Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00182 presentata da PASETTO NICOLA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960515
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che all'interrogante risultano i seguenti fatti: con decreto del Ministro dell'industria in data 9 dicembre 1994 veniva posto in amministrazione straordinaria, a norma della legge n. 95 del 1979, il gruppo industriale Sipa - Pollo Arena, avente diverse unita' produttive di cui le principali situate in Veneto, in provincia di Verona, ed in Molise, in provincia di Campobasso; tale necessario provvedimento era stato determinato da una conduzione fallimentare del gruppo posta in essere dalla famiglia Grigolini, che aveva portato il gruppo ad accumulare diversi miliardi di deficit; dell'ufficio del commissario straordinario venivano chiamati a far parte l'avvocato Luigi Bellazzi, chiamato a svolgere funzioni di commissario coordinatore, l'avvocato Antonio Franchi ed il professor avvocato Luigi Francario; l'avvocato Bellazzi iniziava una stringente opera di verifica ed approfondimento della struttura del gruppo, arrivando a scoprire situazioni di gravissima irregolarita', e cio' con riferimento ai bilanci delle societa' del gruppo, nonche' a precise responsabilita' circa l'occultamento anche alla pubblica opinione di diffusione, nella lavorazione dei prodotti avicoli della unita' produttiva di Boiano (CB), del batterio della salmonella; pare siano emerse anche gravi ed ingiustificate esposizioni bancarie in favore del gruppo, con riferimento ad esempio alla Banca Popolare di Cerea, esposta senza alcuna garanzia nei confronti del gruppo Arena per circa 30 miliardi, quando il patrimonio netto dell'istituto bancario non supera gli 80 miliardi; nei soli primi quattro mesi del 1995 sembra che la SAM - l'azienda che opera in Boiano - abbia perso la bellezza di 9 miliardi; a fronte di questa situazione, con un ufficio del commissario che aveva nell'avvocato Bellazzi l'unico pubblico ufficiale che cercava di portare chiarezza nella gestione del gruppo, con gli altri due commissari addetti invece ad un'opera di continuo frenaggio, basandosi su speciose ed assurde motivazioni, puntualmente contestate dall'interessato, il direttore generale presso il ministero dell'industria, dottor Amassari, proponeva la sostituzione del commissario Bellazzi, provvedimento effettivamente adottato dal Ministro; a tutt'oggi continua la scandalosa, improduttiva, dannosa gestione dell'ufficio del commissario straordinario del gruppo Sipa - Pollo Arena, che sta definitivamente distruggendo il gruppo industriale, avendolo di fatto reso inappetibile per qualsiasi imprenditore privato che avesse voluto tentare di rilevare, e quindi salvare, le aziende del gruppo; l'ufficio del commissario ha di fatto portato anche la societa' Caven, fino a poco tempo fa produttiva ed attiva, ad una situazione di grave dissesto finanziario, con tutte le dannose conseguenze per lavoratori e fornitori del gruppo; e' inspiegabile perche' fino ad oggi i commissari non abbiano fatto partire alcuna azione revocatoria nei confronti innanzitutto degli istituti bancari, che hanno acceso ipoteche in un momento nel quale era ormai evidente a tutti lo stato di insolvenza del gruppo Arena -: se non intenda condurre immediatamente un'indagine per verificare i rapporti, anche personali, che sono intercorsi fra il direttore generale del ministero, dottor G. Amassari, l'imprenditore Silvio Grigolini, amministratore delegato della SAM, l'avvocato Franchi Antonio che risulterebbe all'interrogante essere in ottimi rapporti con la famiglia Grigolini, vera protagonista in negativo del disastro del gruppo Sipa - Pollo Arena, che a tutt'oggi sembra manovrare dietro le quinte per mantenere regia e controllo di tutto quanto ruota attorno al gruppo industriale in oggetto; se intenda promuovere tramite la Banca d'Italia un'immediata indagine su tutti gli