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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00883 presentata da SORIERO GIUSEPPE (PROG.FEDER.) in data 19960214

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dell'interno, del bilancio e programmazione economica e dei lavori pubblici, per sapere - premesso che: gli interpellanti, con vari atti di sindacato ispettivo, hanno piu' volte sollecitato il Governo ad intervenire nei confronti della situazione grave che caratterizza da tempo l'amministrazione del comune capoluogo della regione Calabria; una vistosa trascuratezza caratterizza ancora le strade, le piazze e le altre basilari infrastrutture (rete idrica, fognature, cimiteri) della citta' di Catanzaro; i cantieri delle piu' importanti opere pubbliche appaltate sono bloccati da anni tanto da assurgere a vere e proprie "incompiute"; il caso piu' eclatante, che in questi giorni desta allarme nell'opinione pubblica cittadina, riguarda la realizzazione del nuovo teatro, i cui lavori, in seguito a un lungo ed inquietante contenzioso tra l'amministrazione comunale e la ditta appaltatrice, sono sospesi ormai dal 12 maggio 1994; a questo punto, lo stesso completamento di tale importante opera viene seriamente messo in dubbio; e' urgente intervenire per modificare le cause che stanno all'origine di una cattiva amministrazione che influisce sulla qualita' della vita di tutti i cittadini, e colpisce duramente i lavoratori e le imprese -: quali siano le risultanze emerse dalla ispezione ministeriale sugli atti dell'amministrazione comunale di Catanzaro attivata a seguito della richiesta fatta dal prefetto di Catanzaro l'8 marzo 1993 e conclusa con relazione del 26 aprile 1993; se, in particolare, risponda a verita' la circostanza che la richiamata ispezione abbia evidenziato un intreccio di interessi che coinvolge anche alcuni funzionari dell'amministrazione comunale; se l'amministrazione comunale abbia assunto provvedimenti in riferimento a funzionari piu' coinvolti in quegli interessi; se sia vero che addirittura, recentemente, presso l'ufficio tecnico del comune di Catanzaro sia stato riassunto un architetto che, nel dicembre 1982, era stato destituito dall'impiego comunale per essere implicato nel reato di concussione in relazione ad uno scandalo edilizio ("caso Cassiodoro") che sorti' esiti deteriori per la citta'; se sia vero che le affrettate fasi di tale riassunzione abbiano persino evitato l'esplicazione delle procedure disciplinari ineludibilmente previste dalla legge n. 19 del 1990; se risulti al Governo che, in relazione a comportamenti cosi' discrezionali, il procuratore generale presso la Corte dei conti della Calabria abbia disposto l'acquisizione di tutti i provvedimenti amministrativi relativi; quali siano le iniziative che il Governo intenda assumere sia per controllare la regolarita' della riassunzione gia' citata, sia per indurre l'amministrazione comunale a garantire, attraverso una trasparente e fattiva operativita' dell'ufficio tecnico comunale di Catanzaro, il piu' sollecito completamento delle tante opere attualmente sospese nonche' la diligente esecuzione degli interventi manutentori delle vitali infrastrutture cittadine; se il Governo non ritenga necessario a tal fine impegnare gli uffici ispettivi dei ministeri competenti, per accertare le ragioni del blocco degli investimenti e per individuare le soluzioni operative e finanziarie in grado di assicurare in tempi brevi alla citta' la realizzazione di importanti infrastrutture e servizi. (2-00883)

 
Cronologia
mercoledì 7 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva in seconda lettura, con 339 voti a favore e 39 contrari, la proposta di legge: Norme contro la violenza sessuale (A.C. 2576-B), che sarà approvata in via definitiva dal Senato il 14 febbraio (legge 15 febbraio 1996, n. 66).

mercoledì 14 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Antonio Maccanico rinuncia all'incarico, attribuendo al Polo delle Libertà la responsabilità dell'insuccesso.

venerdì 16 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Scalfaro scioglie le Camere (DPR n. 63) e fissa per il 21 aprile le nuove elezioni politiche (DPR n. 64).