Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00592 presentata da PEZZONI MARCO (PROG.FEDER.) in data 19960214
La III Commissione, premesso che: nel processo di pace in Bosnia-Erzegovina, come risulta anche dai piu' recenti fatti di cronaca, permangono incertezze, difficolta' e rischi, non ultimi quelli che possono coinvolgere la presenza del contingente militare italiano a Sarajevo; la responsabilita' politica del nostro paese e' accresciuta, oltre che dalla partecipazione militare alla missione di pace e dalla particolare collocazione geografica, dalla contemporanea presidenza semestrale dell'Unione europea e dalla nostra presenza nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; il rientro dei due milioni e mezzo di profughi non si presenta solo come un'operazione difficile sul piano tecnico-operativo, ma si configura come un vero e proprio processo sociale, economico e culturale di ricostruzione dalle fondamenta di una societa' distrutta dalla guerra e, dunque, come un cammino di enorme complessita', il cui successo dipendera' da molteplici fattori, non ultimi la costruzione di garanzie democratiche per il pluralismo e per i diritti umani; accanto al ruolo dei militari, andrebbe contemporaneamente sviluppata una costante e approfondita azione di "monitoraggio" degli atteggiamenti e degli orientamenti politici, sociali, culturali e persino psicologici dei vari attori chiamati a costruire una Bosnia democratica e capace di nuova convivenza; la decisiva azione di ricostruzione economica dei territori della ex-Jugoslavia dovra' contare non solo sul piano predisposto dalla Banca mondiale, ma su una nuova capacita' dell'Unione Europea e dell'Italia di costruire una integrazione a tutti i livelli con l'intera area bosniaca, prevedendo il collegamento di quei territori con le grandi reti transeuropee dei trasporti, dei servizi, energia e telecomunicazioni, valorizzando inoltre quella cooperazione decentrata scesa in campo sin dall'inzio del conflitto con l'ampia ed importante attivita' di volontari e tecnici italiani appartenenti ad associazioni umanitarie, ONG, enti locali, che non solo svolgono tuttora un ruolo essenziale, ma rappresentano anche una insostituibile rete di presenze intelligenti e attive nel territorio; impegna il Governo a: costituire un "Osservatorio permanente" sugli sviluppi della situazione in loco, che si avvalga di tutti gli strumenti disponibili ed attinga a tutte le fonti interne ed internazionali siano esse diplomatiche, istituzionali, sociali, politiche, religiose, per fornire ed aggiornare continuamente I dati sulla situazione e meglio conoscere le tendenze in corso nello scenario bosniaco; potenziare le capacita' di conoscenza e di moltiplicazione dei rapporti e dei contatti in ogni direzione della nostra Ambasciata a Sarajevo; mettere settimanalmente i suddetti dati a disposizione del Parlamento italiano, attraverso le Commissioni esteri di Camera e Senato; svolgere una specifica azione in tutte le sedi, a partire dall'UE, perche' si arrivi a definire un quadro unitario e concertato delle iniziative economiche, umanitarie, culturali nell'opera di ricostruzione, valorizzando al massimo i soggetti motori della cooperazione decentrata, le regioni, le citta' e le camere di commercio impegnate in numerose forme di partenariato; sostenere la realizzazione e la diffusione di "Ambasciate della democrazia locale", come ponte di cooperazione sociale, economica e umanitaria tra i nostri enti locali il nostro volontariato e differenti realta' locali in territorio bosniaco come gia' proposto dai comuni di Bologna, Brescia, Cremona, Alba; favorire la ripresa delle forme di partecipazione democratica e di ricostruzione del tessuto socio-culturale stesso nelle repubbliche dell'ex-Yugoslavia, attraverso il sostegno europeo allo sviluppo pluralistico della stampa, dei media, dell'iniziative culturali locali. (7-00592)