istituti bancari che si sono esposti nei confronti del gruppo Sipa - Pollo Arena, verificando la correttezza dell'agire di tali istituti, e se intenda attivare immediatamente tutte le verifiche sanitarie volte ad acclarare se sia vero che i prodotti avicoli lavorati nello stabilimento di Boiano (CB) del gruppo abbiano avuto od abbiano ancora problemi di infezione da salmonella; se intenda infine verificare con accuratezza l'operato degli attuali commissari straordinari del gruppo nonche' quello degli organi preposti alla vigilanza sugli stessi, al fine di chiarire se abbiano operato nell'esclusivo interesse del gruppo stesso, dei suoi lavoratori e dei suoi fornitori, od invece abbiano sostanzialmente omesso o ritardato atti del loro ufficio, cagionando ulteriori danni alla situazione patrimoniale del gruppo. Tale indagine deve essere condotta con particolare riferimento al mancato avvio delle azioni revocatorie che, nell'interesse del patrimonio del gruppo Arena, i commissari avrebbero dovuto promuovere ed invece non hanno azionato; per quanto poi concerne l'operato del dottor Amassari del ministero dell'industria, se intenda verificare con quale criterio lo stesso abbia formato un comitato di sorveglianza composto, oltre che da burocrati ministeriali che probabilmente mai hanno messo piede in uno stabilimento del gruppo, esclusivamente da rappresentanti degli istituti bancari, anche di quelli esposti nel modo sopra indicato, essendo evidente la drammaticita' della situazione, che vede centinaia di lavoratori sul punto di perdere il posto di lavoro, e numerose aziende fornitrici del gruppo Arena con la probabilita' di non recuperare nemmeno una lira degli ingenti crediti vantati nei confronti del gruppo stesso. (4-00182)
Si risponde per delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La procedura di amministrazione straordinaria nei riguardi della societa' SIPA si e' attivata con decreto del Ministro dell'industria emanato di concerto con il Ministro del tesoro in data 6 dicembre 1994 ed ha successivamente interessato anche le societa' FinSipa, Arena finanziaria, Agricola Sabbioni, Lisca ed altre site in Verona e la Sam di Boiano in Molise. Il collegio commissariale risulta ad oggi costituito dal Dott. Franchi, dall'Avv. Neppi e dal Prof. Francario. Con riferimento all'Avv. Bellazzi ed alla sua sostituzione, si segnala che il provvedimento di sospensione prima e di revoca dopo e' stato adottato in conseguenza di alcuni fatti verificatisi nei primi mesi della procedura (febbraio/marzo 1995) che hanno gravemente compromesso il rapporto tra l'Amministrazione vigilante e tale componente del collegio commissariale e si sono rivelati incompatibili al mantenimento dell'incarico oltre che di ostacolo al regolare svolgimento della procedura. Il procedimento e' stato attivato ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241 con regolare contestazione degli addebiti, provvedimento temporaneo di sospensione e fissazione di idoneo termine per la presentazione delle controdeduzioni. La revoca e' stata adottata in data 21 aprile 1995. L'avvocato Bellazzi ha presentato ricorso al TAR del Lazio contro tale provvedimento; in quella sede verra' pertanto valutata la legittimita' dell'adottato provvedimento. I fatti che hanno originato il provvedimento di revoca sono molteplici ed hanno provocato tra l'altro una situazione di permanente conflitto tra l'avv. Bellazzi e gli altri componenti del collegio commissariale tale da compromettere il regolare funzionamento dell'organo, nonche' un grave clima di tensione con le parti sociali. Il provvedimento di revoca e' altresi' specificatamente motivato in relazione alla scorretta rappresentazione della realta' aziendale operata dall'avv. Bellazzi in relazione allo stabilimento di Boiano, sotto il profilo igienico sanitario. Oggetto di censura sono state infine talune irregolarita' nell'operato gestionale conseguenti ad autonome