Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00044 presentata da WIDMANN HANS (MISTO) in data 19960509
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: il tg1 ha mandato in onda nel secondo numero di tv7 un servizio su alcuni orfanotrofi della Cina. Gli operatori dell'emittente britannica Channel Four sono riusciti a mostrarci l'immagine piu' vergognosa del mondo. Ci hanno mostrato bambini legati alle panche, corpicini scheletrici, bambini lasciati morire in un angolo avvolti solo dei loro escrementi. Ci hanno raccontato degli aborti forzati e delle iniezioni letali. Tutto cio' gia' sapevamo, perche' l'avevano gia' riferito altri giornali sia nazionali, sia internazionali (ad esempio, Spiegel, il quale aveva pubblicato un articolo sugli orfanotrofi statali cinesi) -: come intenda muoversi il Governo contro questa crudelta'; se i fatti denunciati siano conosciuti dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro degli affari esteri, e, ove fossero confermati, quali provvedimenti intendano prendere per difendere i diritti dell'uomo, ma ancor di piu' i diritti dei bambini; quali proposte e sanzioni presentera' il Governo presso l'ONU nei confronti della Cina. (4-00044)
In relazione a quanto segnalato dall'onorevole Interrogante si fa presente che la denuncia di gravissimi maltrattamenti nei confronti di minori handicappati, che avrebbero avuto luogo in Cina in un orfanotrofio di Shanghal, e' stato oggetto di attenta valutazione da parte del Governo italiano, cui e' subito seguita una tempestiva azione diplomatica sia sul piano bilaterale che su quello multilaterale. La denuncia si prestava in effetti, oltre alla richiesta di chiarimento sull'intollerabile caso specifico, a mettere in luce una particolare situazione di disagio esistenti in Cina nel campo dell'assistenza ai minori abbandonati. Fenomeno che in Cina, a causa della politica di controllo delle nascite perseguita dal Governo, assume particolare rilevanza. Le famiglie infatti, spinte da una rigorosa politica fiscale ad avere un solo figlio, spesso non accettano un figlio minorato, abbandonandolo alle istituzioni pubbliche. Cio' avverrebbe in non pochi casi soprattutto nelle zone rurali, anche nel caso di nascita di figlie femmine. Su tale tema specifico, la nostra azione in campo internazionale e' stata di particolare rilievo durante la presidenza del semestre comunitario ed e' stata condivisa ed appoggiata dai nostri partners. La questione e' stata inoltre ripetutamente trattata, a livello esperti, in incontri di concertazione con numerosi altri partners occidentali in materia di diritti dell'uomo. La nostra azione ha infine ricevuto espressi riconoscimenti sul piano internazionale anche da parte di alcune tra le piu' qualificate organizzazioni non governative, operanti specificamente nel settore dei diritti umani. La questione e' stata sollevata direttamente a Pechino a livello di Governo nell'ambito del dialogo sulla protezione e la promozione dei diritti dell'uomo, in corso tra l'unione Europea e la Repubblica Popolare Cinese fin dal 1995. Durante la visita a Pechino avvenuta nel gennaio 1996 da parte della Troika europea (presidenza italiana con la partecipazione di Spagna e Irlanda) la questione del trattamento dei minori negli orfanotrofi statali ed in particolare dei minori handicappati e' stata posta molto esplicitamente alle autorita' cinesi, chiedendo di entrare in possesso dei risultati dell'inchiesta relativi ai fatti denunciati, di conoscere i mezzi e le strutture approntate dal Governo per affrontare il problema e le linee di politica sanitaria e sociale perseguite dalla Cina in questo campo. Le Autorita' cinesi hanno contestato radicalmente la veridicita' dei fatti denunciati, che sarebbero artatamente costruiti, secondo quanto appurato da una loro inchiesta, per discreditare all'estero la Repubblica Popolare Cinese. A prova della loro buona fede in questa