Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02027 presentata da PROCACCI ANNAMARIA (PROG.FEDER.) in data 19960124

Ai Ministri delle risorse agricole, alimentari e forestali e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: in Abruzzo, soprattutto grazie all'attivita' dei Consorzi, sono stati cementificati o canalizzati ventuno fiumi regionali, con gravissimi danni biologici e compromissione delle capacita' idrauliche; nel 1990 il WWF pubblico' il documento "Necrologio dei fiumi abruzzesi" (copertina nera); il Consorzio di Bonifica Destra Pescara Alento ha proceduto alla cementificazione del fiume Alento, con opere di contenimento dimensionate per "piene" ritenute probabili ogni mille anni; il Consorzio di Bonifica Canale Corfinio - Valle Peligna (Sulmona) - ha distrutto il vecchio acquedotto romano e realizzato un sistema di irrigazione a pressione - contro la volonta' della popolazione - che non ha mai funzionato, al punto che alcuni agricoltori hanno dovuto spezzare le tubazioni per avere l'acqua; lo stesso consorzio ha realizzato enormi vasche di accumulo delle acque che sono rimaste quasi vuote; lo stesso consorzio ha "raddrizzato" il fiume Gizzio, creando un nuovo alveo; il Consorzio di Bonifica di Teramo - Isola Gran Sasso - ha proceduto alla cementificazione di svariati corsi d'acqua minori tra Teramo e Giulianova; il Consorzio di Bonifica Alento Destra Pescara ha cementificato o ingabbiato quasi tutto il fiume Foro; lo stesso Consorzio nel 1988 e' stato coinvolto nel progetto di un inceneritore che sarebbe dovuto sorgere a Chieti, ma che fu fermato per la mobilitazione degli ambientalisti e dei cittadini; analoga mobilitazione impedi' al Consorzio di Bonifica Vestina di realizzare un enorme muro in calcestruzzo lungo alcuni chilometri al lato del fiume Saline; lo stesso Consorzio ebbe notevoli finanziamenti per realizzazione una diga sul fiume Fino; furono effettuati anche espropri di abitazioni ed un nuovo cimitero, in quanto il vecchio sarebbe stato inondato. I lavori si sono bloccati nel 1985; il Consorzio ha pagato a lungo il fermo del cantiere. Oggi il progetto e' abbandonato; a Vasto, il Consorzio di Bonifica Sinistra Trigno Sinello Osento ha canalizzato il torrente Selva. Un progetto che prevedeva lo sbarramento del fiume Sinello per relizzare una diga sul Gissi fu bloccato; il Consorzio di Bonifica di Vasto progetto' l'invaso di Chiauci: uno sbarramento artificiale lungo il fiume Trigno per creare un grande lago; oggi il progetto e' stato purtroppo ripreso nel Libro Bianco del Governo Dini; sempre a Vasto, lo stesso Consorzio di Bonifica ha cementificato il torrente Lebba ed il torrente Buonanotte; il Consorzio di Bonifica Val di Foro aveva iniziato l'intubazione del fiume Arielli, che fu bloccata dal Genio Civile di Chieti per irregolarita'; il Consorzio di Bonifica Corfinio di Pratola Peligna ha avviato la costruzione di una galleria per un canale irriguo alle Gole di San Venanzio (oggi Parco Nazionale del Velino); sul fiume Tavo e' stata prevista la costruzione di una centralina idroelettrica per utilizzare le poche acque non ancora captate del fiume; l'opera e' realizzata, nonostante l'opposizione dei Verdi, per la mancanza delle acque che avrebbero dovuto permetterne il funzionamento; la Regione Abruzzo ha costituito una Commissione di Inchiesta sulla cementificazione dei fiumi, per anni denunciata dai Verdi; le opere citate sono state realizzate generalmente su progetti degli stessi Consorzi di Bonifica; oggi, fermata l'epoca dei grandi finanziamenti, i Consorzi hanno debiti enormi; i Verdi della Regione Abruzzo nell'attuale legislatura hanno presentato una proposta di legge per il loro scioglimento; in Campania e' rimasto celebre il progetto della strada Fondovalle Calore (Salerno) che prevedeva la devastazione di aree di elevatissimo valore naturalistico; esso fu fermato dalla mobilitazione del WWF e delle associazioni ambientaliste alla fine degli anni ottanta; per le vicende legate alla Fondovalle Calore diversi furono gli amministratori