iniziative del commissario Bellazzi, in assenza del consenso degli altri membri del collegio. Questa Amministrazione ha ritenuto, pertanto, che non ricorressero piu' i presupposti di affidabilita' posti a base della nomina di commissario tenuto conto delle rilevanti funzioni di interesse pubblico connesse all'incarico, da esercitarsi in collegamento con l'Autorita' di Governo che vigila sulle procedure di amministrazione straordinaria. In particolare, per quanto concerne il presunto occultamento alla pubblica opinione della notizia del batterio della salmonella nella lavorazione dei prodotti avicoli a Boiano, nel premettere che il rischio da salmonella incombe sugli stabilimenti avicoli ed e' oggetto di specifica direttiva CEE che ne disciplina il controllo si segnala che all'atto della denuncia dell'avv. Bellazzi questa Amministrazione ha attivato ogni opportuno controllo per il tramite della Prefettura per accertarsi circa il pericolo di epidemia. Si fa presente peraltro che - come confermato dai commissari - nell'azienda opera un servizio di controllo interno e regolari controlli sono inoltre eseguiti dai servizi veterinari della USL competente, nell'ambito dei piani regionali di prevenzione delle salmonelle e nell'ambito della vigilanza sugli allevamenti. Il regolare svolgimento di tali controlli impedisce che vengano immessi sul mercato prodotti a rischio. La situazione aziendale Sipa/Sam all'atto del commissariamento si e' presentata di particolare complessita' e le difficolta' nella prosecuzione dell'attivita' gestoria, connesse sia alle originarie carenze strutturali del gruppo sia alle congiunturali difficolta' del mercato, hanno caratterizzato l'avvio della procedura. La ripresa dell'attivita' e' stata ritenuta necessaria dai commissari, nonche' decretata dal provvedimento ministeriale, principalmente per conservare il valore del patrimonio aziendale - tra cui le risorse umane, il know-how e il marchio - e per salvaguardare i livelli occupazionali; infatti, una mancata ripresa avrebbe comportato la definitiva distruzione di tali attivita', rimanendone un insieme di beni non funzionalmente collegati ne' atti a configurare un soggetto imprenditoriale. Ovviamente la ripresa ha comportato forti oneri di avviamento e comporta tuttora un notevole fabbisogno finanziario, cui l'impresa e' fino ad oggi riuscita a far fronte, pur in assenza della garanzia del Tesoro prevista dall'articolo 2bis della legge 95/79. In tale contesto si evidenzia come i commissari abbiano operato opportune scelte gestionali, a seguito delle quali il conto economico SAM espone perdite industriali con progressiva riduzione da 2 miliardi mensili dell'inizio della gestione commissariale a 251 milioni complessivi per i primi mesi del 1996. Cio' ha consentito di evitare l'azzeramento delle attivita' produttive ed il graduale recupero di credibilita' nei confronti degli allevatori, dei trasportatori e dei fornitori. In riferimento al presunto ritardo nell'avvio delle azioni revocatorie e nell'adempimento delle altre incombenze procedurali, si segnala che nel mese di ottobre 1995 il collegio commissariale ha dato incarico alla societa' Arthur Andersen di revisionare i bilanci del gruppo dal 1989 al 1993. In base alle risultanze di tale attivita' verra' predisposta la relazione sulle cause e circostanze dell'insolvenza ex articolo 33 legge fallimentare (di cui una prima bozza e' stata consegnata alla Procura di Verona dopo l'avvio della procedura di amministrazione straordinaria) e verranno assunte le opportune determinazioni in ordine all'azione di responsabilita' nei confronti degli ex amministratori e sindaci in conformita' agli obblighi civilistici gravanti sul collegio commissariale. E' stata completata la verifica dei rapporti con gli istituti di credito ai fini delle azioni revocatorie, per la cui attivazione e' previsto normativamente un quinquennio dal momento del commissariamento