Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17973 presentata da PEZZELLA ANTONIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960117
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del tesoro, del commercio con l'estero e dell'industria, commercio e artigianato. - Per sapere - premesso che: le norme vigenti autorizzano la SACE ad assicurare crediti a breve termine entro un massimale rotativo di lire 18.000 miliardi, a medio e lungo termine entro un massimale annuale di lire 12.000 miliardi; a fronte di tale facolta', concessagli per legge, la SACE: a breve termine ha impegnato il massimale rotativo per lire 2.124 miliardi a fine a 1993 e lire 1.216 miliardi a fine 1994; a medio e lungo termine ha impegnato i massimali annuali per lire 3.113 miliardi nel 1993 e 8.087 miliardi nel 1994; tenendo conto del fatto che gli impegni sul massimale per il breve termine "ruotano" circa 1,3 volte l'anno e di altri elementi che incidono sulle imputazioni al massimale per il medio e lungo termine, ne risultano percentuali di copertura delle esportazioni italiane pari al 2,21 per cento nel 1993 e al 3,15 per cento nel 1994 (le cifre ufficiali della SACE sono opinabili, comunque di ben poco superiori: 3,3 per cento e 4,5 per cento rispettivamente); si tratta di percentuali bassissime e comunque largamente inferiori, ad esempio, a quelle degli omologhi enti assicurativi statali francese ed inglese; nei primi anni del suo funzionamento sotto la guida del primo compianto direttore, dottor Felice Gianani, aveva sicuramente raggiunto e superato il 10 per cento. Percentuali di tale ordine sarebbero state raggiunte anche nel 1991-1992 benche' siano probabilmente ottimistiche; dunque la SACE viene meno ai suoi compiti istituzionali; l'inadempienza istituzionale rispetto agli obiettivi prefissati non sarebbe di per se' poi tanto grave se non fosse per i suoi pesanti riflessi negativi sull'occupazione e sul bilancio stesso dello Stato; per dimostrarlo bastano alcuni semplici conteggi: i 7 punti percentuali di copertura delle esportazioni italiane che la SACE si e' "persa per strada" per miopia ed inefficienza gestionale, per non dire di peggio, equivalgono a circa 21.000 miliardi annui. Possiamo ragionevolmente pensare che si tratti di esportazioni addizionali nel senso che senza l'assicurazione contro i rischi politici non verrebbero effettuate. Possiamo anche ipotizzare con largo margine di prudenza che nel settore manifatturiero ad ogni posto di lavoro corrisponda un fatturato di 250 milioni di lire; l'inefficienza della SACE costa, dunque, al Paese non meno di 84.000 posti di lavoro!; ne' vale obiettare opponendo le uscite di cassa che il tesoro subisce per ripianare i disavanzi operativi della SACE di questi ultimi anni; non dimentichiamo che tali disavanzi sono in buona misura frutto di scelte passate assai opinabili (per non dire di peggio) e del rapido susseguirsi di due delle maggiori crisi debitorie del secolo: negli anni ottanta quella dei Paesi non tradizionalmente industrializzati a seguito dei due shocks petroliferi e, agli inizi degli anni novanta, quella provocata dal dissolvimento dell'URSS; ma non dimentichiamo soprattutto che, calcolate sull'arco degli ultimi dieci anni, le perdite della SACE sono state pari al 2,3 per cento del valore delle esportazioni assicurate; e' anche vero che, limitatamente ai crediti a medio e lungo termine suscettibili di intervento di stabilizzazione (attenzione! stabilizzazione, non agevolazione) dei tassi a carico del Mediocredito centrale, il costo per lo Stato aumenta; non dimentichiamo pero' che, secondo il bilancio 1994 del Mediocredito centrale, il costo di tale intervento e' pari a 4,66 lire ogni 100 esportate e che, per tutta una serie di ragioni di pubblico dominio, tale costo e' destinato a ridursi; anche in tal caso, sommando il 2,3 per cento del costo della SACE ed il 4,66 per cento del costo del Mediocredito centrale si giunge - come massimo - al 7 per cento del valore delle esportazioni; come si e' detto sopra, si tratta di esportazioni addizionali, quindi il loro contributo al PIL e' superiore ad 1, ma poiche' l'interrogante non e' in grado di stimare con sicurezza l'effetto moltiplicatore della domanda finale esterna, si assume che sia pari ad 1; anche in tale ipotesi riduttiva e' evidente che il prelievo fiscale e contributivo sul Pil e' ben superiore al 7 per cento; dunque la ridotta attivita' della SACE danneggia i conti dello Stato di alcune migliaia di miliardi l'anno -: alla luce di quanto sopra succintamente esposto, quali provvedimenti urgenti i Ministri interrogati intendano assumere per porre termine a tale stato di cose, intollerabile e masochistico. (4-17973)