Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00116 presentata da MANTOVANI RAMON (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19960515
Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che risulta all'interrogante che: dal 23 dicembre 1995 l'esercito federale messicano di stanza nelle Chiapas sta attuando una operazione militare denominata "Arcoiris", con lo scopo d'impedire l'accesso di stranieri ai villaggi indios della Selva Lacandona; la trattativa di pace tra l'esercito zapatista di liberazione nazionale (Ezln) e i rappresentanti del presidente del Messico Zedillo prosegue con alti e bassi. Forti sono le tentazioni, specialmente con l'approssimarsi della stagione secca, di ripetere anche quest'anno l'offensiva militare lanciata nel febbraio del 1995, che ha comportato la fuga dai villaggi della popolazione indios, la distruzione dei raccolti e delle infrastrutture, l'arresto di decine di persone legate al movimento per i diritti degli indios chiapanechi; con l'attuazione del piano "Arcoiris" si vuole impedire che occhi indiscreti, specialmente volontari delle Ong e dei diritti umani, possano vedere e documentare l'eventuale attivita' repressiva dell'esercito messicano sulla popolazione indigena; dalla fine dell'offensiva militare della primavera 1995, infatti, la presenza di osservatori internazionali e di volontari delle Ong ha scoraggiato l'esercito messicano a risolvere manu militari una questione che investe elementari diritti dell'uomo ed il futuro stesso della democrazia di quel Paese; la situazione e' al limite dell'esplosione: centinaia di pattugliamenti sono eseguiti con decine di autoblindo e camions militari, con soldati armati di tutto punto, con sorvoli di aerei ed elicotteri militari a bassa quota; questa situazione, che si protrae da alcuni mesi, costringe migliaia di indios delle comunita' interessate a rimanere nelle aree abitate, per paura di essere soggetti a provocazioni. Questo ha effetti disastrosi sulla loro modesta economia: e' infatti il periodo della raccolta del caffe', spesso unica sussistenza per la comunita'; anche a cittadini italiani e' stato vietato l'ingresso nella Selva Lacandona -: se non ritenga urgente un intervento del Governo italiano su quello del Messico affinche' gli intenti di dialogo piu' volte dichiarati non rimangano solo sulla carta; se non ritenga di dover richiedere al governo del Messico la liberta' d'ingresso nella Selva Lacandona per i volontari ed i rappresentanti delle Ong e dei comitati per i diritti umani; se non ritenga di dover investire, anche nella qualita' di Presidente di turno dei Ministri degli esteri dell'Unione europea, l'unione stessa in una iniziativa di pressione sul governo messicano, predisponendo anche l'avvio di un piano di aiuti alle popolazioni indios del Chiapas. (4-00116)
Per quanto riguarda la situazione delle popolazioni indios del Chiapas, richiamata dall'Onorevole Interrogante, l'Insurrezione avvenuta in quell'area - pur lungi dall'essere risolta - ha da tempo perduto l'iniziale virulenza; il Governo messicano, dopo la fase piu' acuta del conflitto, ha quindi scelto la via del dialogo e della trattativa, cosciente del fatto che il problema della regione non e' tanto una questione militare, quanto il risultato di secoli di emarginazione, isolamento e arretratezza. Di cio' sembrano convinti anche gli zapatisti, che hanno scelto la via della trattativa, affermando tra l'altro di voler fare del loro movimento un partito politico. Il dialogo dunque procede, anche se tra alti e bassi, ed ha portato ad un accordo sull'agenda del negoziato fra Governo e l'esercito zapatista di liberazione nazionale e ad un altro accordo sui diritti culturali delle comunita' indigene. Il Governo messicano, inoltre, soprattutto dopo la visita del Presidente Zedillo nel Chiapas, sta cercando di mettere in atto una serie di misure amministrative, educative e socio-economiche atte a rafforzare la sua immagine presso le popolazioni indigene. Le restrizioni alla liberta' di movimento possono effettivamente apparire eccessive. Ad esse non sono comunque estranee ragioni di sicurezza, dal momento che insorti in armi sono ancora attivi nella zona. L'Italia e l'Unione Europea seguono in ogni caso da vicino l'evoluzione della situazione, come dimostra il recente sopralluogo effettuato da Ambasciatori dell'Unione Europea a seguito del quale e' risultato che le rigide misure di sicurezza non implicano necessariamente una precisa volonta' del Governo messicano di tenere lontani occhi indiscreti. Per quanto concerne piu' precisamente l'attivita' di cooperanti, essa e' in realta' soggetta a controlli da parte dell'Istituto National de Migracio'n, sia alle frontiere internazionali che all'interno del Paese. La loro attivita', importantissima dal punto di vista umanitario, non e' esente in effetti da attriti con le autorita' locali, agli occhi delle quali i cooperanti si presentano talvolta quasi come rappresentanti delle istanze delle popolazioni indigene. La Delegazione della Commissione Europea presente in Messico svolge comunque un'opera essenziale nella soluzione dei problemi dei visti di soggiorno dei singoli cooperanti. L'Italia, nella sua veste di Presidente di turno dell'U.E., ha svolto un ruolo determinante nell'approvazione del mandato negoziale per l'accordo di partenariato con il Messico, di cui e' parte integrante anche una dichiarazione politica. In essa figurano quei principi di tutela dei diritti umani che sono alla base dell'azione politica dell'Unione e l'implicita reiterazione dei passi sin qui svolti dall'Europa per far si' che la crisi del Chiapas possa trovare un'equilibrata soluzione. Il Governo italiano e', ovviamente, conscio dell'esigenza di seguire molto da vicino, di concerto con i partners dell'Unione Europea, l'evoluzione della situazione. Esso non manchera' di intervenire nuovamente se la stessa dovesse registrare un peggioramento. Per quanto concerne l'eventuale erogazione di aiuti sul piano bilaterale e' da tener presente che, pur essendo il Messico ancora incluso tra i Paesi in via di sviluppo, e' altresi' membro dell'OCSE ed e' classificato dalla Banca Mondiale tra i Paesi con reddito medio-alto: il nostro Paese non puo' pertanto attuare programmi ordinari di cooperazione con il Paese centroamericano. Questo non esclude peraltro la possibilita' che l'Italia possa rispondere positivamente ad una richiesta delle comunita' colpite oppure ad un appello internazionale nell'ambito di quanto previsto dalla vigente normativa circa gli interventi umanitari di emergenza. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Toia.