Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17882 presentata da VENDOLA NICOLA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19960117
Al Ministro per i beni culturali e ambientali e al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: prima dell'incendio del 27 ottobre 1991 del teatro Petruzzelli di Bari, la Soprintendenza per i beni AAAS della Puglia aveva assunto l'iniziativa di porre interamente a carico dello Stato, ai sensi della legge 1089 del 1939, e sue modificazioni, la spesa per assicurare la conservazione e impedire il deterioramento delle pitture (parte decorativa interna alla cupola del Teatro), minacciate dalle infiltrazioni di acque piovane, stante l'indisponibilita' per i privati proprietari di compiere in proprio tale intervento; dopo l'incendio del 27 ottobre 1991 la Soprintendenza per i beni AAAS ha ingiunto a quegli stessi privati proprietari, vittime dell'incendio doloso del teatro, la redazione dei progetti e l'esecuzione dei lavori di integrale recupero con ordinanza del 30 luglio 1992, minacciando l'esecuzione in danno dei proprietari, con rimborso della spesa occorrente (oltre 30 miliardi di lire); non esiste un obbligo dei privati proprietari di provvedere all'integrale recupero dei beni di interesse storico e artistico che loro appartengano. Meno che mai nel caso verificatosi, di distruzione di elementi decorativi per mano dolosa di ignoti malavitosi; esiste, invece, il potere del Ministro di provvedere ad assicurare la conservazione e ad impedire il deterioramento di tali beni, anche se di appartenenza privata, e tale potere e' esercitabile dalle soprintendenze nei soli casi di urgenza; percio', ad avviso dell'interrogante, unici ordini legittimi del 30 luglio 1992 riguardo al teatro Petruzzelli erano quelli che riguardavano le prove diagnostiche non distruttive delle malte e delle murature che avevano subi'to gli effetti dell'incendio e i lavori di consolidamento statico, ed illegittimi e preordinati ad altre finalita' quelli relativi all'integrale recupero del Teatro, delle decorazioni e delle pitture ormai distrutte, e dei suoi impianti di sicurezza e scenici; ebbene, la Soprintendenza per la Puglia, pur avendo dichiarato dal marzo 1992 l'urgenza di provvedere all'esecuzione di prove diagnostiche sulle malte e sulle murature del teatro Petruzzelli e pur conoscendo l'esistenza di un progetto approvato dal ministero e da questo gia' finanziato ad un'impresa privata, la ditta Pouchain, tramite la sua consociata "Il Cenacolo S.r.l.", ne ha ordinato, il 30 luglio 1992, l'esecuzione ai proprietari; tale omissione ha fatto si' che tale impresa privata abbia sollecitato i proprietari ad affidarle l'incarico di eseguire le prove diagnostiche non distruttive sulle malte e sulle murature del Teatro Petruzzelli in base ai suoi rapporti in corso col Ministero; certo e' che, non appena la ditta Pouchain ha comunicato di aver ricevuto tale incarico dai proprietari, la Soprintendenza per la Puglia ha dismesso ogni pretesa di urgenza anche relativamente ai lavori di consolidamento statico, compiacendosi invece per l'avvio dato dai proprietari ai lavori di ripristino; un anno dopo, e precisamente in data 14 giugno 1993, la Soprintendenza per la Puglia ha nuovamente minacciato di eseguire i lavori in danno dei privati proprietari, e di chiedere agli stessi il rimborso della spesa, annunciando tale decisione a fianco di imprese private, singole e associate (Pouchain e Mecenate '90), che dichiaravano di sollecitare "da tempo" "la ripresa dell'attivita' per il restauro del teatro Petruzzelli". Il 14 giugno 1993 presso il castello Svevo a Bari si tenne un incontro organizzato dal soprintendente. Come riportato dall'agenzia di stampa ITALIA - RETE 1, fu la dottoressa Michela Tocci per la soprintendenza a fare il punto della situazione, affermando che "quello dei Messeni Nemagna non puo' definirsi un progetto esecutivo di recupero del teatro e che sara' valutato quello di Mecenate '90". Ha aggiunto - continua il comunicato stampa - che "e' necessario che non si perda altro tempo, per cui nei prossimi giorni la Soprintendenza valutera' anche se sostituirsi nella ricostruzione, con il benestare del ministero per i beni culturali, alla proprieta' (se questa sara' inadempiente con quanto previsto nell'ordinanza del 30 luglio 1992 dell'architetto Di Paola ed in particolare se non presentera' entro la fine del mese il progetto dei lavori), riservandosi il diritto di recuperare i fondi che dovranno essere stanziati..."; ed ancora "il progetto Pouchain (...) sara' valutato "tempestivamente" dalla soprintendenza, convinta di "non dover perdere piu' tempo per il ripristino del teatro". Nel caso in cui il recupero fosse assegnato alla Pouchain, sara' l'associazione Mecenate '90 ... a mobilitare risorse imprenditoriali interne ed esterne per il recupero del teatro barese. ..." in tale occasione, quel 14 giugno 1993, risulta evidente che la Soprintendenza, deducendo l'urgenza dell'integrale recupero del teatro, minacciava l'esecuzione dei lavori in danno al solo scopo di favorire il programma di recupero e di gestione Pouchain e di Mecenate '90 (che raggruppa imprese quali Il Cenacolo S.r.l. - Gruppo Pouchain, Iacorossi, Fininvest), e