e sono stati conferiti appositi incarichi legali. Per la Caven si segnala che l'azienda, costiuita da uno stabilimento di macellazione sito a Nogarole Rocca (Verona) e attualmente sottoposta alla separata procedura di liquidazione coatta amministrativa, sotto la vigilanza del Ministero del lavoro, ed e' in affitto ad una cooperativa controllata dal gruppo Amadori. I commissari del gruppo SIPA sono pertanto del tutto estranei alle vicende gestionali della cooperativa. Per quel che attiene le attivita' aziendali della Divisione Avicola Sipa (comprendente vari marchi, tra cui il marchio Pollo Arena ed i relativi contratti in essere) e del ramo d'azienda industriale RAM, costituito dal macello, dal reparto elaborati, dal mangimificio, dall'incubatoio e di terreni industriali di pertinenza e dei relativi contratti in corso, i commissari si sono attivati con immediarezza, dopo la verifica effettuta nel corso dei primi mesi di procedura, ai fini del trasferimento a terzi del ramo d'azienda. Si e' provveduto alla pubblicazione di un avviso per l'acquisizione di manifestazioni d'interesse (come da autorizzazione concessa in data 10 luglio 1995) pubblicato su quotidiani nazionali ed internazionali che ha prodotto vari interessamenti. La successiva gara (autorizzata nel dicembre 1995) per la vendita unitaria dei complessi Sipa e Ram e' invece andata deserta. I commissari, proprio alla luce del risultato negativo dell'esperimento di vendita unitario Sipa/Sam hanno richiesto l'autorizzazione alla vendita separata della rete commerciale Sipa e della filiera produttiva Sam. A tal proposito si segnala che, in esito alla gara scaduta in data 2 luglio 1996, e' pervenuta una sola offerta di acquisto per il complesso aziendale della SAM di Boiano da parte di un gruppo molisano, la P.S.A., e che i commissari con provvedimento amministrativo in data 12 settembre 1996 sono stati autorizzati alla prosecuzione della trattativa con l'offerente citato per l'approfondimento dei termini dell'offerta e l'attivazione della procedura di consultazione sindacale prevista dall'articolo 47 della legge 428/1990. Si prevede che il trasferimento delle attivita' industriali della SAM possa verificarsi a breve. In merito, infine, alla segnalazione contenuta nel testo dell'interrogazione riguardante la Banca Agricola Popolare di Cerea che risulterebbe "esposta senza alcuna garanzia nei confronti del gruppo Arena per circa 30 miliardi", il Ministero del tesoro ha fatto presente che le scelte in detta materia sono rimesse all'autonoma determinazione dei competenti organi delle banche, nel rispetto della disciplina di vigilanza sulla concentrazione dei rischi contenuta nel Cap. XXIV delle Istruzioni di Vigilanza per gli enti creditizi, che fissa limiti generali alla concessione di finanziamenti. Cio' premesso, la Banca d'Italia, all'uopo interpellata dallo stesso Ministero del tesoro ha segnalato che, in base a dati relativi al mese di luglio 1994, l'esposizione complessiva della Banca Agricola Popolare di Cerea nei confronti delle societa' del gruppo SIPA-Pollo Arena ammontava a L. 30,3 miliardi. Il credito nei confronti del gruppo, ricompreso tra i "grandi fidi" della Banca, risultava contenuto entro i limiti individuali di fido previsti dalle cennate Istruzioni di vigilanza. Nell'ultimo biennio la banca ha provveduto ad effettuare consistenti svalutazioni (L. 17 miliardi solo nel 1995); attualmente il credito in questione non e' piu' compreso tra i grandi fidi. Per completezza informativa, la stessa Banca d'Italia ha fatto presente che nel 1995 la Casse Venete spa, in qualita' di capogruppo dell'omonimo gruppo creditizio, ha acquisito, mediante la propria controllata Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo spa, una partecipazione di controllo nella Banca Agricola Popolare di Cerea, all'uopo trasformatasi in societa' per azioni. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato: Bersani.