Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17899 presentata da DEVETAG FLAVIO (CENTRO CRISTIANO DEMOCRATICO) in data 19960117
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanita'. - Per sapere - premesso che: la societa' Sondel spa del gruppo Falck ha fatto richiesta, in data 4 gennaio 1993, ai vari Ministeri competenti e alla regione Veneto della autorizzazione alla realizzazione di un impianto di cogenerazione termica ed elettrica da realizzarsi presso la cartiera della societa' Sarrio' di S.Giustina Bellunese; la regione Veneto, su richiesta del Ministero dell'ambiente, ai sensi dell'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica n. 203 del 1988, in data 16 marzo 1995, ha espresso parere favorevole pero' condizionato ad alcuni parametri delle emissioni; la stessa societa', in data 24 novembre 1995, ha fatto istanza al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, volta ad ottenere l'autorizzazione, ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 350 del 1976, per la realizzazione dell'impianto termoelettrico; il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato dovra' infine esprimere il proprio parere entro il 24 febbraio 1996, sentita l'amministrazione comunale di S.Giustina Bellunese; questa centrale termoelettrica, per le sue caratteristiche tecniche determinera' un grande impatto ecologico-ambientale in un territorio densamente sfruttato, circoscritto e geograficamente delimitato (Val Belluna, Feltrino); secondo i dati della societa' richiedente, l'impianto produrra' annualmente 756 Gwh di energia elettrica e 320000 tonnellate di vapore tecnologico con una potenza di 94,5 Mw elettrici e 150 t/h vapore a 90 bar. E' previsto un consumo di 163 milioni di metri cubi di gas metano all'anno; i fumi prodotti saranno 600 mila metri cubi ora pari a 15 milioni di metri cubi giorno, di cui il 5 per cento di vapore acqueo e il 6 per cento di CO, oltre a quantita' non trascurabili di acidi nitrico e nitroso (circa 75 mila chilogrammi all'anno) e di polveri; il calore generato sara' pari a 156 milioni di chilocalorie ora, tale dato e' confrontabile con il calore prodotto da oltre 5 mila impianti di riscaldamento domestico; le emissioni di questi fumi determineranno un incremento dello smog, una riduzione della luminosita', la produzione di piogge acide con conseguenti alterazioni della vegetazione e infine un incremento dell'effetto serra; il raffreddamento dell'impianto attraverso l'aria determinera' un pennacchio di grandi dimensioni, delle turbolenze nell'aria, una modifica del clima e del microclima e infine un aumento delle nebbie; problemi di non secondaria importanza deriveranno dallo smaltimento delle ceneri prodotte e degli oli utilizzati per il funzionamento dell'impianto; il corretto funzionamento di tale struttura dipendera' dall'adeguamento delle tubazioni del metanodotto, che determinera' dei problemi e ambientali e territoriali, e dalla creazione di un sistema di stoccaggio che ne assicuri il funzionamento in caso di interruzione delle fonti. Tutto cio' comportera' un aggravio delle infrastrutture di comunicazione; l'elettricita' prodotta dall'impianto inoltre dovra' essere veicolata per essere utilizzata in territori diversi e lontani dalla provincia di Belluno. Cio' comportera' la creazione sia di nuove linee elettriche ad alta tensione responsabili di campi elettromagnetici sia di sottostazioni di trasformazione fonte di microonde e di rumore oltre che di radiodisturbi. Molte indagini e osservazioni mediche asseriscono un incremento della patologia tumorale nelle popolazioni che vivono in prossimita' di elettrodotti; la provincia di Belluno offre gia' la sua acqua a scopi energetici e paga questa sua disponibilita' con le note problematiche ambientali legate allo sfruttamento delle acque montane per usi elettrici; l'economia locale non richiede approvvigionamenti massicci e concentrati di energia pregiata (elettrica), in quanto gia' ne dispone con le centrali idroelettriche; tale impianto perdipiu' non incrementa l'occupazione della zona, a regime infatti si passera' da 12 a 20 addetti e non sviluppa l'economia locale, anzi verrebbe a turbare un'area ad impostazione turistica; inoltre, nella provincia di Belluno esiste gia' un'alta incidenza, la piu' alta del Veneto, di malattie polmonari e in particolare dei tumori polmonari e della tbc, che riconoscono nella loro genesi fattori inquinanti ambientali; le popolazioni e gli amministratori locali sono fortemente contrari all'installazione di siffatto impianto -: quali misure intendano intraprendere per proibire la costruzione di una tale centrale termoelettrica, che potrebbe creare e avere effetti devastanti non solo sull'ambiente e sulla salute delle persone, ma persino sull'economia turistica della zona, senza offrire in cambio alcun vantaggio ne' economico ne' di qualita' della vita per le popolazioni della Val Belluna e del Feltrino. (4-17899)