Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00163 presentata da PASETTO NICOLA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960515
Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: con decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito in legge con il provvedimento dell'8 agosto 1992, n. 359, veniva istituita la famigerata ISI, imposta che andava a gravare sugli immobili, poi sostituita dall'altrettanto famigerata ICI; in sede di applicazione di detta imposta vennero commessi errori grossolani da parte degli uffici, e cio' a causa di estimi catastali risultati errati; a titolo esemplificativo, per la citta' di Verona vennero applicate aliquote elevatissime, proprio a causa di un errore nella determinazione degli estimi; i cittadini pagarono comunque, con l'assicurazione che, in sede di revisione degli estimi, si sarebbero poi previste le modalita' per il rimborso delle somme sborsate indebitamente; gli estimi sono stati effettivamente rivisti, ma ai cittadini che chiedono il rimborso dell'imposta straordinaria, sugli immobili non e ancora stato restituito alcunche'; in ogni caso, sarebbe opportuno che, questa maggioranza di Governo si impegnasse a rivedere anche la filosofia dell'imposta stessa, risultata essere una delle piu' odiose forme di persecuzione del cittadino imposte dai Governi della "prima Repubblica" -: se il Governo abbia allo studio l'abolizione, o comunque la revisione, dell'ICI, in ogni caso, con quali modalita' ed in quali tempi il Governo intenda provvedere alla restituzione ai cittadini italiani, in particolare a quelli veronesi che in misura maggiore hanno subi'to tale ingiustizia, delle somme riscosse in forza di estimi catastali errati. (4-00163)
Nell'interrogazione cui si risponde la S.V. Onorevole, nello svolgere talune considerazioni in merito all'applicazione dell'imposta comunale sugli immobili (I.C.I) ai valori determinati sulla base di estimi catastali che risulterebbero spesso errati, in particolare con riferimento al comune di Verona, chiede di conoscere se non si ritenga opportuno procedere ad una abolizione o, quantomeno ad una revisione, della disciplina della suddetta imposta, e comunque come si intenda provvedere ai rimborsi delle somme indebitamente riscosse sulla base di estimi poi rivelati si errati. A tale proposito, e' opportuno innanzitutto evidenziare come la questione sollevata sia gia' da tempo all'attenzione di questa Amministrazione, che, in seguito alla revisione degli estimi, attuata con il decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 558, e successive modificazioni aveva ravvisato l'esigenza di disporre i rimborsi delle somme indebitamente corrisposte e di stabilirne le modalita' di effettuazione, in particolare con riguardo all'anno d'imposta 1993. Pertanto, era stato predisposto uno schema di regolamento, allo scopo di addivenire alla soluzione del delineato problema; tuttavia, a causa di alcune problematiche tecnico-procedurali affiorate durante 1'iter che avrebbe dovuto condurre all'emanazione del regolamento, non si e' alfine potuto pervenire all'adozione dello stesso. Di conseguenza, atteso che era, in particolare, emersa l'opportunita' di procedere mediante adozione di disposizioni legislative di carattere primario, questa Amministrazione ha posto allo studio la predisposizione di una specifica norma volta a dare definitiva soluzione alle problematiche sollevate. Per quanto concerne, invece, l'ipotesi di revisione della disciplina dell'I.C.I. (tributo che, e' il caso di rammentare, e' stato concepito nell'ambito del progetto di razionalizzazione del sistema impositivo locale, in un piu' globale disegno che prevede, fra l'altro, una maggiore autonomia impositiva a livello locale, ed e' quindi coerente con le linee dell'auspicato federalismo, sotto il profilo del decentramento fiscale), si fa presente che e' nell'intenzione del Governo procedere ad una radicale riforma dell'intero sistema fiscale, e, pertanto, in tale contesto potra' valutarsi l'opportunita' di apportare taluni correttivi alla suddetta disciplina, comunque indirizzati ad attribuire ai comuni una piu' piena autonomia nella gestione del tributo medesimo. Il Ministro delle finanze: Visco.