Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02040 presentata da ZANI SECONDO (PROG.FEDER.) in data 19960124
Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che: la Fochi, societa' operante nel settore dell'impiantistica industriale e civile con oltre 12.000 dipendenti operanti in 42 societa' e in 24 paesi, di cui 4.000 addetti in Italia distribuiti su 6 stabilimenti e 15 cantieri, versa da oltre 13 mesi in grave crisi finanziaria. Il settore in cui opera la societa', oltre all'Ansaldo e alla Belleli, vede la presenza nel nostro paese di altri 35.000 lavoratori/trici dipendenti dalle aziende dell'indotto, sul quale ricadra' inevitabilmente ogni conseguenza derivata dal destino del Gruppo Fochi; tutto il 1995 e' stato caratterizzato dalla passivita' del sistema bancario che, in posizione critica, ha tolto il proprio sostegno finanziario all'azienda senza trovare al proprio interno un accordo utile per varare un piano alternativo; non essendo emersa nel frattempo alcuna condizione di uscita e peggiorando la situazione produttiva a causa delle difficolta' ad operare industrialmente senza la liquidita' occorrente, il 7 giugno 1995 il Tribunale di Bologna ha decretato lo stato di insolvenza; a seguito dell'applicazione della legge Prodi, i tre commissari governativi e il nuovo direttore generale del gruppo hanno elaborato un piano di salvataggio in raccordo con i sette principali Istituti creditori (Comit, Credit, BNA, BNL, S. Paolo, Carisbo, Banca di Roma). Tale piano, che prevede non solo pesanti tagli occupazionali, ma anche la chiusura sostanziale delle presenze nel Mezzogiorno d'Italia, snatura il gruppo nelle sue potenzialita' rispetto alle attuali necessita' di competizione internazionale e ha per questo incontrato la netta opposizione dei sindacati. Il confronto con le parti sociali e' aggravato anche dal fatto che circa 1.200 dipendenti non hanno ancora ricevuto la retribuzione di aprile, maggio, giugno 1995 e quasi 1.000 sono da molti mesi in attesa del trattamento CIGS o dell'erogazione del proprio TFR; se il sistema bancario persiste nella sua politica di ripiegamento attraverso il rimborso determinato dall'introito sulle commesse correnti e da un'assistenza costituita dai 50 miliardi forniti per alimentare il minimo vitale di sopravvivenza, non sara' possibile rientrare in possesso di quelle esposizioni che solo l'attivita' industriale puo' garantire, permettendo di realizzare quanto disponibile al portafoglio ordini; l'ennesima riunione tenutasi a Bologna il 12 gennaio 1996 tra i responsabili del gruppo Fochi e le banche si e' conclusa con un nuovo rinvio -: se intendano attivarsi, al fine di presidiare e accelerare la soluzione del caso, per: la predisposizione di un nuovo piano di intervento finanziario e industriale, verificando da una parte le cause che impediscono un accordo tra gli Istituti di credito, Mediobanca e le esigenze dei commissari, ricercando dall'altra un intervento del Ministero del tesoro e della Banca d'Italia per l'emissione di garanzie adeguate verso gli Istituti di credito maggiormente esposti nell'operazione di salvataggio; un intervento immediato, di concerto con i Ministri competenti, per consentire il rientro in patria dell'ingegner Penoni, responsabile della Branch Fochi in Iran e a tutt'oggi agli arresti presso la capitale iraniana; un intervento presso l'Enel per la riammissione della Fochi alle gare di appalto, riqualificando cosi' la Societa' nei confronti delle committenti italiane del settore; la ricerca di eventuali partners industriali che siano interessati al settore energetico e dei montaggi, in un'ottica di sinergia che consenta di evitare una totale liquidazione, qualora non si possa approdare ad un accordo complessivo con gli Istituti di credito. (5-02040)