di ostacolare il programma dei privati proprietari, ricevuto qualche giorno prima dalla Soprintendenza e da questa ritenuto non degno di essere preso in considerazione; senonche', avuta notizia di un accordo transattivo fra i privati proprietari del teatro Petruzzelli e le imprese intervenute all'incontro organizzato il 14 giugno 1993 dalla Soprintendenza, la stessa non ha piu' manifestato in alcun modo l'urgenza di provvedere al recupero integrale, ed anzi con insolita burocratica lentezza procede al pagamento dei lavori di consolidamento statico che sono in corso e che sono stati commissionati dai privati proprietari; l'annuncio dell'iniziativa della Soprintendenza per la Puglia e delle imprese private al suo fianco era stato dato, il 14 giugno 1993, in locali della soprintendenza e avendo cura di conseguire il massimo risalto nei mezzi di informazione di massa; quasi contestualmente, l'ex-gestore temporaneo del teatro Petruzzelli, Ferdinando Pinto, aveva sollecitato le pubbliche autorita' a intervenire per il recupero del teatro Petruzzelli, non avendo ricevuto dai proprietari congrua risposta ad una sua lettera datata 18 maggio 1993 con la quale li sollecitava a conferirgli mandato esclusivo per il recupero e per la gestione del teatro Petruzzelli; tale sollecitazione dell'ex-gestore temporaneo del teatro Petruzzelli muoveva dal presupposto che si dovessero innanzitutto estinguere le cause nelle quali, con vari provvedimenti, i giudici civili avevano negato le sue pretese: di continuare a gestire il teatro Petruzzelli ALTROVE, fino a dopo il suo restauro; di continuare ad usare la denominazione (il marchio) teatro Patruzzelli per designare l'attivita' della PROPRIA impresa teatrale individuale; di continuare a chiedere ed ottenere le sovvenzioni pubbliche destinate al teatro di tradizione Petruzzelli di Bari di cui non era piu' il gestore; di scindere le qualita' e prerogative del teatro Petruzzelli dal complesso immobiliare cui esse si riferiscono; pretese, queste, nelle quali la direzione distrettuale antimafia ha ravvisato, a quanto risulta all'interrogante, il movente dell'incendio doloso del 27 ottobre 1991; con lettera datata 5 gennaio 1996, la Soprintendenza per la Puglia ha nuovamente minacciato di eseguire i lavori di integrale recupero in danno dei privati proprietari e di chiedere poi agli stessi il rimborso della spesa (richiamando la legge che invece consente alle Soprintendenze di intervenire soltanto nei casi in cui sia urgente provvedere ad assicurare la conservazione e ad impedire il deterioramento). Esistono ragioni sufficienti per ritenere che, anche questa volta, la Soprintendenza per la Puglia abbia l'intento di favorire l'impresa Puochain e le sue consociate per far loro eseguire i lavori di mero restauro del FOYER del teatro Petruzzelli (peraltro inidonei a conseguirne l'agibilita' senza le misure e gli impianti di sicurezza), dato che, senza alcun motivo razionale, economico, architettonico, storico e giuridico, improvvisamente si ventila a Bari l'utilizzabilita' del FOYER del teatro Petruzzelli come entita' indipendente e autonoma rispetto al teatro; certo e' che il programma dei proprietari di recupero e di gestione del teatro Petruzzelli, ostacolato tanto violentemente dalle persone suindicate nella vicenda del 14 giugno 1993, inspiegabilmente non trova attuazione, benche' vi abbiano dato adesione vari enti pubblici; mentre, improvvisamente, il glorioso teatro Petruzzelli, dichiarato bene di interesse storico e artistico nel 1954, ai sensi della legge n. 1089 del 1939, e "teatro di tradizione" con legge n. 800 del 1967, il cui complesso architettonico e monumentale e' ancora intatto, essendo stata distrutta dall'incendio del 27 ottobre 1991 soltanto la parte pittorica e decorativa dell'organismo edilizio destinato a teatro e la sovrastruttura della celebre cupola, viene considerato dal Comune di Bari un insieme di "materiali" che i proprietari avrebbero dovuto rimuovere entro un anno dall'incendio, incorrendo, per non averlo fatto, nell'obbligo di restituire il suolo al Comune come nelle convenzioni di un secolo fa era stato pattuito -: alla luce di tali inquietanti e gravi fatti, se si intenda rendere noti la natura, l'oggetto e l'entita' patrimoniale di ciascuno e di tutti gli incarichi conferiti dalla soprintendenza per la Puglia all'ingegner Maurizio Pouchain in proprio, ovvero alla sua consociata "Il Cenacolo S.r.l.", a partire dal giorno in cui l'architetto Roberto Di Paola ha preso possesso del suo ufficio, quale impresa di sua fiducia, nonche' quelli conferiti dalla medesima Soprintendenza ai medesimi soggetti nel triennio precedente; se si intende, inoltre, rimuovere immediatamente dall'incarico il soprintendente ai beni AAAS per la Puglia, architetto Roberto Di Paola, la dottoressa Michela Tocci ed il direttore amministrativo dottor Giovanni Sardone, i cui comportamenti presumibilmente illeciti, che appaiono mossi dall'intento di favorire gli interessi economici di imprese private, hanno ingenerato quella confusione in cui i confini fra il giusto e l'ingiusto non sono piu' distinguibili se non in base ai desideri personali e la stessa realta' risulta deformata dalla lente dell'autorita' e del potere. (4-17882)