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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02077 presentata da VOCCOLI FRANCESCO PAOLO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19960207

Al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che: le sorti dello stabilimento siderurgico di Taranto dopo l'operazione di privatizzazione e la conseguente acquisizione dello stabilimento da parte del gruppo Riva continuano a destare serie preoccupazioni, per la tenuta dei livelli occupazionali, per le condizioni di sicurezza, per la tenuta ambientale, per le condizioni di lavoro da parte delle maestranze, per le ricadute sociali e di sviluppo sul territorio Ionico; il gruppo Riva, malgrado le continue assicurazioni date di volta in volta ai parlamentari della Commissione attivita' produttive della Camera, alle organizzazioni sindacali ed agli organi di stampa in merito a investimenti futuri, non ritiene necessario dare alcuna risposta ai pressanti appelli affinche' venga reso noto il contratto di compravendita dello stabilimento stipulato tra IRI e gruppo Riva; il gruppo medesimo non chiarisce nulla a proposito di "fughe" di ricambi di notevoli dimensioni e di pezzi di impianti, che, a quanto risulta all'interrogante verrebbero dirottati nel bresciano presso le aziende Ormis e Nuova Sigma ove verrebbero ripristinati e collaudati per poi prendere il volo verso la Cina di Taiwan; li' su commessa "chiavi in mano" la azienda Danieli-progettazione sta realizzando uno stabilimento simile a quello presente a Taranto; a tutto cio' l'interrogante aggiunge di essere venuto a conoscenza che ad uno dei maggiori fornitori europei di magnetite per refrattari, la Magis (Germania), dopo colloqui con dirigenti aziendali circa la possibilita' di effettuare un contratto, e' stato risposto che "l'azienda per ora non ha ancora deciso nulla a proposito del mantenimento dell'area a caldo dello stabilimento. Gli stessi investimenti promessi di Riva riguardano quasi esclusivamente interventi nella cosiddetta "area a freddo" confermando dubbi e perplessita' su tenute positive della parte del ciclo produttivo che riguarda l'area a caldo. Se tutto cio' rispondesse al vero, verrebbero ulteriormente rafforzate le tesi (molte in verita') secondo cui il gruppo Riva ha acquistato lo stabilimento solo per fare profitti, rivendere tutto e sparire"; le dismissioni dell'area a caldo (area ghisa, acciaierie), oltre a determinare altre migliaia di disoccupati provocherebbero, per ricaduta, ulteriori lacerazioni nelle aziende d'appalto gia' compromesse da anni dalla non attuazione di un processo di reindustrializzazione promosso dai vari Governi succedutisi in questi anni e mai realizzati. Nessuna risposta e' inoltre giunta dal gruppo Riva alle richieste delle aziende consociate Icrot, Sidermontaggi, Gescom, che nel piano di compravendita dovevano rientrare nel gruppo (protocolli d'intesa Iri - sindacati di categoria); cosa intenda fare il Governo e il ministro per verificare la veridicita' o meno dell'operazione sopra descritta che vedrebbe la vendita di pezzi di ricambi a paesi esteri e sguarnendo i magazzini di Taranto; csa intenda fare il Governo per garantire che non venga smantellata l'area a caldo, preludio della chiusura negli anni dell'intero stabilimento, magari dopo la realizzazione di ingenti profitti in loco da parte del gruppo Riva. (5-02077)

 
Cronologia
giovedì 1° febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente Scalfaro affida ad Antonio Maccanico l'incarico di formare un Governo di larghe intese, nella prospettiva di avviare le riforme istituzionali.

mercoledì 7 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva in seconda lettura, con 339 voti a favore e 39 contrari, la proposta di legge: Norme contro la violenza sessuale (A.C. 2576-B), che sarà approvata in via definitiva dal Senato il 14 febbraio (legge 15 febbraio 1996, n. 66).

mercoledì 14 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Antonio Maccanico rinuncia all'incarico, attribuendo al Polo delle Libertà la responsabilità dell'insuccesso.