Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00319 presentata da STORACE FRANCESCO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960522
Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: risulta che il personale civile del ministero della difesa e' inquadrato con profili professionali a livelli non corrispondenti ne' alle mansioni effettivamente svolte ne' tantomeno alle effettive esigenze dell'amministrazione della difesa, e cio' costituisce un onere eccessivo, essendo state ripianate le vacanze organiche con personale militare che a sua volta e' stato distolto dai compiti operativi -: se e con quali interventi si intendano risolvere i fatti sopramenzionati; se esistano eventuali responsabilita' dei dirigenti del ministero della difesa nell'utilizzo improprio del personale. (4-00319)
L'impiego di personale civile in compiti ascrivibili a qualifica funzionale superiore rispetto a quella di appartenenza, inteso genericamente come "mansionismo", e' fenomeno che si e' registrato in tutto l'impiego dello Stato e ha trovato particolare rilievo nella Amministrazione della difesa per la complessita' della sua struttura organizzativa che ha risentito in modo piu' marcato degli effetti combinati del massiccio esodo dei dipendenti ex combattenti destinatari della legge 24 maggio 1970, n. 336, (che prevedeva l'abbattimento in organico dei posti ricoperti da tali dipendenti; esodo che ha provocato un forte depauperamento nei vari ruoli a tutti i livelli non compensato da adeguate immissioni di nuovo personale) e dell'evoluzione dei processi tecnologici, soprattutto nel campo industriale e tecnico, cui non ha corrisposto, di fatto - anche per i ricorrenti vincoli normativi relativi al blocco delle assunzioni - un pari riequilibrio nelle corrispondenti qualifiche funzionali, nei profili professionali e nelle conseguenti dotazioni organiche. In tale situazione, per fronteggiare le crescenti esigenze di funzionalita' dei servizi sia nel settore tecnico (Arsenali e Stabilimenti di lavoro) sia in quello amministrativo-contabile, l'Amministrazione si e' trovata nell'ineludibile necessita' di fare ricorso all'utilizzazione di elementi, che disponessero dei necessari requisiti, appartenenti alle ex categorie impiegatizie in compiti di qualifica superiore ovvero alla utilizzazione di elementi appartenenti alle ex categorie degli operai (rispetto alle quali le conseguenze dell'applicazione della citata legge 336/1970 erano state compensate dalla legge 6 giugno 1973, n. 313, che aveva ripristinato il volume organico di dette categorie ai livelli antecedenti) in mansioni di ufficio o di carattere tecnico anche di livello superiore. Il problema potrebbe trovare soluzione in sede di attuazione della delega (scaduta il 28 maggio u.s. e di cui si e' in attesa di rinnovo da parte del Parlamento) conferita al Governo dall'articolo 1 della legge 28 dicembre 1995, n. 549. Per effetto del combinato disposto dell'articolo 1, comma 1 - lettera g) di tale legge e del successivo articolo 3, commi da 205 a 208, la copertura dei posti disponibili a seguito della determinazione delle nuove dotazioni organiche, ai sensi degli articoli 30 e 31 del decreto legislativo 29/1993, avverra' attraverso la "riqualificazione" del personale civile, da attuare secondo le procedure da definirsi da parte dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale (A.R.A.N.) di intesa con le Organizzazioni sindacali. Lo stato di necessita', che ha dato luogo al nascere ed al perpetuarsi del fenomeno di cui trattasi, porta ad escludere ogni responsabilita' dei dirigenti della Difesa, considerato, altresi', che il fenomeno stesso non ha comportato alcun danno all'Erario il quale, semmai, ha tratto vantaggio dall'utilizzazione di un cosi' consistente numero di dipendenti in mansioni superiori, cui non ha corrisposto alcuna retribuzione aggiuntiva. Circa l'asserita avvenuta sostituzione di personale civile con personale militare - che sarebbe stato distolto dai compiti operativi - si fa osservare preliminarmente che la stessa ampiezza del fenomeno del "mansionismo" dimostra come tali sostituzioni siano da riferire a situazioni del tutto eccezionali e temporanee, di indisponibilita' di personale civile idoneo. Comunque si ritiene di poter evidenziare che questa Amministrazione ha sempre cercato di salvaguardare al massimo le posizioni funzionali spettanti al personale civile. Non si puo' tuttavia escludere la possibilita' di affidamento, in via temporanea, di alcuni incarichi a personale militare, qualora ineludibili esigenze di servizio lo richiedano e non sia possibile ricoprire le vacanze organiche con personale civile. D'altra parte non si puo' non considerare che il personale militare non puo' essere continuamente ed esclusivamente impiegato nelle unita' operative. Per esigenze di interscambio, di progresso di carriera, di eta', deve poter essere utilizzato in impieghi diversi e poter trasferire negli organi centrali delle Forze armate le esperienze maturate sul campo, indispensabili anche per un adeguato sviluppo della cultura militare in senso lato. Il Ministro della difesa: Andreatta.