Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00023 presentata da CAVERI LUCIANO EMILIO (MISTO) in data 19960509
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: in un'interrogazione parlamentare del 1992 (4-02538) l'interrogante ha sollevato, cosi' come avvenne in altre occasioni, anche successive, la questione della pericolosita' della centrale nucleare Superphoenix di Creys-Malville in Francia; dalla risposta si evinceva che difficilmente l'impianto sarebbe stato riavviato dopo un arresto dovuto a gravi motivi di sicurezza; ora il Governo francese, malgrado il crescere di un vasto movimento d'opinione internazionale contrario al riavvio, ha consentito la ripresa dell'attivita'; questa circostanza crea preoccupazione e sconcerto anche per le delicate implicazioni dovute alle emergenze possibili in tutte le zone piu' vicine all'impianto, compresa la vasta zona del Nord-Ovest d'Italia; si ricorda inoltre che la centrale nucleare francese ha fra i propri azionisti l'ENEL italiano e questo ha comportato, fra l'altro, la costruzione di un gigantesco elettrodotto che ha attraversato la Valle d'Aosta, deturpandone il paesaggio -: quali valutazioni sulla situazione diano le autorita' italiane e quali notizie giungano dal Governo francese; se non si ritenga di chiedere al Governo francese di chiudere la centrale e di proporre in sede comunitaria una politica che porti alla chiusura di impianti "a rischio"; se la Protezione civile sia dotata di piani di intervento nel caso di un pericoloso guasto nella centrale nucleare francese, e quali informazioni siano state fornite alle popolazioni interessate. (4-00023)
Gli aspetti di sicurezza della centrale Superphoenix sono oggetto di un'attenzione particolare da parte delle Autorita' governative di Parigi nonche' da parte dell'Autorita' di Sicurezza francese nell'assunzione delle decisioni attinenti all'esercizio della centrale. Tale attenzione si traduce, tra l'altro, in atteggiamenti di piu' puntuale ed ampia informativa relativamente alle operazioni della centrale stessa e dei vari interventi effettuati. In data 11 luglio 1994 la Societa' NERSA, gestore dell'impianto, ha ottenuto un nuovo decreto autorizzativo che pero' ne modificava le finalita' privilegiando le attivita' di ricerca rispetto alla produzione di energia elettrica, che e' ora un compito secondario. In base al decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica francese il 12 luglio 1994, l'impianto Superphoenix e' da considerare un reattore destinato anche alla ricerca ed alla dimostrazione. In particolare esso dovrebbe essere utilizzato per la messa a punto di processi di distruzione di rifiuti radioattivi a lunga vita prodotti nel funzio-namento delle centrali nucleari. Sul-l'idoneita' del Superphoenix a tale sperimentazione si e' teste' favorevolmente pronunciata un'apposita commissione scientifica indipendente, insediatasi nell'ottobre 1995. Attualmente gli esercenti della centrale hanno una autorizzazione che permette di portare il reattore al 30 per cento della sua potenza nominale. Da notizie assunte da organi competenti si e' appreso che i malfunzionamenti a cui e' andato soggetto l'impianto e che hanno motivato il suo arresto non hanno causato alcuna emissione di sostanze radioattive in quanto non hanno coinvolto, neppure in minima parte, la sezione nucleare della centrale. Al fine di conoscere le reali conseguenze radiologiche che un eventuale incidente dell'impianto possa avere sul territorio italiano ed anche a seguito delle apprensioni e dubbi manifestati dalle regioni confinanti e da varie associazioni, circa l'efficienza e la sicurezza dello stesso, il Dipartimento della protezione civile dopo aver acquisito, attraverso i canali internazionali, la documentazione relativa ai rapporti di sicurezza presentati dalla NERSA, dalla Commissione francese incaricata dell'inchiesta pubblica e prevista dalle norme in vigore in quel Paese per la riattivazione della centrale, nonche' dalla DSIN, autorita' francese di sicurezza nucleare, ha incaricato l'ANPA (Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente) di effettuare una approfondita analisi sugli standards di sicurezza offerti dall'impianto. Le valutazioni dell'ANPA, con l'individuazione dei possibili scenari incidentali che possono interessare il nostro Paese, sono state richieste anche nell'ottica di integrare opportunamente il Piano Nazionale di Emergenza Nucleare in via di definizione presso il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio e che quanto prima sara' divulgato e trasmesso a tutte le Amministrazioni interessate. Per quanto concerne la pianificazione delle emergenze, il Decreto Legislativo 230/95, in vigore dal 1 gennaio di quest'anno prevede che la presidenza del Consiglio - Dipartimento per la Protezione Civile, d'intesa con il Ministero dell'interno, predisponga un piano nazionale di misure protettive contro le emergenze radiologiche in tutto il territorio nazionale. Il Decreto fa espresso riferimento, in relazione a tale piano, alle conseguenze di incidenti che avvengono presso impianti nucleari situati al di fuori del territorio italiano. Per quanto attiene specificamente al sito di Creys-Malville, ove e' ubicato l'impianto Superphoenix, l'ANPA ha effettuato valutazioni dettagliate circa le conseguenze radiologiche derivanti sul territorio italiano dagli incidenti ipotizzati dal rapporto preliminare sulla sicurezza dell'impianto in questione. Da notizie assunte dall'ANPA, per compiere tali valutazioni, sono stati attivati contatti con il progettista e con l'esercente dell'impianto stesso. Lo studio indica che, anche in considerazione della condizione orogeografica specifica, quegli incidenti - ove effettivamente si verificassero - non determinerebbero in Italia esposizioni significative a sostanze radioattive e comunque non verrebbero raggiunti i livelli di dose di riferimento per l'attivazione di un'emergenza nucleare raccomandati a livello internazionale. L'ANPA non considera tuttavia conclusivi tali risultati, in quanto ritiene necessario un ulteriore approfondimento su come debba essere trattata la problematica derivante da ipotetici incidenti di rilevante gravita' per un impianto prototipo quale il Superphoenix. Il problema del Superphoenix e' stato anche piu' volte affrontato dalla Commissione Mista italo-francese istituita per i problemi relativi ad incidenti transfrontalieri. Di recente, a seguito delle richieste avanzate da parte italiana, le Autorita' francesi hanno autorizzato l'invio in loco di un gruppo di tecnici italiani per prendere visione delle procedure di sicurezza ivi previste. Il sopralluogo, che sara' effettuato in tempi brevi, potra' fornire ulteriori elementi di valutazione per l'avvio delle opportune iniziative di vigilanza e tutela delle popolazioni interessate. Per quanto riguarda l'elettrodotto che attraversa la Valle d'Aosta, L'ENEL ha informato che lo stesso fa parte di una rete di interconnessione fra Paesi Europei e, conseguentemente, non ha alcuna relazione con la centrale di Creys-Malville. La Regione Piemonte, tenendo anche conto della rete di allarme nazionale, si sta attrezzando per essere in grado di rilevare prontamente i livelli di radioattivita' sul proprio territorio al fine di predisporre adeguati provvedimenti. A tale proposito e' in corso un'attivita' di collaborazione tra la stessa Regione Piemonte e l'ANPA per definire le modalita' operative del suddetto rileva. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Fassino.