incriminati; parimenti in Campania fu fermato nel 1989 il progetto della Diga di Magliano sul Calore che avrebbe dovuto essere una delle piu' grandi d'Europa, con un intervento di sventramento di una zona del Cilento di grande rilevanza naturalistica; l'opera era affidata al Consorzio di Velia; ancora in Campania a cura del Consorzio di Velia, e' stata realizzata - con duro impatto ambientale - la Diga di Piano della Rocca per l'adduzione di acqua alla Piana di Casalvelino, nonostante le analisi effettuate dagli ambientalisti rivelino a Casalvelino la presenza di falda acquifera alla profondita' di circa tre metri; lo stesso Consorzio ha ingabbiato il tratto del fiume Alento a Valle dell'invaso ed ha effettuato interventi artificiali sotto l'aspetto ambientale sugli argini del fiume; sempre in Campania, sotto l'egida del Consorzio Destra Sele, e' stata realizzata una rete di canali poi intubati e, recentemente, era stata proposta un'area a Destra del Sele con falda superficiale quale bacino ricettore di una megadiscarica di R.S.U.; a Faiano (Salerno) a causa della ricchezza di calcare delle acque, i tubi della rete di distribuzione sono soggetti a strozzamenti e questo richiedera' ulteriori, costosi interventi; ancora in Campania, il Consorzio di Bonifica Vallo di Dialo ha cementificato il tratto centrale del fiume Tanagro "inscatolando" tutto il tratto fluviale nei pressi di Polla (SA); il Consorzio di Bonifica Valle Telesina (Campania) ha realizzato la strada del Fondovalle Sclero, a fini "agrituristici" ma con tutte le caratteristiche di una autostrada; in Basilicata, il Consorzio Val D'Agri ha cementificato l'intero alveo creando una "vasca da bagno serpentiforme" lunga tre chilometri e isolando cosi' il fiume Agri dalle falde acquifere sottostanti; particolare e' la situazione della Azienda Autonoma Acquedotti Pugliesi, che gestisce tutte le acque delle Regioni circostanti (Campania, Calabria, Basilicata) penalizzando le esigenze idropotabili, grazie ad una disposizione emanata durante la Secopnda Guerra Mondiale, sta a tutt'oggi captando tutte le sorgenti di Capo-Sele per ragioni "militari" di sicurezza. La gravita' di tale prolungato intervento ha provocato l'abbassamento delle falde ed il Sele e' frequentemente in secca stagionale; in Calabria il progetto per la realizzazione della diga sull'Esaro prevedeva inizialmente una spesa di settanta miliardi mentre la perizia del Consorzio di Bonifica trasmessa nel 1994 all'Agenzia per il Mezzogiorno comportava un onere di milleduecento miliardi!; parimenti in Calabria, per la diga del Metrano, dopo la costruzione dell'invaso, non e' stata affatto realizzata la rete per l'utilizzazione delle acque; dalla Calabria alla Valle d'Aopsta sono state effettuate cementificazioni di fiumi; in Sicilia sono avvenute numerose cementificazioni di fiumi; sono in corso inchieste giudiziarie (con arresti) per irregolarita' negli appalti, soprattutto quelli per la cementificazione dei corsi d'acqua, nei confronti dei consorzi di bonifica Alcatera, Mela, Timeto, Nebrodi; nel 1993 l'Assessore Regionale all'Agricoltura della Regione Sicilia inviava alla Commissione Antimafia un documento relativo alla gestione dei consorzi di bonfica; "un quadro - scriveva l'estensore - di gravissimo deterioramento della gestione amministrativa di molti consorzi, che in questi anni si sono trasformati in formidabili centri di potere e stazioni appaltanti di opere pubbliche per migliaia di miliardi. Purtroppo, non e' dato riscontrare solo irregolarita' amministrative con risvolti penali, ma anche un preoccupante livello di inquinamento" mafioso; "e' preoccupante - dichiara ancora l'estensore - la rilevanza dei lavori pubblici ad essi affidati, soprattutto le opere irrigue con la cotruzione di grandi invasi e delle relative reti di distribuzione. Questi aspetti hanno determinato negli ultimi anni, specialmente con l'intensificarsi dei programmi irrigui, una importante concentrazione di spesa e di potere, sia per quanto riguarda la concessione degli appalti che per l'assunzione di