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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00878 presentata da CENNAMO ALDO (PROG.FEDER.) in data 19960131

Al Ministro del tesoro. - Per sapere - premesso che agli interroganti risultano i seguenti fatti: i maggiori azionisti dell'Isveimer, sia quando era ente pubblico che dopo la trasformazione in SpA, sono il Banco di Napoli ed il Ministero del tesoro (direttamente o tramite la Casmez); dopo la trasformazione in SpA il Banco di Napoli ha avuto la maggioranza nel consiglio di amministrazione ed ha occupato tutti i posti di responsabilita' negli organi gestionali con la presenza di quattro alti dirigenti; con queste presenze il Banco di Napoli ha avuto ed ha la diretta responsabilita' della conduzione aziendale, con responsabilita' esclusive nelle scelte di politica aziendale e nelle strategie operative, attuate sotto la vigilanza della Banca d'Italia; l'Isveimer ha chiuso il bilancio 1994 con circa 80 miliardi di passivo e quasi certamente maggiore sara' la perdita per il 1995; tali perdite sono riconducibili, ad avviso degli interroganti, essenzialmente alle seguenti cause: l'incompetenza o il presumibile danno nella gestione ed erogazione del credito che si e' orientata a privilegiare crediti finanziari e i cui effetti negativi sono venuti e vengono alla luce con la crescita delle partite in sofferenza; errori di gestione della tesoreria ascrivibili alla capogruppo Banco di Napoli, che doveva istituire una tesoreria unica a livello di gruppo, evitando di fare esso stesso concorrenza alla propria partecipata; potrebbe ravvisarsi una colposa gestione delle strategie commerciali sia della capogruppo che dei dirigenti di essa che operano all'interno dell'Isveimer poiche' da un lato si dismettevano o si chiudevano le filiali periferiche, dall'altro non si stabilivano apposite sinergie per rendere disponibile la rete degli sportelli del Banco per l'acquisizione di nuova clientela da finanziare e per la vendita di obbligazioni e certificati di deposito Isveimer; sono stati evidenziati clamorosi errori organizzativi con ricorrente ristrutturazione degli uffici attuata senza un quadro strategico di riferimento; sono stati compiuti atti gestionali inutili e dispersivi quando non dolosi, come l'acquisto della nuova sede nel centro direzionale di Napoli, costata 70 miliardi e non funzionale alle esigenze aziendali, tant'e' che oggi e' in fitto alla regione Campania; il Banco di Napoli non ha mantenuto gli impegni assunti con il Ministero del tesoro e la Banca d'Italia di concentrare presso l'Isveimer l'intera operativita' di credito mobiliare del gruppo, con l'ampliamento della operativita' a tutti i settori a medio e a lungo termine (anche se cio' era previsto dal progetto di trasformazione dell'Isveimer in SpA), ed al contrario ha mantenuto ed incrementato la propria attivita' sul medio e lungo termine sia nel settore del credito industriale che di quello fondiario; il Banco di Napoli ed il Ministero del tesoro sono venuti meno ai loro obblighi di proprietari, non fornendo sin dal 1983 dell'Isveimer i fondi necessari e l'aumento di capitale, deciso nel 1995, non ha apportato nuovi mezzi finanziari, ma solo il pacchetto azionario di due societa' del gruppo Banco Napoli, Finban e BN commercio e finanza, di cui quest'ultima ha chiuso il bilancio 1994 con venti miliardi in perdita, i conti del 1995 non si presentano migliori ed il Tesoro ha utilizzato un proprio credito accantonato nel bilancio Isveimer -: se risponda al vero che sarebbero in corso contatti con Mediocredito, interessato ad una partecipazione Isveimer per incrementare le proprie attivita' nell'intero mezzogiorno d'Italia; se non ritenga il Ministro di intervenire perche': l'Isveimer sia ripatrimonializzata anche attraverso l'emissione di azioni da collocarsi sul libero mercato; venga sostituita la dirigenza di provenienza del Banco di Napoli, che ha dimostrato scarsissima competenza e nessuna professionalita'; siano accertate tutte le responsabilita' gestionali riconducibili a negligenza o dolo; venga garantito un riassetto organizzativo e gestionale, con la valorizzazione di risorse interne e l'immissione di nuove e riconosciute competenze esterne; sia salvaguardato il ruolo ed il livello occupazionale dell'Isveimer. (3-00878)

 
Cronologia
mercoledì 24 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Valerio Onida e Carlo Mezzanotte vengono eletti al dodicesimo scrutinio giudici della Corte costituzionale.

giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente Scalfaro affida ad Antonio Maccanico l'incarico di formare un Governo di larghe intese, nella prospettiva di avviare le riforme istituzionali.