore, che le ha infettate, pregiudicando definitivamente la produzione; sembra che le coltivazioni potrebbero essere salvaguardate solo attraverso un'adeguata profilassi, realizzata da tutti i serricoltori con la sistemazione di reti a maglie molto strette lungo le aperture laterali delle serre, per impedire l'ingresso della Bemisia Tabaci; il TYLCV, presente in tutta l'isola, ha comunque provocato i danni piu' rilevanti nella zona sud-occidentale, e soprattutto nell'area di Pula (CA), ove la coltivazione del pomodoro costituisce una delle attivita' piu' diffuse e redditizie, orientata specificamente alla produzione della varieta' Camone, richiestissima sul mercato interno ed internazionale; nella stessa area, inoltre, sembra essersi diffusa in forma epidemica la fusariosi, provocata dal Fusarium oxysporum radicis lycopersici, che invade e distrugge l'apparato radicale della pianta di pomodoro, determinandone in breve tempo l'avvizzimento e la morte. Non si conoscono attualmente validi mezzi di lotta contro la fusariosi e, poiche' i conidi possono rimanere vitali molto a lungo, sul terreno, sulle strutture delle serre e sui residui vegetali, risulta impossibile riprendere la coltivazione della varieta' che non resiste alla micosi. I terreni, del resto, sono sempre esposti all'infezione, trasmessa dai conidi trasportati dal vento, e dunque nessuna misura di profilassi si e' rivelata efficace. Per fronteggiare l'epidemia, sarebbe necessario ricorrere a varieta' resistenti, ma meno richieste dal mercato, ovvero effettuare costosissimi reinnesti delle varieta' piu' pregiate, e sensibili alla micosi, su ceppi resistenti o tolleranti; i serricoltori sardi hanno gia' riscontrato un calo della produzione non inferiore al trenta per cento, e non sono in grado di adempiere gli impegni assunti in precedenza con i distributori. Pertanto, oltre al danno immediato, relativo all'annata in corso, essi dovranno subire in futuro ulteriori effetti sfavorevoli, conseguenti all'inadempimento dei contratti gia' stipulati, mentre altre spese saranno necessarie per dotarsi delle misure di profilassi o per convertire la produzione -: se sia stata accertata la diffusione del TYLCV e della fusariosi sul territorio nazionale e particolarmente in Sardegna e quale incidenza tali patologie abbiano avuto sulle coltivazioni di pomodoro in serra; se siano stati individuati mezzi di prevenzione di lotta contro tali infezioni; se non intenda valutare l'opportunita' di concedere ai serricoltori sardi adeguati finanziamenti, per compensare i danni eccezionalmente rilevanti che essi hanno risentito, anche a causa della contemporanea diffusione delle due epidemie, e per consentire l'adozione delle misure di profilassi piu' utili per scongiurare futuri contagi. (5-02019)