manodopera legata alla manutenzione delle opere di bonifica e all'esercizio irriguo: un affare da quaranta miliardi all'anno"; ancora, in relazione alle opere "si va dal consorzio che progettava un campo da golf in erba, ai pozzi d'acqua rubati, all'idea di realizzare un centro agrituristico, fino alla trovata di un complesso termale, per non parlare delle opere civili"; tra il 1980 ed il 1992 i consorzi hanno gestito circa ottocento miliardi di affari, senza una vera forma di controllo; la Sicilia, con legge Regionale, ha emanato norme per l'abolizione dei consorzi di bonifica; nella sola Sicilia sono state censite, attraverso uno studio a livello universitario, oltre duemila opere idrauliche; in Emilia-Rogmana da tempo si trascina la complessa vicenda della diga di Vetto, megaprogetto a cura del Consorzio di Bonifica Bentivoglio-Enza che, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato dell'ottobre 1994 che annullava la delibera CIPE relativa ai finanziamenti, ha visto di recente la sentenza della Corte di Cassazione favorevole all'ammissibilita' di ricorsi delle associazioni ambientaliste contro la localizzazione dell'opera; nel nostro Paese, dal 1959 ad oggi sono state costruite 170 dighe di grandi dimensioni e quattromila di piccole e medie dimensioni; le dighe dell'Italia Meridionale sono generalmente sovradimensionate. Durante la stagione estiva esse sono vuote e tale fenomeno viene attribuito ad "eventi siccitosi", anche se gli ultimi anni sono stati tra i piu' ricchi di precipitazioni del secolo; resta poi del tutto aperto il problema della mancanza di democrazia nei concorsi i cui consigli di amministrazione sono eletti da piccolissime percentuali di persone con diritto di voto: per citare un esempio casuale, i quindici consorzi di bonifica dell'Emilia-Romagna hanno Consigli eletti da percentuali che variano dallo 0,05 al 2,8 per cento, percentuali che non trovano riscontro in alcun altro ente ad elezione diretta e che testimoniano la mancanza di legittimazione democratica di organismi a cui e' affidata la gestione idraulica di grandi territori; nella risposta ad una interrogazione dei Verdi, l'Assessore Regionale all'agricoltura affermo' che per l'elezione dei Consigli di Amministrazione nel 1991, nel consorzio di Rimini avevano votato 37 persone su 78.340 aventi diritto; per la bonifica Bentivoglio Enza 151 persone su 48.873 mentre per la Parmigiana Maglia hanno votato solo in 348 su 94.527; attualmente i Consorzi di Bonifica non sono sottoposti al referto della Corte dei Conti che controlla solo gli atti con cui il Ministero delle Risorse Agricole approva i singoli progetti annessi al finanziamento e che riguardano opere realizzate su delega del Ministero stesso -: se il ministro ritenga opportuno di verificare l'entita' dei finanziamenti complessivi erogati ai Consorzi di Bonifica, dal 1985, ad oggi, compresi i fondi Comunitari; quale sia oggi la situazione di indebitamento dei Consorzi; per quali ragioni dal 1970 non vengono pubblicati i dati relativi alle piogge e alle sezioni di portata dei fiumi; quale sia la posizione del Governo in relazione al ruolo svolto sino ad oggi dai Consorzi di Bonifica con particolare riferimento alle "opere" realizzate di cui la presente interrogazione rappresenta una assai parziale esemplificazione; quali siano le motivazioni che hanno indotto il Governo, nella reiterazione del decreto-legge, a cancellare la parte che permetteva la estensione della giurisdizione della Coret dei Conti anche ai Consorzi di Bonifica. (5-02027)

 
Cronologia
lunedì 1° gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Inizia il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea.

mercoledì 24 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Valerio Onida e Carlo Mezzanotte vengono eletti al dodicesimo scrutinio giudici della Corte costituzionale.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente Scalfaro affida ad Antonio Maccanico l'incarico di formare un Governo di larghe intese, nella prospettiva di avviare le riforme istituzionali.