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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02020 presentata da SALES ISAIA (PROG.FEDER.) in data 19960117

Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: i piccoli Maria Rosaria, Gianluca ed Emanuele Tommasi, figli legittimi di Andrea e Giovannina Pepe, sono stati allontanati dal loro nucleo familiare, con provvedimento del tribunale dei minorenni di Venezia, una prima volta nell'aprile 1993 e poi nel novembre dello stesso anno; i tre minori furono dati in affidamento ai signori Peter e Petra Streloke, di San Germano dei Berici (VI); il difensore della signora Pepe non ha mai potuto prendere visione degli atti giudiziari e delle relazioni relative alla situazione familiare della sua assistita poiche', essendo in corso un procedimento di adottabilita' dei tre minori in virtu' della legge 184/1983, non e' possibile al difensore estrarre copia degli atti fino all'archiviazione del procedimento o fine dell'emissione del decreto dichiarativo dell'adottabilita'; in queste procedure non e' garantita la difesa dei genitori naturali, in quanto qualsiasi azione difensiva viene espletata nella completa impossibilita' di conoscere qualsiasi elemento processuale; la legge 184/1983, infatti, non prevede l'assistenza obbligatoria di un difensore e le prove vengono acquisite senza alcuna garanzia del contraddittorio; queste lacune legislative comportano la conseguenza che al momento dell'opposizione dell'eventuale decreto dichiarativo dell'adottabilita' il tribunale ha ormai tutti gli elementi probatori acquisiti d'ufficio e senza alcuna possibilita' difensiva da parte degli interessati; pertanto, a tutt'oggi, il difensore della signora Pepe e' nell'impossibilita' materiale di conoscere in base a quali elementi probatori la sua cliente si e' vista portare via i propri figli; questa situazione, gia' di per se' incresciosa, e tuttavia ascrivibile a lacune legislative, ha ultimamente avuto un epilogo a dir poco sconvolgente, in quanto la famiglia affidataria dei minori si e' trasferita in Sardegna senza lasciare ne' l'indirizzo ne' il numero telefonico e portando con se' i minori; sembra, tra l'altro, che i signori Streloke, contravvenendo ai dettami della legge 184/1983 che, all'articolo 5, prevede che l'affidatario deve favorire i rapporti con la famiglia d'origine del minore in vista del reinserimento dello stesso, abbiano sempre tenuto un comportamento di aperta ostilita' nei confronti dei genitori legittimi dei minori loro affidati, tanto da originare una iniziativa presso il tribunale dei minori da parte del difensore e, in un secondo momento, una denuncia penale sporta dai genitori stessi alla Procura della Repubblica di Vicenza per la sottrazione dei figli; e' opportuno sottolineare, inoltre, che i procedimenti di sottrazione dei minori da parte dei tribunali sono molto spesso instaurati nei confronti di famiglie povere e bisognose di assistenza e che, per questo, il contesto sociale e le difficolta' economiche non consentono ai soggetti interessati di poter godere di adeguata assistenza legale -: se non ritenga gravissima la violazione della legge compiuta dai coniugi Streloke e quali iniziative sono state prese dalle autorita' preposte per rintracciarli, in modo da dare ai genitori legittimi la possibilita' di vedere i figli; se non ritenga che la medesima violazione pregiudichi per gli stessi Streloke la possibilita' di continuare a tenere i minori in affidamento; se non ritenga che l'impianto della legge 184/1983, decisamente inquisitorio e che non prevede alcuna garanzia per la difesa del cittadino che vi si trova sottoposto, vada completamente rivisto e quali iniziative siano state predisposte dal ministero per procedere ad un riforma della legge, riforma peraltro piu' volte annunciata nel corso degli ultimi anni. (5-02020)

 
Cronologia
lunedì 1° gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Inizia il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea.

mercoledì 24 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Valerio Onida e Carlo Mezzanotte vengono eletti al dodicesimo scrutinio giudici della Corte costituzionale.