Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00254 presentata da PECORARO SCANIO ALFONSO (MISTO) in data 19960522
Al Ministro dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: nel corso degli anni intensive captazioni delle sorgenti del Sele hanno provocato la diminuzione della portata media del fiume da 13 mila litri al secondo (nel 1915) a circa 2 mila litri al secondo (nel 1992) con i conseguenti processi negativi, biologici ed ecologici dell'ecosistema; pur considerando le giuste esigenze di acqua per usi civili e per le attivita' produttive delle popolazioni della Campania e delle Puglie, i prelievi e le captazioni degli anni 1970-90 hanno superato il livello di guardia della compatibilita' tra le predette esigenze e le altrettanto legittime esigenze dei territori e delle popolazioni dell'Alto e Medio Sele, soprattutto da Caposele all'oasi di Persano, ricadente nei comuni di Campagna, Serre e Postiglione in provincia di Salerno; come ampiamente riconosciuto e definito dalla legislazione vigente, nei bacini idrografici caratterizzati da eccessi di prelievi o da trasferimenti, sia a valle che oltre la linea di displuvio, tali da compromettere il minimo flusso vitale dei corsi d'acqua, le derivazioni devono essere gradualmente regolate fino al raggiungimento di un equilibrio soddisfacente; la diminuzione della portata media del fiume Sele ed il depauperamento delle sorgenti del bacino, a causa della captazione totale delle sorgenti della sanita' di Caposele da parte dell'Ente autonomo acquedotto pugliese e delle sorgenti Cantariello-Senerchiella ed altre in territori di Calabritto-Quaglietta e Senerchia ad opera del consorzio acquedotti Sele-Calore-Montestella, hanno gia' provocato gravi danni al sistema sociale ed economico della Valle del Sele con la previsione di danni ulteriori, qualora non si provveda con urgenza ad adottare misure protettive -: se non ritenga opportuno attivare iniziative atte: ad impedire ulteriori prelievi e captazioni sia per effetto di concessioni in atto che di nuove; a fissare una quota minima di restituzione al fiume Sele da parte degli acquedotti interessati di almeno il 10 per cento delle acque delle sorgenti captate e prelevate; ad attivare con urgenza il reintegro idrico, attraverso la realizzazione di invasi collinari e di altre opere di regimentazione naturali, come e' gia' previsto dai progetti approvati e in parte gia' finanziati. (4-00254)
In merito all'interrogazione in oggetto, la Direzione Generale dell'Edilizia Statale e Servizi Speciali ha comunicato che le sorgenti del Sele (Caposele-Senerchiella e Fontaria) sono state captate per alimentare gli acquedotti Pugliese (sorgente Caposele) e Basso Sele (sorgenti Senerchiella e Fontana), cosi' come previsto nel Piano Regolatore Generale degli Acquedotti, che e' lo strumento legislativo che regola la materia (L. 4.2.63 n. 129). In surrogazione delle portate captate, di cui sopra lo stesso P.R.G.A. prevedeva la costruzione di alcuni invasi risultati infine non realizzabili per motivi prevalentemente ambientali ed anche di costi elevati. L'unico invaso tecnicamente realizzabile ed economicamente conveniente e' risultato l'invaso di Magliano Vetere sul Calore Salernitano affluente del Sele. Il relativo progetto esecutivo, redatto su incarico della ex Casmez/Agensud ed approvato dalla IV Sezione Consiglio Superiore dei LL.PP., e' stato reso inattuabile dal mancato assenso del Ministero dell'Ambiente con l'istituzione sul territorio del Parco Nazionale del Cilento. A tal punto l'Agensud, ha dovuto revocare l'intervento economizzando le somme gia' stanziate che peraltro erano insufficienti in quanto risalenti all'epoca della programmazione originaria dell'opera (fine anni 70). La predetta Direzione Generale ha precisato che il Consorzio di Bonifica di Paestum e' estraneo all'intervento progettuale avendo eseguito solo una prima fase delle indagini preliminari (con finanziamento (Casmez), mentre tutta la procedura di approntamento del progetto esecutivo della diga e' stata eseguita dalla Casmez/Agensud in gestione diretta. Il Commissario ad acta di questo Ministero non ha ancora deciso la destinazione del progetto della Diga di Magliano Vetere e di cio' e' stato informato il Consorzio stesso. La fattibilita' dell'opera e' pero', come gia' detto, condizionata da delicati problemi ambientali. Il Ministro dei lavori pubblici: Costa.