vicenda, esse si sono tuttavia dimostrare abbastanza disponibili, permettendo alla delegazione dell'unione Europea di visitare alcune strutture esistenti a Pechino e di avere chiarimenti, in un incontro con i diretti responsabili, su politiche ed impegni finanziari destinati alla protezione dei minori abbandonati. Su nostra richiesta e' stata inoltre organizzata una visita a Shanghai tanto nell'orfanotrofio incriminato che in un secondo orfanotrofio in cui, secondo denunce della stampa di Hong Kong, si sarebbero verificati analoghi episodi. A tali visite a Shanghai hanno partecipato diplomatici europei di stanza a Shanghai assieme a giornalisti occidentali. Le visite, dai rapporti preparati dai nostri diplomatici, non hanno fatto rilevare, come era prevedibile, nulla di particolare. I bambini ricoverati sono apparsi ben curati ed assiduamente assistiti da numeroso personale medico e paramedico, mentre le strutture, pur non particolarmente moderne, apparivano rispondere alle necessita' dei minori assistiti. Si e' inoltre appreso dell'esistenza nel Paese di numerose strutture private, adibite allo scopo, su cui le Autorita' esercitano una funzione di controllo. E' stato proposto alle Autorita' cinesi di studiare in comune un programma di cooperazione tecnica. nel campo dell'assistenza di minori abbandonati, che potrebbe essere finanziato dall'unione Europea, raccomandando inoltre che, data l'ampiezza del fenomeno, altre forme di assistenza vengano sviluppate in collaborazione con l'UNICEF, con cui il Governo cinese e' ora in contatto, ed a cui avrebbe permesso a partire dal 1966 di svolgere alcune attivita' in Cina. In sede multilaterale la questione e' stata trattata nel corso dei lavori della 52ma sessione della Commissione dei Diritti dell'Uomo, che si e' tenuta a Ginevra dal 18 marzo al 26 aprile 1966. In tale sessione l'Italia, nella sua veste di presidente di turno dell'Unione Europea, ha presentato un progetto di risoluzione sulla violazioni dei diritti dell'uomo in Cina in cui la questione del trattamento dei minori veniva evocata. Oltre ai 15 Paesi comunitari il progetto di risoluzione e' stato patrocinato da tutti gli altri Paesi occidentali inclusi Stati uniti e Giappone. Tuttavia ancora una volta la Cina con un espediente procedurale (la presentazione di una mozione di non presa in considerazione, "No action motion", approvata con 27 voti favorevoli, 20 contrari tra cui tutti gli occidentali e 6 astensioni" e' riuscita ancora una volta, la quinta dai fatti di Tien A Men del 1989, ad evitare l'approvazione del progetto di risoluzione e con essa la condanna della Commissione dei Diritti dell'uomo. Al di la' del risultato della votazione, dovuto prevalentemente alla composizione (53 membri) della Commissione, si ritiene che con tale iniziativa, che ha avuto una vasta eco sia in ambiente societario che sui mezzi di informazione internazionale, si sia esercitata una forte pressione sulla Cina in materia di trattamento dei minori e piu' in generale sui numerosi casi di violazioni dei diritti dell'uomo in Cina, che non potra' non avere effetti sulla sensibilita' delle Autorita' cinesi in questa materia. Nel riconoscere la vastita' del problema a cui le Autorita' di Pechino si vedono confrontate, in un Paese con una popolazione di un miliardo e trecento milioni di abitanti, si e' inoltre instaurato con loro, su basi paritetiche un utile dialogo che avra' frequenza regolare. Superando almeno sul piano bilaterale, il pervicace rifiuto di principi a dibattere di questi temi, e' stato avviato con il Governo di Pechino, per il tramite dell'unione Europea, un franco e costruttivo dialogo nel campo dei diritti umani che, si auspica, possa portare in un prossimo futuro ad un maggiore coinvolgimento della Cina su tali temi ed a reali progressi in quel Paese nel campo della tutela dei diritti dell'uomo ed ancor piu' in quelli dei diritti del fanciullo.